La FIA ha recentemente annunciato le modifiche aerodinamiche per il 2019 (ali anteriori semplificate, posteriori allargate e con maggior effetto DRS), nel tentativo di favorire i sorpassi.
Ma siamo sicuri che siano la “via giusta”? Le considerazioni d’un appassionato…

Quello della difficoltà di sorpasso è sempre stato un “cruccio” della Formula 1 moderna (ma siamo sicuri che non sia una peculiarità insita della serie? Difficoltà per qualità), e tanti sono stati gli interventi attuati negli anni per “mitigare” la situazione.

Con la maggioranza dei team (ma non l’unanimità), Fia e Liberty hanno annunciato d’aver raggiunto l’intesa per introdurre modifiche aerodinamiche specifiche già dalla prossima stagione F1.

Ali anteriori con profili semplificati (upper flaps “a cassettiera” eliminati, paratie laterali più lineari, profilo complessivo leggermente più largo, eliminazione dei profili aerodinamici sulle prese freni. Tutto per limitare gli effetti di outwash che complicano il rimanere in scia di un’altra monoposto), e profili di quella posteriore aumentati in larghezza e corda (per aumentare l’effetto DRS).

Da appassionato (non ingegnere) di lunga data, il cercare di limitare la sensibilità alla perdita di carico delle monoposto in scia è sicuramente un qualcosa di positivo, ma alcune perplessità nei modi ci sono.

Visti anche i recenti accadimenti di Baku e degli ultimi  Gp, non sarebbe il caso, oltre che (giustamente) semplificandola, d’ operare una riduzione in larghezza dell’ala anteriore?
Così facendo si potrebbe limitare la possibilità che in contatti durante fasi di bagarre la pista venga cosparsa di detriti piccoli e affilati, pericolosissimi per l’integrità degli pneumatici (chiedere a Bottas che ci ha rimesso una probabile vittoria…).

Altro punto: aumentare l’incidenza del DRS non porterà ad avere sorpassi ancora più “artificiali”, dove chi si difende nulla può contro un delta velocità (fino a 20 Km/h) tanto elevato con chi attacca in scia utilizzando il Drag Reduction System?

La bellezza della F1 è sempre stata quella d’avere i migliori piloti che realizzano manovre di sorpasso dall’elevato coefficiente di difficoltà. “Semplificare” equivarrebbe a “snaturare”.

Un’ipotesi da “non tecnico” sarebbe quella di proseguire nella semplificazione delle appendici aerodinamiche (lasciando libertà solo nel diffusore, elemento più “recuperabile” per la produzione di serie) e, al contempo, aumentare ulteriormente il grip meccanico.

Già nel regolamento 2017 qualcosa è stato fatto (gomme più larghe), ma ci potrebbe essere ancora del margine d’intervento.
Abbassare leggermente il profilo degli pneumatici adottando cerchi più grandi, e ristudiando i sistemi sospensivi (che dovrebbero farsi carico anche della quota di molleggio oggi assicurata da gomme a spalla più “alta”) potrebbe essere una via.
Anche l’introduzione di sospensioni elettronicamente “attive” potrebbe portare all’aumento del grip, ma qui il pericolo è d’arrivare agli eccessi dei primi anni ’90, dominati dall’ “astro-Williams” di Mansell e Prost, in cui verrebbe ulteriormente aumentato il gap tra team di vertice e secondari. Con tutti i pericoli di sicurezza derivanti dall’eventualità di una defaillance dei sistemi (il ricordo del crash di Zanardi con la Lotus a Spa nel ’93 è ancora terribilmente presente negli appassionati “d’antan”).

Tante quindi le possibilità d’intervento per “curare il male” (ma siamo sicuri davvero che tale sia?) di questa F1 che vorrebbe farsi sempre più “spettacolarmente telegenica”.
L’importante è che non si sconfini in una tipologia di spettacolo artificiale (come, purtroppo, accade nella Formula E con il suo “Fan Boost”) da “wrestling a 4 ruote”…

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

 

Video Tecnica by Salvatore Asero ( Twitter: @graftechweb)
 

 

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