Caos gomme: la sequenza di errori sarebbe stata innescata da un problema nelle comunicazioni radio interne al team Mercedes F1

Una catena di eventi

Giro 61. In curva 11, Jack Aitken, sostituto di Russell in Williams, perde il controllo della sua vettura e sbatte contro le barriere perdendo l’ala anteriore. Riesce a rientrare ai box, ma la sua ala rimane in mezzo alla pista. Viene dapprima attivato il regime di Virtual Safety Car, ma dopo neanche un giro i commissari decidono di far uscire la Safety Car, al che il team Mercedes F1 sceglie di richiamare entrambi i piloti ai box per un doppio pit-stop in sequenza, manovra che i meccanici Mercedes hanno effettuato diverse volte senza problemi negli ultimi anni.

Ma questa volta, purtroppo per Russell che occupava la prima posizione, le cose non vanno per il verso giusto. Il giovane britannico rientra, si fa sostituire le gomme e riparte apparentemente senza problemi. Ma quando arriva il turno del suo compagno di squadra, qualcosa va storto. Bottas rimane fermo ai box per qualche tempo prima che i meccanici riescano, con diversi ritardi e difficoltà, a montare il nuovo set di gomme medie, che subito dopo, incredibilmente, viene smontato per far posto alle dure appena sostituite. Alla fine, il finlandese lascia i box con le stesse gomme con cui era rientrato. Il successivo messaggio di Bono, ingegnere di Hamilton in “prestito” a Russell, comincia a sbrogliare la matassa: “Ti abbiamo montato un treno di gomme sbagliate, devi rientrare”. In sostanza, sulla monoposto del britannico sono state montate le posteriori corrette, ma le anteriori con cui a quel punto stava viaggiando erano in realtà destinate a Bottas. Ad ogni pilota sono riservate delle gomme specifiche, con un determinato numero di matricola e le iniziali impresse sul copertone. Così, il britannico è stato costretto a fermarsi nuovamente per farsi sostituire le gomme anteriori con quelle corrette, mentre Bottas è rimasto in pista ad affrontare l’inevitabile degrado degli pneumatici duri vecchi di 15 giri con cui è uscito dai box.


Errori di comunicazioni

Ma come è stato possibile un simile sbaglio? Sembra che alla base di tutto ci sia stato un problema nel sistema che gestisce le comunicazioni radio interne al team. Quando il team decide di effettuare un pit stop, Ron Meadows, il team manager Mercedes, comunica ai meccanici interessati di predisporre le gomme e quale mescola impiegare. Ci sono due squadre addette a quest’operazione, una per pilota: quella di Russell, di solito al servizio di Hamilton, è la squadra rossa, mentre quella blu si occupa degli pneumatici di Bottas. Ebbene, secondo l’ingegnere di pista della scuderia tedesca Andrew Shovelin, la squadra rossa non avrebbe ricevuto il messaggio di avvertimento per prepararsi alla sosta, motivo per cui si sarebbe presentata solo la squadra blu, con le gomme del finlandese. In realtà, però, parte della squadra rossa, quella responsabile delle gomme posteriori di Russell, è uscita con gli pneumatici, pur non ricevendo la comunicazione. Come si spiega? Sembrerebbe che abbiano reagito d’istinto vedendo i movimenti dei compagni della squadra blu e l’imminente arrivo del loro pilota. Infatti, ricordiamo che gli pneumatici posteriori del britannico erano quelli corretti.

Rimane un ultimo interrogativo e cioè come mai il messaggio non sia stato recapitato ad entrambe le squadre. “In quel momento c’erano diverse comunicazioni via radio” ha affermato Shovlin. “Il sistema dà la priorità ai messaggi di Ron, perché la cosa più importante è che le gomme siano pronte, più di qualunque altra comunicazione dei piloti o del team. Tuttavia, sembra che il sistema abbia avuto un attimo di indecisione sulla scelta del messaggio a cui dare la priorità, così ci siamo persi una parte fondamentale del messaggio, tant’è che una parte della squadra  non l’ha ricevuto [i rossi], mentre gli altri sì.”

Nella concitazione del momento, anche una parola mancante può fare la differenza. La comunicazione intera avrebbe dovuto configurarsi così: “Red Crew standby, Blue Crew standby” (Squadra Rossa pronta, Squadra Blu pronta). Ma a causa dell’indecisione del sistema di cui parla Shovlin, il messaggio si sarebbe “mangiato” le prime due parole, e i rossi non sarebbero stati così allertati.

Un pit-stop improvvisato

Il pit-stop non era veramente previsto e i due piloti avrebbero dovuto proseguire fino alla fine con le gomme dure montate in occasione della prima sosta, ma l’ingresso della Safety Car ha costretto il team tedesco a rientrare per proteggersi dagli inseguitori che senza dubbio avrebbero colto l’occasione per montare penumatici freschi e andare alla caccia di chi in quel momento guidava la corsa, ossia le due frecce nere. Purtroppo per Russell, però, questa procedura che solitamente viene effettuata senza intoppi in casa Mercedes, si è inceppata mandando all’aria tutti i sogni di gloria del giovane sostituto di Hamilton, autore fino ad allora di una gara perfetta. La foratura che ha subito successivamente è stata anche frutto della guida sfrenata del britannico per riprendersi la testa della gara persa a causa del caos gomme che lo ha costretto ha una sosta aggiuntiva. I sorpassi indiavolati che ha dovuto effettuare lo hanno forzato a lasciare la traiettoria ideale e, alla fine, a incappare nei detriti dell’ala della Williams rimasti sulla pista, con conseguente foratura. Ironia della sorte, la sua stessa vettura (la Williams di cui è pilota ufficiale) gli avrebbe definitivamente precluso ogni tentativo di rimonta in questo caotico GP in cui è comunque riuscito a dare una prova immensa del suo valore

Mercedes F1 sanzionata

Alla fine, la FIA ha deciso di multare la Mercedes con un’ammenda di 20.000 dollari, ma non ha preso provvedimenti nei confronti del pilota, così Russell è quantomeno riuscito a guadagnare i suoi primi punti della stagione. Infatti, secondo il regolamento, se su una vettura vengono montate delle gomme diverse da quelle previste la scuderia ha fino a tre giri per poter riparare all’errore commesso, dopodiché vengono applicate delle penalità su pista. In Mercedes si sono resi conto subito dell’errore e hanno provveduto al montaggio del treno di pneumatici corretto dopo un solo giro, cavandosela così con una semplice sanzione pecuniaria.

A proposito dell'autore

Laureato in Traduzione Specialistica, sono appassionato di Formula 1 e di tutto il mondo che le gravita intorno, soprattutto mi affascina l'aspetto umano di una competizione che porta l'uomo e la macchina agli estremi più assoluti delle loro possibilità.

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