Nei test odierni di Formula 1 la Ferrari F1 SF-26 ha mostrato una soluzione tecnica inedita nella zona posteriore. Dopo le estensioni del crash box con micro alette, è comparsa una piccola piastra posizionata davanti allo scarico. L’obiettivo potrebbe essere quello di sfruttare i gas di scarico per influenzare il flusso diretto verso l’ala posteriore, generando un effetto di stallo controllato. Una soluzione che richiama concetti già visti in passato, ma reinterpretati nel quadro regolamentare attuale.

Ferrari F1 SF-26: il nuovo deflettore davanti allo scarico
La novità osservata sulla SF-26 riguarda l’inserimento di una piccola aletta o piastra verticale collocata immediatamente davanti allo scarico centrale, questa volta continua prima era divisa e lasciava a vista lo scarico centrate. La posizione non sembra casuale: il componente è allineato in modo da intercettare il getto dei gas di scarico in uscita dal terminale.

L’ipotesi tecnica è che Ferrari stia tentando di utilizzare l’energia dei gas caldi per indirizzare il flusso verso il dorso dell’ala posteriore. Se correttamente orientato, questo flusso potrebbe contribuire a ridurre temporaneamente il carico, inducendo una forma di stallo aerodinamico utile a diminuire la resistenza sui rettilinei.
Un concetto già visto in passato gia nel 2018 da Ferrari
Nel 2018 Ferrari sfruttava gia’ qualcosa di simile con un doppio scarico, che successivamente fu vietato leggi l’articolo

Il principio non è del tutto nuovo. In epoca pre-2020, team come la Renault F1 Team nel 2018 avevano sperimentato scarichi inclinati per soffiare direttamente verso determinate aree aerodinamiche. In quel caso l’obiettivo era energizzare il flusso e migliorare la stabilità del posteriore.
Le vecchie normative vietavano esplicitamente elementi di carrozzeria dietro lo scarico per evitare l’utilizzo diretto dei gas come strumento aerodinamico. Le regole attuali, invece, sembrano lasciare una zona grigia nel volume della coda, aprendo alla possibilità di installare deflettori che non siano formalmente parte del sistema di scarico ma che ne sfruttino indirettamente il flusso.
Possibile buco regolamentare?
Rileggendo il regolamento tecnico vigente, non risulta un divieto esplicito relativo a piccoli elementi collocati nel volume consentito della coda, purché rispettino le sezioni e i volumi definiti. Ferrari potrebbe quindi aver individuato una scappatoia normativa per reintrodurre, in forma evoluta, un concetto simile ai vecchi “exhaust blown wing”.
Se confermata, si tratterebbe di un’interpretazione estrema, destinata probabilmente a essere monitorata dalla FIA nelle prossime settimane.
Mercedes aggiorna pance e fondo

Non solo Ferrari. Anche Mercedes ha introdotto modifiche rilevanti nella zona delle fiancate, snellendo ulteriormente il raccordo nella parte “Coca-Cola”. La rastremazione posteriore appare più marcata, con l’obiettivo di migliorare l’estrazione del flusso verso il diffusore.
Inoltre sono comparsi nuovi slot lungo il marciapiede del fondo, soluzione già vista dal 2019 in avanti ma ora reinterpretata nel contesto delle attuali vetture a effetto suolo. Questa zona del fondo sarà probabilmente oggetto di continui aggiornamenti, con l’obiettivo di sigillare meglio il bordo esterno e stabilizzare la depressione sotto il telaio.
Il ritorno del rake, ma in forma contenuta

Con le nuove interpretazioni aerodinamiche si intravede un leggero ritorno del concetto di rake, seppur in forma molto più contenuta rispetto all’era pre-2022. L’idea non è aumentare drasticamente l’inclinazione della vettura, ma sfruttare piccole variazioni di assetto per amplificare l’effetto estrattivo del diffusore senza compromettere la stabilità del fondo.
Conclusione
La soluzione Ferrari rappresenta una delle interpretazioni più interessanti viste finora nei test. L’utilizzo indiretto dei gas di scarico per influenzare l’ala posteriore potrebbe offrire un vantaggio in termini di efficienza aerodinamica, ma resta da capire se la FIA considererà la soluzione pienamente conforme allo spirito del regolamento.
Parallelamente, Mercedes continua a lavorare sulla gestione dei flussi nella zona critica del fondo, segno che la battaglia tecnica del 2025 si giocherà ancora una volta nella parte posteriore delle monoposto.
Approfondiremo il tutto nelle prossime trasmissioni
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