In un momento in cui lo spread è il pensiero fisso delle istituzioni e dei cittadini viene da pensare che sorte analoga stia accadendo in F1. La differenza tra i titoli Italiani e Tedeschi che sta sfavorendo l’economia della penisola la ritroviamo pari nella massima competizione motoristica; i protagonisti non sono certo i politici ma comunque personaggi che qualche atto politico lo hanno compiuto e come nelle più intricate trame Machiavelliche c’è sempre una gola profonda, appoggiata dal potente di turno, che cerca di danneggiare e screditare i propri rivali per prevalere. E’ una storia vecchia quanto il mondo e che si ripete sempre a cicli; i protagonisti della vicenda sono James Allison, Lorenzo Sassi; Charlie Whiting, la Mercedes ed ovviamente la Ferrari. Riguardano gli accumulatori della Rossa ma non solo; si parla anche di tanti altri componenti.

L’errore principale lo ha compiuto comunque Marchionne che mandando via i due tecnici doveva immaginare che questo avrebbe comportato una qualche conseguenza; ha un brutto carattere il manager Italo-Canadese, se qualcuno non gli va a genio o commette errori gravi, se ne disfa nella maniera più brutale; questo genera nell’animo della persona colpita una sorta di ‘passione del riscatto’ che la porta a tradire anche i segreti più importanti sul suo datore di lavoro. Charlie Whiting nicchia facendo i nomi dei due tecnici alludendo al fatto che sarebbe stato Allison ad avvicinarlo riferendogli che un altro tecnico (Sassi) gli abbia suggerito una qualche irregolarità della Ferrari in maniera molto precisa; sembra quasi un romanzo, con Toto Wolff che candidamente si dissocia irritato perché il buon Charlie non avrebbe dovuto fare nomi. Insomma una storia che coinvolge Inglesi, Tedeschi e un Italiano (solo per parole riferite…) che sembra essere invece nella più classica tradizione Italica.

Il punto è che la FIA ha iniziato, dopo la spiata, perché di questo si tratta, ad essere iper controllata come mai è stato fatto ed il tutto senza una vera segnalazione ufficiale di Mercedes, un buon modo per rimanere fuori dai guai per gli Anglo-Tedeschi che così hanno lasciato il ‘lavoro sporco’ ad altri. Un modo di fare per cui spesso, noi Italiani, veniamo accusati senza mezzi termini proprio dal popolo Teutonico.

Ciò che deve far riflettere è che certe insinuazioni e certi accurati controlli (anche con l’ausilio di sensori) siano arrivati quando la Rossa ha finalmente alzato la testa ed è diventata ultra competitiva soprattutto sul giro secco; poi che non sia in testa alla classifica è frutto di altri accadimenti; quindi Mercedes non si capacita di come la Ferrari l’abbia raggiunta come prestazioni alludendo quindi ad una presunta irregolarità; c’è quindi da chiedersi come mai nel bel mezzo di un dominio durato anni, non ci siano stati controlli più che accurati sulla vettura Anglo-Tedesca; vero che non ci sono state gole profonde, ma un qualche dubbio non poteva sorgere a Whiting e agli altri responsabili FIA? La questione dell’olio ha tenuto banco per mesi e mesi e solo quando anche Ferrari è risultata ai massimi livelli (nel 2017) si è deciso di intervenire.

Ora si andrà in Canada con la Rossa che verrà vivisezionata con lo scopo di cercare una qualche irregolarità, il tutto nel nome di un principio semplice ‘chi vince in qualche modo deve barare’; un assunto mai preso in considerazione negli anni precedenti…

Marco Asfalto

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