Ferrari F1 2026 testata acciaio Race Tech 132
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Ferrari F1 2026: testata in acciaio e aerodinamica, cosa c’è di vero

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Ferrari F1 2026 testata in acciaio ? La VERITA ! Il regolamento 2026 cambierà radicalmente la Formula 1, dall’aerodinamica alle power unit. In una nuova puntata di Race Tech, l’ingegnere Riccardo Romanelli analizza l’impatto delle nuove regole sui sorpassi e fa chiarezza sull’indiscrezione che riguarda una possibile testata Ferrari in acciaio. Un’analisi tecnica che separa i fatti dalle semplificazioni circolate negli ultimi giorni.

F1 2026: un regolamento aerodinamico completamente nuovo

Il 2026 segnerà una svolta totale dal punto di vista regolamentare. Il fondo Venturi, che dal 2022 ha rappresentato il principale generatore di carico, verrà fortemente ridimensionato. La quantità di downforce producibile dal fondo e dall’estrattore sarà inferiore rispetto alle vetture attuali, ma questo non significa automaticamente un peggioramento della capacità di seguire un’altra monoposto.

Parallelamente, la FIA è intervenuta in modo significativo sull’ala anteriore. Riduzione della larghezza, posizione più interna rispetto alle ruote e volumi di controllo più stringenti nella zona posteriore agli pneumatici anteriori limiteranno la possibilità di generare outwash aggressivo. L’obiettivo è ridurre la dispersione laterale della scia e concentrare le perturbazioni più vicino al piano medio della vettura.

Sorpassi 2026: cosa dicono le prime analisi CFD

Le analisi CFD basate sui modelli di riferimento FIA mostrano un quadro interessante. A parità di sviluppo, le vetture 2026 generano una scia meno estesa trasversalmente rispetto alle attuali. Questo significa che la monoposto che segue dovrebbe perdere meno carico aerodinamico sull’ala anteriore man mano che si avvicina a chi precede.

Il punto chiave non è tanto la quantità assoluta di carico, quanto la qualità del flusso che investe la vettura inseguitrice. Una scia più raccolta e meno energeticamente degradata aumenta la possibilità di restare vicini in percorrenza e di preparare il sorpasso nelle fasi successive. Almeno sulla carta, l’obiettivo FIA sembra centrato.

f1 2026 ala anteriore
f1 2026 ala anteriore credit video FIA

Aerodinamica attiva: una doppia vettura in una

Un ulteriore elemento di complessità è rappresentato dall’aerodinamica attiva, sia anteriore sia posteriore. I team dovranno progettare di fatto due configurazioni estreme: una a bassissimo carico per ridurre la resistenza all’avanzamento e una ad alto carico per massimizzare la prestazione in curva.

Ogni sviluppo dovrà funzionare in entrambi gli scenari, rendendo più difficile introdurre soluzioni “furbe” già nel primo anno. Secondo Romanelli, servirà almeno una stagione prima che i team riescano a sfruttare eventuali aree grigie del regolamento.

Power Unit 2026: il limite dei 400 kW è davvero invalicabile?

Il regolamento fissa a 400 kW la potenza massima del motore termico, ma questo valore non viene misurato in modo diretto. Il controllo avviene tramite limiti indiretti: portata di carburante, regime massimo e mappe motore fornite alla FIA.

Questo lascia teoricamente spazio a piccoli miglioramenti di rendimento termico. A parità di energia introdotta nel motore, un’efficienza leggermente superiore può tradursi in qualche kW in più. È qui che nascono le discussioni su presunti vantaggi legati a interpretazioni più spinte del regolamento.

Ferrari e la testata in acciaio: analisi tecnica dell’indiscrezione

Negli ultimi giorni si è parlato di una possibile testata Ferrari F1 2026 realizzata in acciaio anziché in lega di alluminio. Una scelta che, letta superficialmente, sembrerebbe penalizzante per peso e baricentro. In realtà, il quadro è più complesso.

La power unit è un elemento strutturale della monoposto. Non conta solo la massa, ma il rapporto tra modulo elastico e densità del materiale. Un materiale più rigido può consentire di aumentare la rigidezza torsionale complessiva del motore, permettendo di alleggerire altre zone strutturali. Il risultato finale potrebbe quindi essere neutro, o addirittura positivo, sul bilancio complessivo.

Affidabilità e gestione termica: il vero vantaggio

Un altro aspetto chiave riguarda l’affidabilità. Materiali con migliori caratteristiche alle alte temperature possono consentire un funzionamento più stabile nel tempo, riducendo il decadimento prestazionale lungo il ciclo di vita della power unit. In un’era di chilometraggi sempre più elevati con un numero limitato di motori, questo fattore può valere quanto la prestazione pura.
Il 2026 non sarà una semplice evoluzione, ma un vero reset tecnico. Le prime analisi indicano che la direzione intrapresa dalla FIA potrebbe effettivamente migliorare la capacità di seguire un’altra vettura, almeno nella fase iniziale del ciclo regolamentare. Sul fronte motori, le indiscrezioni sulla Ferrari vanno lette con cautela e competenza tecnica, evitando conclusioni affrettate. Come spesso accade in Formula 1, la verità sta nei dettagli e nei compromessi progettuali.

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