Analisi Ferrari F1 SF26: Il ritorno al Push-Rod e il segreto del “musetto a dente”

Vito Defonseca
4 Min Read
Ferrari Sf26 push rod e musetto

La nuova Ferrari SF26 segna un punto di rottura netto con la filosofia progettuale degli ultimi anni. Sotto la direzione tecnica di Serra, la Rossa ha svelato soluzioni che privilegiano la duttilità meccanica e l’efficienza aerodinamica volumetrica. Insieme all’ingegner Werner Vedo, analizziamo perché questa monoposto rappresenta una sfida totale al regolamento F1 2026.

Sospensione Anteriore: Il ritorno strategico al Push-Rod

Dopo la parentesi del 2025, la Ferrari torna ufficialmente allo schema Push-Rod all’anteriore. Ma perché fare un passo “indietro” verso una soluzione che sembrava superata dalla tendenza pull-rod?

Secondo Werner Vedo, la ragione è puramente pragmatica: la necessità di conoscere la vettura.
Le monoposto 2026 sono “oggetti oscuri” per i team. Il sistema Push-Rod, pur portando i pesi leggermente più in alto, offre un vantaggio inestimabile in questa fase: la facilità di regolazione.

  • Accessibilità meccanica: Con lo schema push-rod, i tecnici possono intervenire molto più rapidamente su ammortizzatori, molle, terzo elemento e dissipatore di energia.
  • Messa a punto rapida: Durante i test e le prime gare, poter variare la rigidezza e la risposta della sospensione in pochi minuti è fondamentale per correggere fenomeni imprevisti (come il bouncing o l’instabilità aerodinamica).
  • Standardizzazione: È una scelta adottata da quasi tutta la griglia, proprio per non aggiungere incognite meccaniche a una rivoluzione aerodinamica già complessa.

Il segreto del “Musetto a dente”: Questione di Volumi

Un altro dettaglio che ha fatto discutere è la linea del musetto. Tra lo sponsor Unicredit e il marchio Ferrari, si nota un “dente” netto, una discontinuità nelle superfici che sembra antiestetica.

Come spiega Werner Vedo, non è incapacità di raccordare le forme, ma puro sfruttamento del regolamento: Serra ha occupato ogni millimetro del volume geometrico concesso dalla FIA.
Il regolamento 2026 definisce lo spazio della vettura attraverso coordinate cartesiane rigide. Ferrari ha deciso di saturare questi volumi per scopi aerodinamici, creando una forma che serve a gestire le pressioni sul frontale e alimentare il fondo. All’interno di questa struttura è alloggiato anche l’attuatore unico che comanda i flap mobili, cuore dell’aerodinamica attiva 2026.

dettaglio SF26
dettaglio SF26

Piloni larghi: Più aria al “finto” Venturi

La SF26 abbandona i piloncini stretti visti sui manichini della Federazione per adottare piloni di sostegno molto larghi. Questa scelta è vitale per “infilare” quanta più aria possibile sotto il corpo vettura.
Non essendoci più un tunnel Venturi estremo come nel ciclo precedente, la Ferrari cerca di far lavorare il fondo piatto come uno scivolo, accelerando i flussi verso il diffusore posteriore per generare carico “pulito”, ovvero senza aumentare la resistenza all’avanzamento (Drag).

Conclusioni: La filosofia di Serra

Il lavoro di Serra sulla SF26 appare estremamente razionale. In un anno di incertezza tecnica, Ferrari ha scelto una piattaforma meccanica Push-Rod solida e regolabile, abbinata a un’aerodinamica che non cerca la bellezza, ma la massima efficacia nel rispettare (e sfruttare) i volumi imposti.

Guarda la punta completa di Effe1 Garage con l’analisi della SF26

Ferrari SF-26 Analisi
Ferrari SF-26 Analisi

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