F1 2026 Pilota Verstappen Leclerc
F1 Verstappen Leclerc Foto credits media Pirelli

F1 News – Linee guida per i piloti: come si devono comportare in pista?

Negli ultimi anni i piloti hanno contestato molte volte il metro di giudizio della FIA sui duelli in pista: ecco i punti critici contestati alla Federazione

LINEE GUIDA PER I PILOTI: ECCO I PUNTI CRITICI

In molte occasioni in questi ultimi anni, hanno fatto discutere le decisioni della FIA in merito alle linee guida che i piloti devono seguire. In particolare, dalla morte dell’ex direttore di gara Charlie Whiting nel 2019, gli interventi dei commissari sono diventati un importante punto di contesa. Le lamentele sull’interpretazione e l’applicazione delle “Linee guida sugli standard di guida” della Formula 1 si sono intensificate, anche se il documento che le sancisce è stato arricchito con avvertenze e chiarimenti. 

Nel penultimo round della scorsa stagione si è tenuto un vertice tra i piloti e la FIA in risposta alle crescenti critiche alle linee guida, che stabiliscono quando un concorrente ha diritto allo “spazio di gara” quando sorpassa o viene sorpassato. La sintesi dei risultati è stata che entrambe le parti hanno avuto un dialogo aperto mentre esaminavano cinque incidenti chiave della stagione 2025, ma che non ci sarebbero stati cambiamenti immediati alle linee guida.

I PILOTI E LA FIA: UN RAPPORTO COMPLICATO

Chiaramente i piloti non vedono di buon occhio l’intromissione della FIA e la sua severità: gli stessi ritengono che le linee guida siano troppo complicate e soggette ad abusi e che aggiungere chiarimenti ne riduca l’utilità anziché aumentarla. “È quasi come se stessi guidando e entrassi in una curva e ci fosse un regolamento che dice questo, questo e questo: nella mia testa non è proprio come correre”, ha detto Alex Albon alla vigilia di quella riunione in Qatar. 

“Penso che ai tempi in cui c’erano meno regole, ci fosse più fluidità, meno punti interrogativi. Correggimi se sbaglio, ma penso che fosse più simile a quando Charlie [Whiting] raccontava la sua versione dell’incidente e tutti dicevano semplicemente ok e andavano avanti”

La questione sollevata da Albon è fondamentale e rispecchia le lamentele che si leggono quotidianamente sui social: i piloti oggi sono troppo sotto la lente d’ingrandimento della Federazione, ed è inaccettabile che si imponga loro come correre. 

I PROBLEMI ALL’EPOCA DI WHITING

Certo, anche all’epoca di Whiting non era tutto rose e fiori: ricordiamo tutti il Gran Premio del Messico del 2016, quando la Federazione non punì Max Verstappen per il suo comportamento nei confronti di Sebastian Vettel, con l’olandese, colpevole di aver tagliato in curva 1, che non diede la posizione al tedesco. Quest’ultimo poi manifestò apertamente il suo dissenso, mandando a quel paese Whiting in diretta mondiale. 

Ma non si può certo paragonare la caratura e l’esperienza di Whiting con gli attuali commissari e direttori di gara: l’inglese godeva del rispetto dei concorrenti in un modo che, francamente, i suoi successori non hanno saputo eguagliare. Ciò era dovuto principalmente alla sua statura e alla sua esperienza nel mondo dell’automobilismo, nonché alla sua posizione nell’ambiente di Bernie Ecclestone e Max Mosley. 

Chiaramente allo stato attuale non c’è nessuna figura con lo stesso rispetto da parte degli addetti ai lavori: anche se ci fosse una figura carismatica che possa presiedere qualsiasi questione in pista, avrebbe sempre ragione? E si continuerebbe a inchinarsi davanti a lui? Improbabile in un’epoca con un pubblico più ampio e polarizzato e con somme di denaro più ingenti in gioco.

LINEE GUIDA: QUALE SOLUZIONE?

Ma la soluzione migliore quale potrebbe essere? Senza dubbio continuare con lo stesso metro di giudizio visto fin qui non può essere la chiave: i piloti durante un duello in pista non possono certo stare a pensare come si guida per paura di incorrere in una penalità. Allo stesso tempo però, ogni contatto è soggettivo, e soprattutto si parla sempre di “linee guida” e non di regolamenti. È impossibile quindi creare una formulazione valida per tutti. 

Una possibile via di mezzo potrebbe essere la creazione di un comitato fisso di commissari che presieda a ogni gran premio. In questo modo i piloti saprebbero come comportarsi in pista vedendo qual è il metro di giudizio dei commissari. 

Ma il problema rimane: oggi si parla sempre di più di una Formula 1 che impedisce ai piloti di lottare pienamente, poiché vi è sempre il rischio di ricevere una penalità. In questo modo, si snatura sempre più il DNA di uno sport che fa del duello in pista la sua principale caratteristica. 

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