Lewis Hamilton archivia la prima sessione di test in Bahrain con segnali incoraggianti per la Ferrari SF-26. Terzo tempo complessivo e 190 giri completati, con una “scoperta chiave” legata alla finestra di utilizzo e alla gestione degli pneumatici.
Ferrari SF-26, tanti giri e programma completato
La prima settimana di test pre-stagionali a Sakhir ha fornito indicazioni importanti per la Ferrari. Sul tracciato del Bahrain International Circuit, Lewis Hamilton ha completato 190 tornate in un giorno e mezzo al volante della SF-26, chiudendo con il terzo miglior tempo complessivo e portando a termine anche una simulazione gara completa nel pomeriggio di venerdì.
Il lavoro svolto si è inserito in un programma tecnico mirato alla raccolta dati e alla comprensione del comportamento della vettura in diverse condizioni di carico carburante e configurazione. Parallelamente, Charles Leclerc ha totalizzato 218 giri, il dato più alto dell’intero schieramento, confermando l’affidabilità complessiva del progetto 2026 di Maranello.

Hamilton: “Scoperta chiave” sulla finestra di utilizzo
Nel commentare il bilancio dei test, Hamilton ha parlato di una settimana “positiva”, sottolineando come il team abbia completato l’intero programma previsto. L’aspetto più interessante riguarda però la gestione delle gomme e la cosiddetta finestra operativa.
Secondo il sette volte campione del mondo, questa nuova generazione di monoposto si è dimostrata particolarmente complessa da interpretare, soprattutto nell’interazione tra assetto, carico aerodinamico e comportamento degli pneumatici. Proprio su questo fronte sarebbe arrivata una “scoperta chiave”, utile a comprendere meglio il range ideale di utilizzo della SF-26.
La capacità di mantenere le gomme nella corretta finestra di temperatura e pressione rappresenta un fattore determinante nel 2026, dove il bilanciamento tra efficienza aerodinamica e stabilità meccanica può fare la differenza sul passo gara.

Aree di miglioramento e prossimo test decisivo
Hamilton ha inoltre evidenziato come, accanto ai progressi, siano state individuate alcune aree di miglioramento. Il prossimo e ultimo test prima dell’inizio della stagione sarà quindi fondamentale per consolidare le scoperte fatte e trasformarle in performance concreta.
Ferrari sembra al momento stabilmente inserita nel gruppo di testa, ma la vera gerarchia emergerà solo nelle prime gare. La mole di dati raccolta a Sakhir rappresenta comunque una base solida su cui costruire gli ultimi affinamenti.
Nel paddock si parla anche di Mercedes
Mentre la Ferrari lavora sulla comprensione della SF-26, nel paddock tiene banco anche una teoria tecnica legata alla power unit di Mercedes. L’ipotesi, sempre più discussa tra gli addetti ai lavori, riguarda un possibile vantaggio legato alla gestione del motore: un’interpretazione brillante del regolamento che, se confermata, sarebbe perfettamente legale ma potenzialmente temporanea.
Nel nostro ultimo video analizziamo nel dettaglio come funzionerebbe questa soluzione, perché potrebbe rappresentare un vantaggio strategico e quali potrebbero essere gli sviluppi nel corso della stagione.
Conclusione
La dichiarazione di Hamilton sulla “scoperta chiave” suggerisce che la Ferrari abbia compreso un aspetto determinante della SF-26, probabilmente legato alla finestra operativa degli pneumatici e all’equilibrio complessivo della vettura. Nei test moderni il tempo sul giro conta relativamente: ciò che fa la differenza è la qualità delle informazioni raccolte. Se Maranello è riuscita davvero a centrare il corretto operating window, la base tecnica per l’inizio del mondiale appare solida. Il prossimo test chiarirà se questa intuizione si tradurrà in un vantaggio concreto in pista.
Fonte
Dichiarazioni Lewis Hamilton post test Bahrain – paddock F1 Racingnews365.com
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