L’aggiornamento aerodinamico portato dalla Ferrari a Barcellona e utilizzato anche a Montecarlo non ha portato i frutti sperati almeno per i tifosi che sicuramente si aspettavano di essere se non davanti almeno più vicini alle Mercedes. Bisogna ovviamente considerare tutte le attenuanti del caso: a Barcellona gli uomini in rosso ci hanno capito ben poco e solo dopo i test hanno iniziato a comprendere forse l’effettiva utilità del pacchetto, e Monaco non è certa una pista su cui provare aggiornamenti. Questo però potrebbe essere un ulteriore dimostrazione della tesi che abbiamo già sposato da tempo e che proprio in questi giorni troviamo ribadita sulle pagine di alcuni quotidiani  ovvero che la SF15T essendo un evoluzione della vettura dell’anno scorso eredita da essa i suoi limiti e non può subire step evolutivi drastici o comunque tali da recuperare il gap con le Mercedes. Come affermato dal sottoscritto in passato e da quello che ha anche dichiarato da Arrivabene proprio in questi giorni l’aerodinamica si può modificare ma riprogettare e ridisegnare un telaio forse vero tallone d’Achille della Ferrari è quasi impossibile in cosi poco tempo,limiti del telaio che hanno ripercussioni soprattutto sulla trazione e sulla stabilità della vettura.

Ma c’è una cosa ce la Ferrari può fare da regolamento sfruttando il tempo a disposizione fino a fine anno e che potrebbe sicuramente portare benefici sia all’anno in corso per cercare di conquistare l’obiettivo dichiarato da Arrivabene e Marchionne( le 3 vittorie in stagione)  sia per l’anno prossimo; ovvero sviluppare la power unit per recuperare almeno quei cavalli mancanti dalla Mercedes.
Proprio per i prossimi GP infatti si aspetta un upgrade sostanziale per la power unit forse l’ultimo per questa stagione. Cerchiamo allora di capire dove la Ferrari potrebbe intervenire con questi aggiornamenti. Una modifica che sarebbe sostanziale e visibile potrebbero essere i tromboncini di aspirazione ad altezza variabile di cui abbiamo parlato in questo articolo

tromboncini_aspirazione

La Ferrari infatti sembra essere l’unica a non aver utilizzato questa tecnologia investendo almeno ad inizio anno il proprio tempo e le proprie risorse nel risolvere problemi molto più rilevanti al gruppo turbocompressore e allo scarico. Tale soluzione potrebbe portare ad avere quei cavalli e quella coppia mancante soprattutto ai bassi regimi di rotazione del motore, nelle prime fasi di accelerazione.

Alcune modifiche forse non saranno del tutto visibili una di queste potrebbe riguardare la camera di combustione, circolava voce infatti di un nuovo disegno della camera. Una modifica di questa zona potrebbe portare innumerevoli novità a catena in più settori, ma andiamo con ordine. Una primo miglioramento si potrebbe avere nella combustione vera e propria infatti è proprio grazie al disegno della camera e dei condotti di aspirazione che si cerca di imprimere all’aria in ingresso un moto tale da velocizzare la combustione renderla il più uniforme possibile ed evitare fenomeni di detonazione o accensione superficiale del combustibile che vanno fortemente a limitare la potenza di un motore.

camera combusione

Moti dell’aria all’interno della camera di combustione. Foto tratta da Wikipedia

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Risultato della detonazione sul pistone. Foto tratta da Baronerosso.it

Tali fenomeni spiegati in breve sono delle accensioni del combustibile dovuto non alla scintilla della candela ma all’autoaccensione della miscela aria benzina provocata dalla lentezza del fronte di fiamma durante la combustione o da zone ad alta temperatura. Queste combustioni anomale provocano delle variazioni di pressione incontrollate e a fenomeni d’onda molto deleteri soprattutto a livello meccanico per i pistoni e i cilindri del motore. Una camera di combustione ben progettata quindi dovrebbe evitare anche la formazioni punti caldi ovvero di zone in cui le temperature diventano cosi elevate da innescare una combustione incontrollata.

Vista cosi quest’ultima novità sembra essere molto fine a se stessa ed invece non è cosi. Se la combustione avviene in maniera ottimale anche al variare del carico del motore e al variare dei regimi di rotazione e si è allontanato il pericolo di combustione anomale si può intervenire anche sull’anticipo all’accensione e sulla pressione di sovralimentazione in modo da aumentare la potenza utile all’albero. Di fatti si potrebbero modificare le mappature del motore in modo da incrementare la potenza e migliorare la coppia erogabile. Non escludiamo che tale per tale lavoro sia stato utilizzato il tanto discusso Banco Avl di cui sicuramente parleremo nei prossimi articoli.  Infine si è parlato anche di una nuova benzina che la Shell ha progettato proprio per la Ferrari. Ricordiamo che quello dei fluidi motore è un campo in continua evoluzione lo è stato anche quando con i V8 il motore era congelato nello sviluppo. In questo senso pensiamo che una modifica che si può apportare alla benzina è sicuramente quella di incrementare il numero di ottani ovvero quel numero che indica la capacità del combustibile di resistere ad alte temperature senza auto accendersi. Maggiore sarà questo numero maggiore sarà la sua resistenza migliore sarà il suo comportamento nei confronti della detonazione. Questo cosa vuol dire? Vuol dire poter andare a massimizzare tutti quei parametri che prima dovevano essere tenuti sotto controllo proprio per evitare questa combustione anomala, quindi stiamo parlando sempre dell’anticipo all’accensione della prensione di sovralimentazione e anche dell’iniezione modificando le mappature motore.

Vogliamo ribadire che queste da noi fatte sono solo ipotesi tutte da verificare nei prossimi giorni, ma è siccome siamo dotati di fantasia e inventiva vogliamo cercare di anticipare nei limiti del possibile le mosse degli uomini di Maranello.

Per quanto riguarda i tempi entro cui verranno apportate queste modifiche, se in un primo momento si era pensato al gran premio del Canada in questi giorni sembra essere più probabile che il debutto della nuova power unit avverrà tra il Gp del Belgio e d’Italia. Ricordiamo che è molto importante quest’anno la gestione delle 4 power unit.Nel momento in cui su una PU vengano spesi dei gettoni e apportate quindi modifiche esse non potranno essere applicate anche ai motori gia utilizzati. Inoltre in caso di rottura di tutte le nuove PU non si può far altro che  incorrere in penalità o utilizzare le vecchie PU non aggiornate. La Ferrari quindi fa bene a prendere tempo sia per verificare l’effettiva affidabilità dei possibili aggiornamenti sia per avere una distribuzione omogenea dei motori nell’arco della stagione. Ricordiamo che entrambi i piloti sono già alla seconda PU che toccando ferro dovrebbe accompagnarli fino all’introduzione del nuovo motore.

Articolo by

Dot. Ing.  Salvatore Di Nuzzo

 

 

 

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