Ferrari Hamilton – Fred Vasseur interviene con decisione sul caso del cambio di ingegnere di pista di Lewis Hamilton per la stagione 2026. Dopo le parole del sette volte campione del mondo sul possibile impatto “detrimentale” della modifica a stagione in corso, il team principal Ferrari invita i media a ridimensionare la questione e ribadisce la centralità del lavoro di squadra in Formula 1.
Il contesto: un 2025 complicato per Hamilton
La prima stagione in rosso di Lewis Hamilton nel 2025 si è chiusa senza podi, evento inedito nella carriera del sette volte iridato. Un’annata segnata anche da comunicazioni radio tese con l’ingegnere di pista Riccardo Adami, figura esperta che in passato ha lavorato con Sebastian Vettel e Carlos Sainz.
Per il 2026 Ferrari ha deciso di riorganizzare il reparto pista. Adami è stato destinato a un nuovo ruolo interno, mentre per Hamilton è previsto l’arrivo di un nuovo race engineer. Una scelta tecnica che rientra in un più ampio riassetto in vista del nuovo ciclo regolamentare.
Il nuovo assetto tecnico in vista del 2026
In attesa dell’ingresso ufficiale di Cedric Michel-Grosjean, ex performance engineer di Oscar Piastri in McLaren, durante i test il lavoro in pista è stato supervisionato da Carlo Santi, già ingegnere di Kimi Räikkönen.
Hamilton ha spiegato che il cambio definitivo dell’ingegnere potrebbe avvenire dopo “alcune gare” dall’inizio del campionato, sottolineando come una modifica a stagione avviata possa incidere sugli equilibri operativi. Parole interpretate da parte dell’ambiente come un possibile segnale di cautela in vista del 2026.

La risposta di Vasseur: “Non è una questione individuale”
Il team principal Fred Vasseur ha però respinto con fermezza ogni lettura allarmistica. Secondo il manager francese, la collaborazione tra Hamilton e il muretto box è “molto buona” e il pilota si trova in un “mindset molto positivo”.
Vasseur ha ricordato come in Formula 1 il turnover di ingegneri e figure chiave sia fisiologico: ogni anno diversi team cambiano ingegneri di pista e team principal senza che ciò comprometta la competitività complessiva. Ferrari, con una struttura di circa 1.500 persone, non può essere ridotta al rapporto tra un singolo pilota e un singolo ingegnere.
Il concetto ribadito è chiaro: la performance nasce da un sistema integrato. L’ingegnere visibile sul muretto coordina un gruppo di specialisti che lavorano su simulazioni, strategia, power unit e analisi dati. In questo contesto, il contributo individuale è inserito in un processo collettivo molto più ampio.
H2 Un 2026 decisivo per Ferrari e Hamilton
La stagione 2026 rappresenterà uno spartiacque tecnico, con regolamenti completamente rivisti su power unit ed aerodinamica. Per Hamilton sarà anche un banco di prova personale, dopo un 2025 sotto le aspettative.
L’obiettivo dichiarato dal team è migliorare progressivamente il livello di integrazione tra pilota e struttura tecnica. Vasseur ha sottolineato che la mentalità condivisa è quella di “fare un lavoro migliore domani rispetto a oggi”, segnale di un approccio orientato allo sviluppo continuo.
Analisi finale
Il caso del cambio di ingegnere di Hamilton evidenzia quanto in Formula 1 la dimensione mediatica possa amplificare scelte operative interne. Ferrari ha scelto di intervenire per rafforzare la struttura in vista del nuovo ciclo regolamentare, non per gestire un’emergenza. Se il 2025 ha mostrato difficoltà di adattamento, il 2026 sarà il vero banco di prova per valutare la solidità del progetto tecnico e umano costruito attorno a Hamilton.
Fonte
PlanetF1.com
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