Abbiamo intervistato ad Abu Dhabi il pilota della Toro Rosso Daniil Kvyat che ci ha parlato del suo passato in Red Bull. Il russo ha anche lodato i progressi della power unit nipponica.

La storia di Daniil Kvyat in Formula 1 è ricca di cadute ma anche di tante rinascite. Il pilota russo è cresciuto a Roma ed è un amante dell’Italia e guida attualmente la Toro RossoHonda, team faentino con il quale ha debuttato nel circus iridato nel lontano 2014. Da quell’anno sono cambiate molte cose per poi tornare proprio nella Scuderia di Franz Tost, con la quale ha ottenuto un gran podio in Germania conquistando il terzo posto. Nel paddock di Abu Dhabi abbiamo avuto l’occasione di intervistare lo stesso Kvyat, il quale ci ha raccontato molti aneddoti sul suo passato, guardando positivamente anche gli anni futuri.

Daniil, partiamo dal tuo passato. Parlaci del tuo debutto in F1 nel 2014.

Ricordo che per me fu una grande stagione. Avevo appena vinto la GP3 e ricevetti la proposta di correre in Formula 1 quindi ricordo quel periodo con grandissimo piacere. Il primo anno è stato soprendente perchè mi sono trovato subito bene con la macchina e con la squadra, ci sono state delle gare molto belle e questo ha convinto i vertici della Red Bull a prendermi con loro per l’anno successivo. Mi ha colpito la velocità con la quale avveniva tutto, ogni week-end passava veramente in fretta e dunque conserverò per sempre questo ricordo”.

Nel 2015 sei arrivato in Red Bull battendo subito Ricciardo. Successivamente è arrivata la decisione di promuovere Verstappen al tuo posto, come sei riuscito a superare mentalmente quel momento?

All’epoca non l’ho presa bene ovviamente. Non è stato facile tornare in Toro Rosso dopo aver provato una macchina con la quale potevo giocarmi il podio. Sicuramente è stato un brutto divorzio, ma proprio la Toro Rosso mi ha accolto nuovamente. Dopo aver perso il sedile nel 2017 ho lavorato per un anno intero al simulatore Ferrari e questo mi ha aiutato a tenere la concentrazione a livello mentale per poi essere richiamato come pilota titolare in questa stagione”.

Cosa puoi dirci del tuo rapporto con l’Italia, sei sempre stato molto legato a questo paese e come ti trovi?

Mi sono trasferito a Roma quando avevo soltanto undici anni, dunque in Italia ci ho vissuto davvero per tanto tempo specialmente durante l’adolescenza e nelle corse con i kart tramite le squadre di questo paese. Considero una parte di me come italiana a tutti gli effetti, posso dire molto sinceramente che la considero la mia seconda casa. L’Italia mi ha dato tutto nella mia vita”.

Hai ottenuto un gran podio in Germania, che bilancio tracci di questo 2019?

Penso che questa stagione sia stata una delle migliori in assoluto della storia per la Toro Rosso. Abbiamo ottenuto due podi con tanti punti portati a casa. Probabilmente termineremo sesti in classifica costruttori e siamo matematicamente ancora in lotta per la quinta posizione con la Renault. Dobbiamo difendere la nostra posizione dunque devo dire che è stato soddisfacente. Ci sono stati degli alti e bassi come è normale che sia per un team di metà classifica. Posso comunque affermare che si è trattato di uno dei miei migliori anni in F1”.

La Honda ha confermato la partnership con Red Bull e Toro Rosso per il 2021. Come valuti i loro progressi con la power unit?

La Honda sta facendo dei passi da gigante con le nostre squadre. Vedo grande sintonia nel lavoro e questo sicuramente facilita le cose, tutti ci troviamo bene. Siamo sempre più vicini a Ferrari e Mercedes ed ormai manca davvero pochissimo al momento in cui la Honda diventi la power unit di riferimento. Serve soltanto un ultimo passo in avanti e poi potremmo davvero giocarcela ad armi pari”.

La Red Bull ha appena confermato Albon. Credi ancora in un futuro con Red Bull o in un top team per lottare con i grandi per podi e vittorie?

Certo, devi sempre crederci. Attualmente il mio contratto mi lega alla Toro Rosso ed io voglio dare il meglio di me per aiutare questo team a crescere e migliorare. Nel futuro vorrei sicuramente lottare per qualcosa di importante ma molti fattori dovranno essere messi insieme per ottenere ciò che voglio di più. Non sto pensando troppo a quello che succederà per il momento, voglio dare il 110% ad ogni gara”.

 

 

 

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