La prima settimana a Barcellona si è conclusa con la rossa che è sembrata nascondersi maggiormente rispetto ai rivali campioni del mondo

Dopo un inverno di attesa, le power unit della Formula 1 sono tornate ad accendersi nel corso dei primi quattro giorni di test invernali sul tracciato del Montmelò alle porte di Barcellona. Un lavoro molto intenso quello portato avanti dai top team, mentre il gusto della miglior prestazione se lo è preso una comunque sorprendente Renault con Hulkenberg davanti alla Toro Rosso-Honda del debuttante Albon. Ciò che interessa alla maggior parte degli addetti ai lavori ed agli appassionati è ovviamente sapere a che punto si trova la sfida Ferrari-Mercedes, senza dimenticare una Red Bull che è apparsa molto solida. Ovviamente trarre dei bilanci sembra impossibile, bisognerà attendere le ultime prove della prossima settimana se non le qualifiche di Melbourne per saperne di più, ma qualche informazione la possiamo già raccogliere da queste prime uscite ufficiali.

Nelle giornate iniziali di lunedì e martedì, la Ferrari è subito salita in cima alla lista dei tempi ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non ha mai cercato la prestazione assoluta. Vettel prima e Leclerc poi, hanno girato sul 18 basso come migliori croni calzando la mescola C3 a banda gialla, simulando sempre dei run nei quali piazzavano il giro migliore della giornata. Un dato molto interessante, se pensiamo che altri arrivavano a quel tempo spingendo per un solo giro. La Mercedes ha invece concentrato la propria attenzione sul percorrere molti long run, alternando i piloti tra mattina e pomeriggio. Sino alla giornata di mercoledì, la Ferrari ha lavorato su mescole C2 e C3, esattamente come le frecce d’argento. Un cambiamento radicale si è notato ieri, nell’ultimo giorni di prove della settimana attuale.

Lewis Hamilton ha girato in mattinata alternando più volte le mescole, partendo dalla C2 sino a calzare addirittura la più morbida C5, mentre il suo miglior crono è arrivato con la C4. Stesso lavoro per Valtteri Bottas nel pomeriggio, con il finlandese impegnato in stint molto brevi di 3-4 giri in cui dava l’impressione di voler forzare cercando un tempo. Al termine dei quattro giorni, la W10 ha percorso la bellezza di 610 passaggi senza mai palesare il minimo problema di affidabilità, un pò come successo per tutti tranne che per le Haas. Il lavoro che ha stupito tutti è stato proprio quello del giovedì, che ha ricordato maggiormente quanto faceva la Ferrari gli altri anni ovvero puntare su mescole più mordide. La Mercedes sembra nata con maggiori problemi rispetto alla precedente e ricorda un pò l’inizio di 2017 quando ci volle molto lavoro da fare prima di renderla effettivamente competitiva.

La Ferrari è stata anche lei molto attiva, totalizzando 595 giri in questi giorni. Solitamente la Mercedes era di gran lunga colei che girava più di tutti, mentre quest’anno la SF90 si è avvicinata molto a quanto fatto dalla grande rivale. A stupire Vettel e Leclerc la grande facilità con cui portare in pista la nuova creatura di Maranello, definita da Seb ”Molto vicina alla perfezione dopo il lunedì”. Segnali molto interessanti sono arrivati anche ieri mattina, quando Charles è sceso in pista sia con gomme C2 che C3 con le quali andava facilmente su tempi molto bassi senza mai forzare e con tanta benzina a bordo. L’unica piccola pecca sembra essere la gestione delle gomme, anche se già ieri la cosa sembrava essere andata in miglioramento. Hamilton e Verstappen erano stati più competitivi di Vettel nel pomeriggio di mercoledì, mentre ieri Leclerc è andato nettamente più forte della Red Bull di Gasly al netto di potenza e carichi di benzina. Un altro aspetto molto interessante che abbiamo notato è che i due della Ferrari riuscivano a completare due giri competitivi uno dopo l’altro, mentre le altre squadre erano costrette ad alzare il piede.

Tornando agli avversari, la monoposto di Adrian Newey con power unit nipponica potrebbe essere la grande sorpresa della stagione. Ricordate i test della Mclaren tra 2015 e 2017 quando il motore Honda si ammutoliva dopo pochi giri? Niente di tutto questo per ora: Verstappen e Gasly, ma anche Albon e Kvyat sulle Toro Rosso hanno marciato come degli orologi, segno di un’affidabilità che pare finalmente raggiunta. Spesso e volentieri, le Red Bull erano anche le monoposto più veloci sul rettilineo di partenza dunque la velocità è ben presente. L’olandese ha piazzato una grandissima simulazione di gara mercoledì, confermando le doti di gestione delle gomme che in casa Red Bull si era evidenziata anche nel finale della passata stagione.                            Ora qualche giorni di pausa e poi si tornerà a girare per preparare l’inizio del mondiale a Melbourne, al quale mancano tre settimane esatte.

 

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