Il Gran Premio del Giappone 2005 fu esaltante e vide l’ultima vittoria al volante della McLaren di Kimi Raikkonen. Fisichella ed Alonso completano il podio con le Renault.

Il 2005 segnò una svolta totale nel mondiale di Formula 1. Si arrivava da stagioni di domini netti della Ferrari, con la coppia Michael Schumacher e Rubens Barrichello che dominò la scena in maniera netta dal 2000 al 2004. La nuova stagione fu una vera e propria rivoluzione, con tutto l’intento di evitare ulteriori successi del Cavallino e di favorire qualche altro team emergente che potesse spezzare l’egemonia. Il cambiamento più importante riguardo senza dubbio gli pneumatici: venne impedito il cambio gomme durante la gara, soluzione che si rivelò nettamente a favore delle squadre Michelin, penalizzando le Bridgestone montate a Maranello. L’idea andò a buon fine, con la Renault dell’astro nascente Fernando Alonso che stravinse durante la prima parte di stagione. L’unico avversario che riuscì a palesarsi fu Kimi Raikkonen, al volante di una McLarenMercedes che dalla Spagna in poi divenne la macchina da battere. La rimonta di Iceman venne fermata dai troppi problemi di affidabilità subiti dal finlandese, con Alonso che infatti vinse il mondiale già in Brasile con due gare di anticipo.

Si arrivò dunque al penultimo round previsto sulla pista di Suzuka, in Giappone. Il 2005 fu l’ultimo anno in cui le qualifiche venivano disputate con il giro secco, evento che scombussolò totalmente la griglia di partenza a causa delle condizioni meteo variabili proprio durante le prove ufficiali. Ad approfittarne fu Ralf Schumacher, che ottenne la sua ultima pole in carriera mandando in visibilio il pubblico di casa, visto che guidava la Toyota. In seconda posizione Jenson Button con la BarHonda, mentre il neo-campione del mondo ottenne il sedicesimo tempo. Michael scattò quattordicesimo, ma colui che si piazzò peggio fu proprio Raikkonen, posizionatosi subito alle spalle del rivale spagnolo.

Va ricordato che in palio c’era ancora il mondiale costruttori, vinto poi dalla Renault solo all’ultima gara in Cina. Per la McLaren la gara non cominciò benissimo: la seconda freccia d’argento, con Juan Pablo Montoya alla guida, si schiantò all’uscita dell’ultima curva terminando la propria corsa contro le barriere. Questo significa che tutto era nelle mani di Raikkonen, partito in sordina ma che lentamente iniziò la sua rimonta. Quella gara a Suzuka verrà ricordata come una delle più spettacolari di sempre, con Alonso che regalò al mondo un sorpasso mozzafiato proprio su sua maestà Schumacher all’esterno della 130R, roba da pelle d’oca.

Una migliore strategia rispetto ai primi consentì a Giancarlo Fisichella di andare in testa con la sua Renault, con la gara che è sembrata nelle sue mani fino all’ultimo giro. Raikkonen ed Alonso risalirono sino al secondo e terzo posto, mentre Schumi chiuse settimo ad un minuto dai primi con evidenti problemi di usura gomme. Kimi riuscì addirittura a riprendere il leader della gara, insidiandolo per diverse tornate. Proprio quando sembrava fatta, il pilota romano commise un errore alla chicane finale, compromettendo l’uscita per avere una buona velocità di punta sul rettilineo dei box.

Lo smacco fu fatale a Giancarlo, con Raikkonen che fu bravissimo a sfruttare la potenza del V10 Mercedes per sverniciare la Renault all’esterno, portandosi in testa proprio nel giro finale e vincendo in seguito la corsa. Per il finlandese si trattò del settimo successo del 2005, stesso numero del campione del mondo. Solo le vicende sfortunate ed i problemi di affidabilità impedirono ad Iceman di portare a casa un titolo che avrebbe ampiamente meritato, ma che diventerà suo appena due anni più tardi una volta sbarcato a Maranello.

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