La Ferrari continua a impressionare nel venerdì del Gran Premio di Monaco 2026. Dopo il miglior tempo ottenuto da Charles Leclerc nelle FP1, è stato Lewis Hamilton a portare la Scuderia davanti a tutti nella seconda sessione di prove libere. Le Rosse hanno monopolizzato le prime due posizioni, confermando un adattamento particolarmente efficace alle caratteristiche uniche del circuito cittadino di Montecarlo.
Ferrari ancora davanti nelle FP2 di Monaco
La seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Monaco 2026 ha confermato quanto visto nelle FP1: la Ferrari sembra perfettamente a suo agio tra le strette strade del Principato.
Lewis Hamilton ha fermato il cronometro sull’1:13.026, precedendo di appena 111 millesimi il compagno di squadra Charles Leclerc. Alle loro spalle si è inserito Max Verstappen con la Red Bull, staccato di soli 168 millesimi dal sette volte campione del mondo.
Anche Mercedes si è mostrata competitiva con George Russell quarto e Kimi Antonelli quinto, ultimi piloti a contenere il distacco entro il secondo dalla vetta.
Più complicata la giornata della McLaren. Oscar Piastri ha chiuso soltanto settimo, mentre Lando Norris è stato fortemente penalizzato da un problema tecnico alla power unit che lo ha limitato a pochi giri nel corso della sessione.

Monaco conferma i punti di forza della Ferrari
Se il risultato cronometrico va interpretato con cautela, trattandosi pur sempre di prove libere, emergono comunque indicazioni tecniche interessanti.
Montecarlo rappresenta infatti una pista anomala nel calendario della Formula 1. Le velocità medie sono basse, i rettilinei praticamente inesistenti e l’importanza della potenza della power unit viene notevolmente ridimensionata rispetto ad altri circuiti.
In questo contesto emergono soprattutto le qualità del telaio, della sospensione e della meccanica della vettura, oltre alla capacità di generare trazione nelle continue ripartenze dalle curve lente.
La SF-26 sembra possedere proprio queste caratteristiche. Il comportamento della monoposto nelle sezioni più tortuose del tracciato conferma come il progetto Ferrari abbia punti di forza evidenti nella parte telaistica e meccanica.
Il contributo tecnico di Loïc Serra
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio l’impronta tecnica lasciata da Loïc Serra sul progetto Ferrari.
L’ingegnere francese è considerato uno dei massimi specialisti nell’ottimizzazione della dinamica del veicolo e delle sospensioni. Non sorprende quindi vedere una Ferrari particolarmente efficace su un circuito dove la capacità di sfruttare cordoli, variazioni di carico e trazione meccanica risulta determinante.
È probabile che alcune delle scelte progettuali adottate sulla SF-26 abbiano privilegiato proprio queste caratteristiche, consentendo alla monoposto di esprimere il massimo potenziale in un contesto come quello di Montecarlo.
Classifica completa FP2 GP Monaco 2026
- Lewis Hamilton (Ferrari) – 1:13.026
- Charles Leclerc (Ferrari) – 1:13.137
- Max Verstappen (Red Bull) – 1:13.194
- George Russell (Mercedes) – 1:13.405
- Kimi Antonelli (Mercedes) – 1:13.529
- Isack Hadjar (Red Bull) – 1:14.087
- Oscar Piastri (McLaren) – 1:14.088
- Nico Hulkenberg (Audi) – 1:14.094
- Gabriel Bortoleto (Audi) – 1:14.359
- Oliver Bearman (Haas) – 1:14.456
- Pierre Gasly (Alpine) – 1:14.497
- Carlos Sainz (Williams) – 1:14.512
- Alexander Albon (Williams) – 1:14.600
- Arvid Lindblad (Racing Bulls) – 1:14.748
- Franco Colapinto (Alpine) – 1:14.758
- Liam Lawson (Racing Bulls) – 1:14.785
- Esteban Ocon (Haas) – 1:14.845
- Sergio Perez (Cadillac) – 1:15.116
- Lando Norris (McLaren) – 1:15.274
- Fernando Alonso (Aston Martin) – 1:15.294
- Valtteri Bottas (Cadillac) – 1:15.759
- Lance Stroll (Aston Martin) – 1:16.174
Analisi finale
La doppietta Ferrari nelle FP2 di Monaco va certamente ridimensionata dal contesto particolare del tracciato e dalla natura stessa delle prove libere. Tuttavia il dato tecnico più interessante è che la SF-26 continua a eccellere laddove il peso della power unit diminuisce e diventano fondamentali telaio, sospensioni e trazione meccanica. Un’indicazione che potrebbe aiutare gli ingegneri di Maranello a comprendere meglio i reali punti di forza della monoposto e le aree da sviluppare per colmare il gap nei circuiti più tradizionali.
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