La rossa è in caduta libera e non si vedono soluzioni. Il 2016 è qui?

La Ferrari è in un buco nero. Il 2019 doveva essere una svolta, si doveva battagliare per un mondiale che manca da troppi anni. Dopo cinque gare invece, tutto è già finito. La Mercedes è un rullo compressore, che macina doppiette a ripetizione come al principio dell’era ibrida. Eppure le premesse per far bene c’erano tutte. Dopo i test invernali, lo stesso Toto Wolff indicava nella rossa la grande favorita, per poi bastonarla in tutte le gare.

Ai problemi non sembrano esserci soluzioni. Binotto a fine gara dichiara: ”Siamo lenti ma non sappiamo il motivo”, sintomo di una confusione tecnica che non ha eguali nella storia del Cavallino. A Barcellona è arrivata la nuova power unit, sono arrivati i primi aggiornamenti aerodinamici, ma il gap dalle frecce d’argento è lievitato. 8 decimi nell’ultimo settore, dove la rossa gira sui tempi delle Haas. Che il progetto della SF90 sia fallimentare è un dato di fatto, ma di reagire non se ne parla.

Ogni gara che passa la situazione peggiora, le W10 allungano e la Red Bull targata Honda è ormai al livello della Ferrari. Una situazione imbarazzante, condita dalle ormai classiche strategie suicide ordinate dal muretto. Qui si sta parlando di un marchio storico come quello fondato dal Drake, che sicuramente non sarà fiero di come la sua creatura stia finendo nel baratro, in mano a persone che non hanno evidentemente le giuste caratteristiche per ricoprire i ruoli che possiedono.

La morte di Sergio Marchionne ha affondato definitavamente il marchio, ora gestito dalla premiata ditta Elkann-Camilleri. I tifosi della rossa hanno rabbrividito all’affermazione del primo, che al termine del GP dell’Azerbaijan ha dichiarato: ”Abbiamo fatto il giro più veloce”. Sintomo del fatto che queste persone di Formula 1 non hanno la minima cultura, che chi le ha messe lì ha poco interesse per questa competizione. Al Cavallino manca un capo con la C maiuscola, che sappia selezionare la gente giusta. La Ferrari più vincente è stata quella di Schumacher-Brawn-Todt, vale a dire un trinomio di stranieri.

Molto probabilmente sarà solo questa la soluzione in futuro, visto che il Made in Italy si è rivelato un fiasco. Vincere una gara quest’anno sarà un’impresa, con Hamilton e la sua banda che sono straordinariamente belli nella loro perfezione. Il cambiamento deve avvenire nell’immediato, per sperare di togliersi qualche soddisfazione e poi pensare all’anno prossimo. Eh già, di solito lo dicevamo ad ottobre ed ora siamo a maggio. Ferrari, rialzati e fatti valere, ma per farlo serve gente nuova e preparata.

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