La questione partenze F1 2026 si trasforma in un caso politico-tecnico con la Ferrari F1 protagonista. Il team principal Frédéric Vasseur rivela che la Scuderia aveva già avvertito la Fédération Internationale de l’Automobile un anno fa sui rischi legati all’eliminazione dell’MGU-H. Dopo i test in Bahrain, la Federazione ha sperimentato una nuova procedura con luci blu. Ma a Maranello la posizione è chiara: le regole erano note, le soluzioni sono state sviluppate di conseguenza.
Ferrari F1 e il nodo partenze: un vantaggio costruito in anticipo
Con l’entrata in vigore del regolamento F1 2026, la rimozione dell’MGU-H ha modificato profondamente la gestione del turbo in fase di start. Senza il sistema che manteneva la turbina in pressione tramite recupero energetico dai gas di scarico, i piloti devono ora mantenere regimi più elevati per stabilizzare la spinta nei primi metri.
Nei test di Barcellona e del Bahrain sono emerse difficoltà diffuse in griglia. Tuttavia, secondo quanto filtra dal paddock, la Ferrari avrebbe sviluppato un’architettura del turbocompressore capace di ridurre sensibilmente il turbo lag, rendendo la fase di lancio più stabile rispetto ad alcuni concorrenti.
Non una sorpresa, ma una conseguenza di scelte progettuali prese con largo anticipo.

Vasseur: “Lo avevamo detto alla FIA un anno fa”
A chiarire la posizione della Scuderia è stato direttamente Frédéric Vasseur, che ha rivelato come il tema fosse già stato sollevato con la Fédération Internationale de l’Automobile dodici mesi fa.
“Abbiamo sollevato la questione un anno fa con la FIA, riguardo alla procedura di partenza. Tutti sapevano che senza l’MGU-H sarebbe stata una fase complessa del weekend. La FIA ha deciso di non modificare la procedura.”
Il punto centrale del discorso è tecnico e politico allo stesso tempo: i costruttori hanno definito l’architettura delle power unit sulla base di regolamenti chiari.
“Abbiamo preso decisioni sull’architettura del motore basandoci su quelle regole.”
Un eventuale cambio tardivo rischierebbe quindi di incidere sugli equilibri prestazionali costruiti in fase progettuale.

La nuova procedura testata in Bahrain
Dopo le criticità emerse nei test, la Federazione ha comunque sperimentato una modifica operativa: una sequenza di luci blu lampeggianti per circa cinque secondi dopo che l’ultima vettura si posiziona in griglia, prima dell’accensione delle cinque luci rosse tradizionali.
L’obiettivo è offrire ai piloti il tempo necessario per stabilizzare il regime motore e raggiungere la configurazione ideale di partenza.
Vasseur ha espresso un giudizio positivo sulla prova: “La nuova procedura con le luci lampeggianti va bene per tutti. Pensiamo sia sicura e possiamo andare in questa direzione.”
Poi la stoccata: “Se qualcuno non è convinto, può sempre partire dalla pit lane.”
Una frase che sottolinea la sicurezza della soluzione Ferrari e ribadisce la fiducia nel lavoro svolto a Maranello.
Sicurezza o riequilibrio tecnico?
Alcuni team, tra cui McLaren, hanno sollevato dubbi legati alla sicurezza e alla complessità della nuova fase di start. Ma il tema va oltre la semplice procedura.
La Ferrari sostiene implicitamente che il problema fosse prevedibile e che chi ha investito correttamente sul progetto motore abbia già trovato una soluzione.
La vera linea rossa per Maranello è evitare modifiche regolamentari che possano trasformare una differenza tecnica in un riequilibrio artificiale.
Verso Melbourne: Ferrari osserva, FIA decide
La decisione definitiva della Fédération Internationale de l’Automobile arriverà prima del debutto stagionale a Melbourne. La direzione sembra orientata verso l’adozione della sequenza con luci blu, ma resta da capire se saranno introdotti ulteriori correttivi.
Per la Ferrari la posizione è chiara: le regole erano note, il lavoro è stato fatto in anticipo e nel rispetto del quadro normativo.
Analisi finale
Il caso partenze F1 2026 è il primo vero banco di prova politico dell’era tecnica che sta per iniziare. La Ferrari, con Vasseur in prima linea, rivendica coerenza progettuale e visione anticipata del problema. La FIA dovrà ora bilanciare sicurezza e meritocrazia tecnica, evitando interventi che possano essere interpretati come una correzione a posteriori degli equilibri prestazionali.
Fonte
Motorsport Week, dichiarazioni ufficiali paddock F1
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