F1 ferrari Crisi Formula 1 Singapore Leclerc Hamilton
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F1, smontato il presunto “trucco del plank”: perché la teoria del titanio caldo è impossibile

F1 – Una testata estera ha rilanciato l’ennesima teoria virale: secondo l’indiscrezione, alcuni team avrebbero sfruttato la dilatazione termica del titanio per mascherare l’usura del plank. Una ricostruzione che, alla prova della fisica, non sta in piedi. Ecco l’analisi ingegneristica che smonta definitivamente la fake news.

Un presunto “trucco” che nasce dal nulla

Negli ultimi giorni si è diffusa una teoria secondo cui alcuni team di Formula 1 avrebbero trovato un modo per limitare l’usura del plank sfruttando la dilatazione termica dei blocchetti di titanio inseriti al suo interno.
Secondo la ricostruzione, il titanio, scaldandosi durante il bottoming fino a temperature estremamente elevate, si sarebbe “alzato”, proteggendo maggiormente il materiale composito e riducendone l’abrasione.

L’ipotesi ha generato grande curiosità perché collegata a un tema cruciale: l’usura del plank può determinare la squalifica immediata di una vettura. Ma la tesi non supera neppure l’analisi basilare dei fenomeni fisici coinvolti.

Formula 1 Ferrari Plank
Formula 1 Ferrari Plank

Il nodo centrale: la temperatura reale del titanio

La teoria del sito giapponese sostiene che le scintille indichino un riscaldamento del titanio fino a 1600–1800 °C.
In realtà accade l’esatto contrario.

Cosa dicono i principi fisici

  • Le scintille NON sono il pezzo di titanio che si scalda: sono micro-frammenti che si distaccano e si ossidano istantaneamente.
  • La parte principale del blocchetto non si avvicina minimamente a quelle temperature: l’esposizione al contatto col suolo dura frazioni di secondo, seguita da un forte raffreddamento aerodinamico.
  • Il titanio ha un’elevata inerzia termica, quindi non può scaldarsi in modo uniforme tramite contatti così brevi.

Per fondere un blocchetto da 10 mm servirebbe un trasferimento di energia termica continuo, intenso e costante, condizione impossibile in regime di gara.

Anche ipotizzando un riscaldamento irreale, il trucco non funzionerebbe

Supponiamo, per assurdo, che il titanio arrivi a temperature vicine al punto di fusione (circa 1660 °C).
La dilatazione termica ottenibile sarebbe dell’ordine di 0,14 mm, ovvero un decimo di millimetro.

Perché questo valore è irrilevante

  • L’usura massima consentita è 1,2 mm
  • La dilatazione termica ipotizzata varrebbe meno del 3%
  • La dilatazione avverrebbe solo con l’intero blocco uniformemente riscaldato—condizione fisicamente impossibile
  • A quelle temperature i materiali compositi circostanti si carbonizzerebbero istantaneamente, distruggendo la sezione del fondo

Una vettura nelle condizioni descritte non completarebbe neppure un giro, figuriamoci una gara.

L’errore di fondo: confondere la scintilla con la temperatura del blocco

La scintilla è un effetto visivo generato da una minima particella incandescente espulsa dal titanio, non un indicatore dello stato termico dell’intero skid plate.
Il blocchetto resta invece relativamente freddo, costantemente raffreddato dal flusso d’aria ad alta velocità.

F1 News Fp2 Singapore
F1 News Fp2 Singapore Fondo McLaren
Foto credits Pirelli

Bottoming e fisica reale: cosa succede davvero

Durante il bottoming:

  • il titanio si erode gradualmente
  • la temperatura superficiale aumenta solo istantaneamente
  • il calore non si trasmette in profondità
  • la zona si raffredda immediatamente grazie all’aria che scorre sotto al fondo

Nessun ingegnere del motorsport prenderebbe seriamente la possibilità di una “protezione attiva” basata sulla dilatazione termica.

Perché le fake news tecniche in F1 attecchiscono così facilmente

Nelle fasi con poche notizie, teorie fantasiose trovano terreno fertile.
La F1, per la sua natura tecnica e per i limiti di regolamento al millimetro, attira spesso interpretazioni creative che ignorano la fisica dei materiali.
In questo caso la narrazione “trucco segreto dei team” era troppo golosa per non diventare virale, nonostante fosse priva di fondamento.

Analisi finale

La teoria del “titanio che si dilata per salvare il plank” è priva di basi fisiche, regolamentari e ingegneristiche. Lo skid plate non può raggiungere temperature tali da modificare il suo spessore, e anche se lo facesse, la dilatazione sarebbe insufficiente per alterare l’usura del plank.
Il fenomeno delle scintille viene spesso frainteso, ma è perfettamente spiegabile con l’ossidazione superficiale di piccolissime particelle.
Il caso dimostra ancora una volta quanto sia importante il rigore tecnico nella divulgazione, soprattutto quando una notizia fa presa sul pubblico per il suo potenziale narrativo più che per la sua plausibilità scientifica.

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