Ferrari è davvero tornata? Silverstone conferma i progressi visti a Barcellona

Vito Defonseca
6 Min Read
ferrari Silverstone foto media pirelli

La vittoria conquistata da Charles Leclerc a Silverstone rappresenta probabilmente il primo vero punto di svolta della stagione Ferrari. Dopo il deludente weekend del Red Bull Ring, qualcuno aveva già iniziato a mettere in discussione i progressi mostrati dalla SF-26 nelle gare precedenti. Tuttavia, quanto visto in Gran Bretagna sembra confermare un’ipotesi che avevamo già avanzato durante la nostra trasmissione Race Tech: l’Austria era un caso particolare e difficilmente rappresentativo del reale potenziale della monoposto di Maranello.

ferrari SF 26 Turbo
ferrari SF 26 Turbo

Il GP d’Austria aveva raccontato una storia diversa

Già pochi giorni dopo la gara del Red Bull Ring avevamo analizzato le ragioni della brusca flessione Ferrari, individuando due fattori principali.

Il primo riguardava le caratteristiche della power unit Ferrari. L’altitudine del circuito austriaco, unita alle peculiarità del turbocompressore scelto da Maranello, aveva accentuato quello che ormai viene comunemente definito il problema del “turbo piccolo”, penalizzando soprattutto la velocità nei lunghi tratti in pieno gas.

Il secondo elemento, probabilmente ancora più importante, era rappresentato dalla configurazione aerodinamica scelta dagli ingegneri Ferrari.

Per cercare di limitare il deficit di velocità massima, la SF-26 era stata scaricata aerodinamicamente in maniera molto aggressiva. Una scelta che aveva dato ottimi risultati sul giro secco, permettendo alla Ferrari di essere competitiva in qualifica, ma che aveva inevitabilmente compromesso il comportamento della vettura durante la gara.

Con meno carico aerodinamico aumentava infatti lo scivolamento degli pneumatici, accelerandone il degrado e rendendo molto più difficile mantenere un ritmo costante sulla lunga distanza.

Una situazione che aveva fatto apparire la Ferrari decisamente meno competitiva di quanto fosse realmente.

Guarda il nostro commento dopo il GP

Silverstone conferma invece i progressi della SF-26

Sul circuito britannico lo scenario è cambiato completamente.

La Ferrari ha mostrato fin dai primi giri un passo gara estremamente competitivo, consentendo a Charles Leclerc di controllare la corsa senza particolari difficoltà.

Dopo aver conquistato la leadership al via, il pilota monegasco è riuscito infatti a mantenere un margine costante sulla Mercedes di Kimi Antonelli, che rappresentava il principale rivale per la vittoria.

Per gran parte della gara il giovane pilota italiano non è mai riuscito ad avvicinarsi realmente alla Ferrari, segnale che il ritmo della SF-26 era assolutamente all’altezza della situazione.

Il recupero finale di Antonelli lascia qualche interrogativo

L’unico vero dubbio riguarda gli ultimi giri del Gran Premio.

Prima del problema di affidabilità che ha costretto Antonelli al ritiro, la Mercedes stava infatti recuperando rapidamente terreno nei confronti della Ferrari.

Una situazione che apre due possibili interpretazioni.

La prima è che Leclerc stesse semplicemente amministrando il vantaggio, evitando di stressare inutilmente gli pneumatici in vista del traguardo.

La seconda è che Antonelli, con gomme in condizioni migliori, fosse realmente più veloce nella fase conclusiva della corsa.

Senza poter analizzare nel dettaglio i dati di telemetria sarebbe scorretto sbilanciarsi in una direzione piuttosto che nell’altra.

Quello che appare evidente è che, fino a quel momento, Leclerc aveva gestito la gara con grande tranquillità, senza mai dare l’impressione di essere realmente sotto pressione.

ferrari F1 Barcellona

Mercedes resta probabilmente il punto di riferimento

Questo non significa che la Mercedes abbia perso il proprio vantaggio tecnico.

La monoposto guidata da Kimi Antonelli continua probabilmente ad essere la vettura più completa dell’attuale schieramento, soprattutto considerando il ritmo gara espresso nelle ultime settimane.

La differenza rispetto alla Ferrari, però, sembra essersi notevolmente ridotta.

Anche George Russell, pur salendo sul podio, non è mai sembrato realmente in grado di inserirsi nella lotta per la vittoria, rimanendo per tutta la gara distante dal ritmo imposto da Leclerc.

La risposta definitiva arriverà a Spa

Per questo motivo riteniamo che il GP d’Austria debba essere considerato come un episodio isolato, fortemente influenzato dalle caratteristiche uniche del Red Bull Ring e da una scelta di assetto che ha privilegiato la qualifica sacrificando il passo gara.

Le prestazioni viste prima a Barcellona e successivamente a Silverstone raccontano invece una Ferrari molto più competitiva e finalmente in grado di giocarsi la vittoria con continuità.

La prossima tappa di Spa-Francorchamps rappresenterà un banco di prova fondamentale.

Il circuito belga, con i suoi lunghi rettilinei e le curve ad alta velocità, permetterà di capire se quanto visto a Silverstone rappresenta davvero una svolta tecnica oppure se serviranno ulteriori conferme.

Una cosa, però, sembra ormai evidente: la Ferrari vista in Austria non era la vera Ferrari. Silverstone ha riportato alla luce una SF-26 competitiva, equilibrata e capace di mettere seriamente pressione alla Mercedes. Se gli sviluppi continueranno in questa direzione, il Mondiale potrebbe essere molto più aperto di quanto sembrasse soltanto due settimane fa.

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