Il Gran Premio d’Austria ha riacceso il dibattito sulle prestazioni della Ferrari. Se nelle ultime settimane gran parte dell’attenzione si era concentrata sulla presunta inferiorità del motore termico, osservando attentamente il comportamento della SF-26 emerge un’altra ipotesi che potrebbe spiegare molte delle difficoltà viste in pista.
Al centro dell’analisi c’è infatti il turbocompressore Ferrari, una soluzione tecnica diversa rispetto a quella adottata da Mercedes e Red Bull e che potrebbe rappresentare uno dei fattori più importanti nella gestione della Power Unit.
Il problema potrebbe non essere il motore
Quando si parla di Formula 1 moderna è sempre più difficile separare il motore termico dal resto della Power Unit.
L’energia elettrica, il recupero in frenata, la gestione dell’MGU-H e dell’MGU-K e gli algoritmi di controllo incidono ormai quanto la potenza sviluppata dal V6.
Per questo motivo attribuire tutto il divario prestazionale al solo motore endotermico rischia di essere una semplificazione.
Nel corso dell’ultima puntata di Race Tech, l’ingegnere Riccardo Romanelli ha analizzato proprio questo aspetto, spiegando come la differenza possa nascere dall’integrazione di tutti i sistemi della Power Unit e non esclusivamente dai cavalli sviluppati dal propulsore.

La scelta Ferrari sul turbocompressore
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il turbocompressore.
Ferrari continua infatti ad utilizzare una filosofia differente rispetto ai principali rivali.
Una girante più compatta permette infatti di ridurre il momento di inerzia del gruppo turbina-compressore, garantendo una risposta più pronta nelle riaperture dell’acceleratore.
Una soluzione che offre vantaggi soprattutto nelle partenze e nelle primissime fasi di accelerazione.
Tuttavia, quando l’accelerazione diventa più lunga, come accade in diversi punti del Red Bull Ring, una girante di dimensioni inferiori potrebbe rendere più difficile mantenere elevati livelli di sovralimentazione e, di conseguenza, limitare anche l’efficienza della gestione energetica della Power Unit.
Perché Mercedes sembra più efficace
Il confronto con Mercedes appare significativo.
La W16 non sembra semplicemente disporre di una maggiore potenza massima.
Ciò che colpisce è soprattutto la continuità dell’erogazione in uscita dalle curve lente, dove Antonelli e Russell hanno spesso guadagnato metri preziosi nei confronti delle Ferrari.
Secondo l’analisi tecnica, questo comportamento potrebbe essere il risultato di una diversa filosofia nella progettazione del turbocompressore e nella gestione dell’intera Power Unit.

Silverstone sarà il banco di prova
Il Gran Premio di Silverstone rappresenterà una verifica estremamente importante.
Le caratteristiche del circuito inglese sono infatti molto diverse rispetto al Red Bull Ring e permetteranno di capire se quanto visto in Austria sia legato principalmente al tipo di tracciato oppure ad un limite strutturale della SF-26.
Una Ferrari nuovamente competitiva confermerebbe come il comportamento della Power Unit sia fortemente influenzato dal layout del circuito.
In caso contrario aumenterebbero i dubbi sull’attuale filosofia progettuale della Scuderia.
Race Tech #158: l’analisi completa
Nel corso della nuova puntata di Race Tech vengono analizzati nel dettaglio:
- il confronto tra motore termico e Power Unit Ferrari;
- il funzionamento del turbocompressore e della girante più piccola;
- le differenze rispetto a Mercedes e Red Bull;
- le difficoltà di Charles Leclerc dopo gli ultimi aggiornamenti;
- le aspettative tecniche per il GP di Silverstone.
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