Ferrari può davvero battere Mercedes a Spa? Cosa manca ancora alla SF-26

Vito Defonseca
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Ferrari SPA

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Ferrari arriva a Spa con una vettura completamente diversa rispetto a quella vista soltanto poche settimane fa. Dopo gli aggiornamenti introdotti tra Barcellona, Austria e Silverstone, la SF-26 sembra aver trovato una migliore finestra di funzionamento, soprattutto nella gestione dell’energia e nella costanza di rendimento sul giro.

La domanda, però, resta la stessa: sarà davvero sufficiente per mettere in difficoltà Mercedes su uno dei circuiti più impegnativi del mondiale?

Secondo l’analisi dell’ingegnere Marco Coricelli, la risposta non è ancora definitiva.

Ferrari è cresciuta, ma Mercedes resta il riferimento

La Ferrari ha compiuto un passo avanti importante.

La nuova gestione energetica permette infatti una distribuzione più efficiente della potenza lungo il giro, migliorando la continuità delle prestazioni e rendendo la monoposto meno dipendente dalle condizioni della pista.

Mercedes, però, continua ad avere un vantaggio complessivo nella gestione del sistema ibrido.

Non si tratta semplicemente di avere più cavalli, ma di utilizzare meglio tutta l’energia disponibile durante il giro.


Il vero vantaggio Mercedes non è soltanto il motore

Uno degli aspetti più interessanti emersi nell’analisi riguarda proprio la Power Unit.

Spesso si pensa che la differenza sia soltanto nella potenza dell’ICE, ma oggi la prestazione dipende soprattutto da:

  • recupero energetico;
  • strategia di deploy;
  • software di gestione della batteria;
  • integrazione tra motore endotermico e parte elettrica.

È proprio su questo terreno che Mercedes continua a rappresentare il punto di riferimento della Formula 1.


Ferrari ha ridotto il gap nella gestione energetica

Secondo Marco Coricelli, Ferrari ha modificato in maniera significativa la filosofia di gestione dell’energia.

Una soluzione che ha migliorato la continuità delle prestazioni e che, secondo l’ingegnere, presenta diverse analogie con l’approccio già utilizzato da Mercedes.

Questo cambiamento non influenza soltanto il motore.

Cambia infatti anche:

  • il setup della vettura;
  • la distribuzione del carico;
  • il comportamento delle gomme;
  • la gestione della gara.

Spa sarà il banco di prova perfetto

Spa-Francorchamps rappresenta probabilmente il circuito ideale per capire il reale valore della SF-26.

Il tracciato belga alterna:

  • lunghissimi rettilinei;
  • curve ad alta percorrenza;
  • forti variazioni altimetriche;
  • lunghi tratti full throttle.

In queste condizioni emergeranno con maggiore evidenza:

  • l’efficienza aerodinamica;
  • la qualità della gestione energetica;
  • la capacità di mantenere elevata la velocità di punta senza compromettere il resto del giro.

Dove Mercedes è ancora davanti

Nonostante i progressi Ferrari, il confronto diretto evidenzia ancora alcuni vantaggi per la monoposto di Brackley.

Mercedes sembra infatti avere:

  • maggiore efficienza complessiva del sistema ibrido;
  • migliore utilizzo della batteria;
  • gestione più raffinata del deploy;
  • maggiore continuità nelle prestazioni durante tutta la gara.

Sono dettagli che, su circuiti come Spa, possono ancora fare la differenza.


Ferrari può davvero vincere?

La risposta arriverà proprio dal Gran Premio del Belgio.

Se la SF-26 confermerà i progressi mostrati a Silverstone anche su un circuito molto sensibile alla gestione energetica, Ferrari potrà essere considerata una seria candidata nella lotta con Mercedes.

In caso contrario, emergeranno con maggiore chiarezza gli ultimi aspetti ancora da migliorare prima di poter competere stabilmente per la vittoria.

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