F1 – Red Bull sorprende McLaren e ribalta la narrazione
F1 Altro che “fondo magico” o supporti in titanio espandibili McLaren: il recupero Red Bull è stato innanzitutto il frutto del binomio Verstappen–RB, uno dei più solidi dell’era moderna. McLaren, al contrario, ha mostrato una gestione dei piloti incerta e poco all’altezza del potenziale della MCL, dispersa in errori tattici e decisioni mal calibrate.

Il risultato? Una Red Bull tutt’altro che in difficoltà, capace di riportarsi pienamente nella lotta iridata, approfittando dell’ennesima occasione sprecata da una McLaren che mentalmente ha ceduto sotto pressione.

Gli aggiornamenti Red Bull e il fastidio McLaren
McLaren non si aspettava che Red Bull continuasse a sviluppare la macchina fino a poche gare dalla fine, soprattutto considerando i progetti 2026 in pieno corso. E invece è successo: la RB ha introdotto aggiornamenti inaspettati, chiaramente mirati a colpire dove McLaren si sentiva inattaccabile.
Risultato: la pressione è esplosa.
Nella gara precedente, McLaren ha fatto esattamente ciò che non doveva fare. Errori di assetto, eccessiva ricerca del limite, port porpoising evidente e squalifica. Un copione simile a quello vissuto da Ferrari a inizio mondiale: andare troppo bassi “per inseguire” la concorrenza.

La verità tecnica: Red Bull non è superiore, ma Verstappen fa la differenza
Sul piano strettamente tecnico, la McLaren resta probabilmente la vettura più completa sulla lunga distanza. Ma il fattore Verstappen sposta i pesi: il tre volte campione è l’elemento che consente alla RB di colmare gap e accorciare punti anche quando la vettura non è la migliore del lotto.
È questo il principale motivo per cui il Mondiale è nuovamente apertissimo.
La scelta strategica di Red Bull: sacrificare il 2026?
La Red Bull ha fatto una scelta precisa: puntare tutto sul titolo ora, sacrificando almeno parzialmente il 2026. Una strategia che nel primo anno di nuovo regolamento può non essere affatto negativa. Nel 2022 il primo anno servì a “capire” il nuovo concetto, e il resto è storia: tutti copiarono la filosofia Red Bull.
McLaren fece lo stesso nel 2023, ribaltando metà campionato e trasformandosi poi nella vettura più competitiva del 2024–2025.
Che Red Bull voglia replicare quel modello? La possibilità è concreta.
Senza Newey, il team potrebbe presentare nel 2026 una vettura semplice, volutamente basica, per poi evolverla con una B-versione a stagione in corso. Proprio come fece Aston Martin nel 2022 e come McLaren ha replicato in seguito.
Un approccio perfetto per studiare avversari, e magari osservare molto da vicino la filosofia che lo stesso Newey introdurrà in Aston Martin.

Il nodo del motore Ford e l’incognita più grande
Il nuovo motore Red Bull Powertrain marchiato Ford è una totale incognita. E quando un team affronta un nuovo regolamento senza il proprio genio progettuale e con un propulsore mai testato in pista, il rischio aumenta.
Per questo puntare al titolo oggi è stata, probabilmente, la scelta migliore.
Il 2026 azzera tutto, e Red Bull non può considerarsi favorita. L’occasione è adesso, non l’anno prossimo.
Conclusione: mondiale riaperto, McLaren in tilt
Red Bull non è più brillante come a inizio ciclo regolamentare, ma ha ritrovato solidità, lucidità e soprattutto un Verstappen inscalfibile. McLaren, invece, ha perso sicurezza proprio nel momento decisivo.
Le prossime gare saranno una questione mentale prima ancora che tecnica. Il Mondiale non è più sotto controllo per nessuno.
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