L’austriaco ha raccontato a The High Performance Podcast come è riuscito a controllare la rivalità tra Hamilton e Rosberg, svelando retroscena inediti.

Sin dal suo approdo alla guida della Mercedes nel lontano 2013, Toto Wolff è indubbiamente divenuto uno dei personaggi più importanti e di successo dell’intera F1, grazie ai sette titoli costruttori consecutivi conquistati dal 2014 al 2020. Una striscia incredibile e che potrebbe essere prolungata in questo 2021, ma che da sola non restituisce la grandezza della figura di Wolff, che da anni gestisce alla perfezione una squadra composta da più di mille persone mantenendo altissime le aspettative e la concentrazione. Il Team Principal della Mercedes ha inoltre dovuto risolvere questioni complesse negli ultimi otto anni, tra cui spicca la guerra intestina tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg nel triennio 2014-2016. Intervenuto a The High Performance Podcast, l’austriaco ha rivelato dettagli molto interessanti riguardo alla gestione di quella rivalità.

“Dubito che una rivalità come quella…” – ha detto il Team Principal della Mercedes “…tiri fuori il meglio da entrambi i piloti, perché produce negatività. Bisogna ricordare il gioco di squadra: se un debrief è ricco di tensione perché i due piloti sono l’uno ostile all’altro, poi questa tensione negativa si trasferisce al resto della stanza. Non permetterò che ciò accada di nuovo. […] Non potei far nulla perché entrambi i piloti erano arrivati nel team prima di me. Nessuno aveva pensato a quali fossero le dinamiche e i trascorsi tra loro: c’è un contesto storico che nessuno di noi conoscerà mai. Perciò siamo molto attenti al rapporto lavorativo tra i due piloti e a cosa accade in caso di fallimento di uno o dell’altro. Accettiamo se qualcuno è infastidito o soffre quando una decisione sfavorisce uno e avvantaggia l’altro. Stiamo ancora cercando di mantenere un’atmosfera positiva nel team, ma se questo sistema dovesse fallire cambieremo i piloti”.

Hamilton

Wolff ha proseguito entrando nello specifico del conflitto Hamilton-Rosberg: “Fu una situazione molto difficile. Quando arrivai in Mercedes ero ancora un novizio, mentre sia Nico che Lewis avevano già molta esperienza in F1. Riuscii comunque a creare un ambiente che metteva al centro il rispetto per la squadra. A volte ho dovuto usare il pugno di ferro, e loro hanno capito che non potevano deluderci. Nel 2014 percepii che qualcuno si comportava egoisticamente, e dissi ai piloti di pensare al marchio Mercedes, ai singoli membri del team e al CEO Dieter Zetsche quando si sarebbero ritrovati fianco a fianco. Quel pensiero magari li avrebbe spinti a non buttarsi fuori a vicenda. Qualora ciò fosse successo regolarmente, ho sempre detto che non avrei avuto paura di far saltare qualche gara a qualcuno. Solo se comprendi il gioco di squadra puoi correre per noi: sarei disposto a sacrificare una gara o due per far capire alle prossime generazioni di piloti Mercedes cosa non si deve fare”.

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