La Ferrari era in piena lotta per la vittoria nel Gran Premio d’Australia, ma la decisione di non fermare né Charles Leclerc né Lewis Hamilton durante le due Virtual Safety Car ha sollevato critiche. Secondo Karun Chandhok la Scuderia non è stata abbastanza coraggiosa dal punto di vista strategico, perdendo una possibile occasione per mettere sotto pressione George Russell e Mercedes.
Ferrari competitiva ma la strategia cambia la gara
Il Gran Premio d’Australia aveva mostrato segnali incoraggianti per la Ferrari nelle prime fasi della gara. Charles Leclerc, partito dalla quarta posizione, è riuscito a prendere la leadership già alla prima curva grazie a uno scatto efficace allo spegnimento dei semafori. Alle sue spalle Lewis Hamilton ha completato un ottimo primo giro, passando dalla settima alla terza posizione.
Le due Ferrari si sono così ritrovate a circondare la Mercedes di George Russell, creando una situazione tatticamente interessante. Il pilota britannico si è trovato infatti costretto a gestire l’energia della power unit mentre contemporaneamente difendeva e attaccava, un contesto che avrebbe potuto mettere sotto pressione il rivale nella lotta per la vittoria.
Il quadro è però cambiato rapidamente quando sono entrate in scena due Virtual Safety Car nelle fasi iniziali della gara.
La scelta di non fermarsi sotto Virtual Safety Car
Durante entrambe le neutralizzazioni virtuali la Ferrari ha deciso di mantenere in pista Leclerc e Hamilton, evitando il pit stop. Una scelta opposta a quella adottata dalla Mercedes, che invece ha richiamato ai box i propri piloti sfruttando il tempo ridotto della sosta durante la Virtual Safety Car.
La conseguenza è stata immediata: Russell si è ritrovato con pista libera davanti a sé dopo il pit stop, mentre le Ferrari hanno effettuato la loro sosta soltanto dopo il ritorno alla bandiera verde, perdendo diversi secondi.
Questo ha consentito alla Mercedes di costruire progressivamente il margine necessario per controllare la gara.
Chandhok: Ferrari doveva rischiare di più
L’ex pilota di Formula 1 Karun Chandhok ha criticato la scelta strategica della Scuderia, definendola poco coraggiosa nonostante il buon livello di competitività mostrato in pista.
Secondo Chandhok la Ferrari avrebbe dovuto tentare almeno una strategia alternativa, fermando uno dei due piloti durante la prima Virtual Safety Car per provare a ribaltare l’andamento della gara.
A suo giudizio, anche nel caso peggiore il risultato finale sarebbe stato comunque solido: “Al massimo sarebbero arrivati terzo e quarto, quindi perché non provare a giocarsi la vittoria?”
H3 Il vantaggio di Russell con pista libera
Un altro elemento sottolineato da Chandhok riguarda la gestione energetica della Mercedes. Finché Russell era intrappolato tra le due Ferrari, il pilota britannico doveva utilizzare la batteria in modo non ottimale per difendersi e attaccare contemporaneamente.
Una volta effettuato il pit stop e tornato in pista con aria pulita, Russell ha invece potuto ricaricare e gestire l’energia nel modo ideale, trovando il ritmo necessario per allungare il distacco.
Il caso della seconda Virtual Safety Car
Per quanto riguarda la seconda Virtual Safety Car, arrivata dopo il ritiro di Valtteri Bottas, Chandhok riconosce che la situazione era più complessa per Leclerc, troppo vicino all’ingresso della pit lane al momento dell’intervento.
Secondo l’analisi dell’ex pilota, però, la Ferrari avrebbe potuto anticipare la neutralizzazione richiamando Hamilton ai box. Una decisione che avrebbe potuto garantire alcuni secondi di vantaggio strategico.
Una mossa di anticipo che, in un contesto di gara così equilibrato, avrebbe potuto mantenere le Ferrari nella lotta diretta per la vittoria.
Analisi finale
Il Gran Premio d’Australia ha evidenziato ancora una volta quanto le decisioni strategiche possano influenzare l’esito di una gara di Formula 1. Ferrari aveva dimostrato un buon passo nelle prime fasi e una posizione tattica favorevole con due vetture a ridosso di Russell. La scelta conservativa durante le Virtual Safety Car ha però cambiato l’equilibrio della corsa, lasciando alla Mercedes l’opportunità di gestire la gara in condizioni ideali. Per la Scuderia si tratta di un episodio che riaccende il dibattito sulla gestione strategica nei momenti chiave della stagione.
Fonte
PlanetF1 / dichiarazioni Karun Chandhok su X
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