Dopo una stagione difficile la Ferrari porta comunque a casa i mondiali all’ultimo appuntamento in Giappone. Una gara folle che consegna il sesto mondiale a Michael.

Il 2003 è stata probabilmente l’annata dell’epopea Ferrari più complessa e combattuta, pur avendo visto comunque trionfare Michael Schumacher tra i piloti ed il Cavallino tra i costruttori. Nelle stagioni precedenti la rossa ci aveva abituato a chiudere i conti con molte gare d’anticipo, nel 2002 il Kaiser trionfò in Francia e diventà campione del mondo addirittura il 21 luglio. Decisamente altri tempi. Si arriva al nuovo campionato con delle modifiche introdotte al regolamento: debutta il parco chiuso, nuovo sistema di punteggio, giro secco in qualifica e viene eliminato il warm-up. Va dato atto a McLarenMercedes WilliamsBMW di aver messo in atto un’importante crescita.

Le prime gare confermano questa tendenza. Le frecce d’argento trionfano in Australia con David Coulthard ed in Malesia arriva la prima vittoria in carriera di Kimi Raikkonen, mentre in Brasile vince Giancarlo Fisichella con la Jordan al termine di una gara folle. La Ferrari ha partecipato alle prime gare con la gloriosa F2002, che dopo aver sofferto all’inizio va in pensione imponendosi ad Imola rilanciando Schumacher. Il turno della F2003 GA arriva in Spagna, dove il Kaiser fa subito pole e vittoria. La sostanza non cambia in Austria, con Michael che domina e torna vicino a Raikkonen in classifica.

Il sorpasso si materializza in Canada, con Schumacher che vince e Kimi si piazza solo sesto. L’estate della Ferrari è però complicata, con Rubens Barrichello che vince a Silverstone in un periodo di dominio della Williams. Dopo il successo della Renault di Fernando Alonso a Budapest si arriva al Gran Premio d’Italia, con Michael che possiede solo un punto di margine su Juan Pablo Montoya e due su Raikkonen. Dopo una gran lotta con il colombiano, il tedesco vince, per poi ripetersi ad Indianapolis nella gara successiva.

Questo fa si che Montoya esca dalla contesa iridata con una gara d’anticipo, con il Gran Premio del Giappone che vedrà il duello decisivo tra Schumi e Raikkonen. Il risultato appare scritto in partenza, visto il punteggio di 92 punti per il ferrarista contro gli 83 di Iceman ( all’epoca il vincitore otteneva 10 punti). L’unica speranza per Kimi è una vittoria con un ritiro del rivale. Le qualifiche di Suzuka furono imprevedibili, con uno scroscio di pioggia che impedì al leader del mondiale di fare meglio del quattordicesimo tempo. Raikkonen è ottavo, mentre la pole va ad un ottimo Barrichello.

Il brasiliano domina la corsa, mentre Michael ne combina di tutti i colori toccandosi con il fratello Ralf e danneggiò anche la sua vettura toccandosi con la BarHonda di Takuma Sato. Kimi risalì sino al secondo posto, ma Rubinho risultò imprendibile al comando delle operazioni. Sul traguardo fu lui a vincere, ottenendo la seconda vittoria stagionale e la settima in carriera. Le McLaren completarono il podio, mentre Schumacher concluse ottavo entrando nella storia: si trattava infatti del sesto mondiale piloti, superando il mito di Juan Manuel Fangio, un record che appariva inarrivabile. Per la Ferrari si trattava del tredicesimo titolo costruttori. Giornate gloriose e che hanno fretta di tornare per far battere i cuori dei tifosi del Cavallino.

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