Il finlandese Raikkonen festeggia oggi le quaranta primavere, lui che è tutt’oggi l’ultimo campione del mondo in Ferrari. Riviviamo la sua carriera

Il 17 ottobre del 1979 nasceva nella cittadina finlandese di Espoo uno dei piloti più amati e tifati della storia della Formula 1. Stiamo parlando ovviamente di Kimi Raikkonen, campione del mondo nel 2007 al volante della Ferrari, molto più che un semplice pilota ma un vero e proprio personaggio. La sua carriera è stata brillante, costellata anche da molte occasioni perse per colpa della sfortuna ma anche di storie esilaranti, come la cerimonia di gala della FIA 2018 alla quale si presentò, per usare un eufemismo, leggermente brillo.

La storia di Iceman inizia a livelli più alti nel 1999, quando debutta in Formula Renault britannica. L’anno successivo conquistò subito il titolo con sette vittorie ed altrettante pole position. Questo attirò l’attenzione di Peter Sauber, a capo dell’omonimo team, il quale lo scelse per una sessione di test al Mugello. Le prestazioni del giovane Raikkonen colpirono addirittura il campione del mondo in carica Michael Schumacher, con Sauber che decise di ingaggiarlo come pilota titolare per il 2001. Detto fatto, in Australia chiuse al sesto posto ottenendo immediatamente il primo punto iridato.

Una grande stagione che venne chiusa in decima posizione con nove punti convinse Ron Dennis ad acquistarlo alla McLarenMercedes, dove rimpiazzò il connazionale Mika Hakkinen. Melbourne portò ancora fortuna al finnico, che chiuse al terzo posto conquistando il primo podio della carriera. L’annata di Kimi fu positive e venne conclusa con 24 punti in sesta posizione, anche a causa della scarsa competitività della monoposto.

Tutto cambiò nel 2o03, quando la schiacciante superiorità della Ferrari svanì di colpo e Raikkonen ebbe l’occasione di giocarsi il mondiale sino all’ultima gara. Al secondo appuntamento in Malesia, Iceman conquistò la prima vittoria in carriera, al termine di una gestione corsa a dir poco perfetta. Al Nurburgring fu il momento anche della pole position, ma il segreto della sua stagione fu la grande regolarità di risultati. Schumacher e Raikkonen giunsero al Gran Premio del Giappone separati da appena 9 lunghezze, nonostante il Kaiser di Kerpen avesse accumulato ben cinque vittorie in più. A Suzuka fu comunque Michael a centrare il titolo, battendo per appena due punti il rivale. Il 2004 fu una stagione terribile, a causa di una McLaren in grossa crisi di affidabilità. Per Kimi arriva comunque una pole a Silverstone ed una splendida vittoria a Spa, la prima delle quattro ottenute sino ad oggi.

Il 2005 è probabilmente la stagione migliore di Raikkonen in F1. Dopo il poker di trionfi iniziali della Renault con Fernando Alonso in fuga nel mondiale, Kimi inizia una furiosa rimonta conquistando successi a ripetizione. Anche in quest’annata la McLaren si dimostra molto fragile, con continui cedimenti al motore e meccanici. Lo spagnolo vinse il titolo con due gare d’anticipo in Brasile, ma i due contendenti vinsero 7 gare a testa. Da ricordare la splendida vittoria in Giappone, con Iceman che rimontò dal diciassettesimo posto in griglia beffando Giancarlo Fisichella all’ultimo giro.

Il 2006 è avaro di soddisfazioni, ma a Monza arriva l’annuncio del passaggio di Kimi alla Ferrari, in sostituzione proprio di Schumacher. Il debutto in Australia è da sogno: arrivano pole, giro veloce e vittoria, con un dominio netto ed evidente. La stagione prosegue in maniera altalenante, con le McLaren di Alonso e Lewis Hamilton che prendono il largo in classifica a causa di un periodo difficile per il Cavallino. In Francia e Gran Bretagna Raikkonen torna al top, ottenendo due vittorie e rilanciandosi. Arrivano altre due vittorie in Belgio ed in Cina, cosa che gli permette di andarsi a giocare il mondiale in Brasile. L’impresa sembra impossibile visti i 7 punti di ritardo da Hamilton, ma la gara è una follia completa. Lewis sbaglia al via e perde posizione, con un problema tecnico che in seguito lo costringe a scendere in fondo al gruppo. Kimi e Felipe Massa dominano la corsa, mentre il britannico non va oltre il settimo posto. Raikkonen diventa così campione del mondo, al termine di una stagione da 10 e lode.

Il 2008 ed il 2009 sono anni in calando, cosa che spinge il finlandese ad abbandonare il circus iridato. Dopo l’esperienza in Rally, Iceman torna al volante della Lotus nel 2012. Con un team non all’altezza delle concorrenti, il finlandese ottiene due vittorie in altrettante annate ad Abu Dhabi ed in Australia, riguadagnandosi l’ingaggio in Ferrari per il 2014. Della nuova esperienza a Maranello vanno registrate le pole ottenute a Monaco nel 2017 ed a Monza l’anno successivo, ma il ricordo più bello è ovviamente quello della grande vittoria ad Austin dello scorso ottobre.

Buon compleanno Kimi, a cui auguriamo una splendida esperienza con l’Alfa Romeo Racing.

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