F1 – La nuova generazione di vetture ad effetto suolo è ancora agli albori. Non sono bastate ai team quattro gare per farsi una chiara idea di come le monoposto 2022 vadano gestite: ne è un perfetto esempio la gestione delle gomme, considerata di fondamentale importanza da tutti. Sia Red Bull che Ferrari, infatti, ritengono che l’altalena di prestazioni a cui abbiamo assistito nei Gran Premi di Australia e Imola sia dovuta principalmente alla capacità di mettere nella giusta temperatura le gomme. In Australia la Rossa era riuscita a trovare il perfetto bilanciamento per i suoi pneumatici, mentre Red Bull aveva sacrificato troppo l’asse anteriore. L’esatto contrario è accaduto in Italia.

F1 Red Bull Marko
F1 Red Bull Marko



“Siamo stati più veloci della Ferrari ad Imola. Abbiamo messo le gomme nella giusta finestra”, ha confermato Helmut Marko, super consulente della Red Bull. “Abbiamo trovato il giusto equilibrio in macchina, è stato molto meglio rispetto all’Australia. La differenza in termini di passo non era così grande, eravamo uno o due decimi più veloci. A fare la differenza è stata la gestione delle gomme. Quello che per noi è andato storto a Melbourne, è successo ad Imola alla Ferrari. Hanno sofferto il graining molto prima di noi per l’equilibrio della vettura”.

Secondo Dave Robson, tecnico della Williams, il principale motivo per il quale una scuderia riesce ad implementare sensibilmente le proprie prestazioni è da giustificarsi proprio con la comprensione degli pneumatici e sul come metterli in temperatura:
“Se riesci a mettere entrambi gli assi in una buona finestra puoi trovare un grande ritmo. Dire se le altre squadre possano farlo sempre oppure siano semplicemente migliori di noi sotto altri aspetti è difficile. Penso che cambi da pista a pista, quindi non è facile saperlo perché l’equilibrio tra i due assi è molto importante”.

Binotto Ferrari F1
Binotto Ferrari F1



“Penso che in termini di gestione delle gomme, è stato nella sprint race che non siamo stati abbastanza forti”, ha detto invece Mattia Binotto, riguardo i motivi per i quali il weekend romagnolo della Ferrari si sia rivelato ben diverso da quello australiano. “Il motivo è che abbiamo poco tempo per mettere a punto la macchina. Venerdì ha piovuto, quindi abbiamo avuto pochissimi dati con coi sistemare la vettura. Sabato mattina abbiamo disputato le FP2, ma la sensazione è che non avevamo abbastanza esperienza per poter arrivare pronti alla sprint race. La Red Bull ha lavorato meglio sotto questo punto di vista. Quindi rivedremo le cose e cercheremo di capire perché non siamo stati altrettanto bravi in questo”.
Con il problema del porpoising a farla da padrone, le possibilità per i tecnici delle squadre di concentrarsi sulle altre aree delle macchine sono state decisamente ridotte.
E viste le dichiarazioni dei vari team riguardo l’importanza della temperatura gomme, sarà piuttosto decisivo per le scuderie riuscire a studiare a fondo proprio questo aspetto per tentare di massimizzare le prestazioni.

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