La Ferrari è un marchio di eccellenza italiana, non è certo un mistero, in Formula 1 è addirittura la scuderia più vincente di sempre da quando la categoria massima delle ruote scoperte venne creata, ma nonostante quello che si potrebbe essere portati a pensare, agli albori del cavallino rampante il focus era più incentrato sulle corse GT che non sul mondo della F1, lo stesso Drake era portato a concentrarsi di più su queste di gare che non su quelle corse con le monoposto, ma il vento cambiò da circa 5 decenni a questa parte. Dal 2023 però ci sarà un giro di boa e la Ferrari tornerà sul tracciato di Le Mans, in particolare tornerà a competere all’interno del WEC, campionato che per l’appunto ospita anche la gara più lunga e fisicamente stancante che il motorsport abbia mai concepito, su un tracciato che risulta essere uno dei più iconici a livello mondiale.

Recentemente Ferrari ha ufficializzato la macchina con cui si correrà il prossimo anno: la 499P, che presenta inoltre una livrea che rende omaggio proprio al passato di corse che la Ferrari vanta in quest’ambito, rimane però il punto di domanda su chi saranno i fortunati a poter scendere in pista in uno storico e sensazionale ritorno di questo calibro, per il momento l’attuale team principal del progetto GT, Antonello Coletta, ha detto:

“Preferiamo scegliere dalla nostra formazione esistente; questo è il nostro sogno, ma non ho la risposta definitiva (su chi guiderà le auto ndr). Onestamente, se i nostri piloti sono competitivi e forti (durante i test dell’LMH ndr), allora perché dobbiamo cambiare? Preferisco correre con i piloti della nostra famiglia”.

Formula 1 Ferrari Leclerc Sainz
Formula 1 Ferrari Leclerc Sainz

Quel pool di piloti include Alessandro Pier Guidi, James Calado, Miguel Molina, Antonio Fuoco, Davide Rigon, Nicklas Nielsen, Daniel Serra, Alessio Rovera e Andrea Bertolini. Ed è effettivamente inverosimile che vedremo Sainz e Leclerc a bordo della 499P, anche se il sogno di un ritorno cosí sarebbe davvero eccitante. Ma i problemi che sorgono sono anche di natura organizzativa: se è vero che il weekend in cui prenderà il via la 24 ore dal 8 al 11 giugno è tecnicamente libero dal giogo della F1, ma in pratica sarebbe fisicamente impensabile per i due piloti sostenere i ritmi che ne deriverebbero: la Formula 1 corre la settimana prima a Barcellona e quella successiva a Montreal, e per quanto in Formula 1 i test fisici siano all’ordine del giorno non sarebbe certo facile per il monegasco e lo spagnolo sostenere ritmi di questo tipo, tra conferenze stampa, interviste, e viaggi intercontinentali tutto nell’arco di pochissimi giorni.

Elkan
Ferrari F1 Elkan

Elkann ha poi precisato:

“Quando abbiamo deciso di impegnarci in questo progetto abbiamo intrapreso un percorso di innovazione e sviluppo, fedeli alla nostra tradizione che vede nella pista il terreno ideale per spingere i confini di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, soluzioni che nel tempo verranno trasferite sulle nostre vetture stradali. Entriamo in questa sfida con umiltà, ma consapevoli di una storia che ci ha portato a oltre 20 titoli mondiali di resistenza e nove vittorie assolute alla 24 Ore di Le Mans”

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