Il patatrac in Austria mette ancor più in ridicolo una squadra alla frutta. La Ferrari ha bisogno di una rivoluzione a partire dai piani alti.

In Ferrari è tempo dell’ennesima rivoluzione. Il Gran Premio di Stiria delle SF1000 è durato 700 metri, esattamente fino a quando Charles Leclerc ha commesso un grave errore, rovinando addosso a Sebastian Vettel. La colpa stavolta è del monegasco, prontamente scusatosi davanti alle telecamere e con il compagno di squadra. Se non ci fosse stato il contatto, sarebbe cambiato poco, come testimoniato dallo stesso Charles. La verità è che questa vettura porta i piloti alla frustrazione più totale, costringendoli a rischiare il tutto per tutto nelle prime fasi. E poi c’è la disastrosa gestione dei due alfieri.

Mattia Binotto continua a parlare di gara libera, i piloti devono vedersela tra di loro senza alcuna regola. E dopo il Brasile dello scorso anno, anche oggi i risultati di questa politica sono stati disastrosi. Tralasciando il fattaccio odierno, è evidente che le cose non possono continuare in questo modo. In Ferrari serve una rivoluzione, ma che parta dai piani alti e che coinvolga prima di tutto Camilleri ed Elkann. Come abbiamo detto tante volte, la passione in questo sport è la prima cosa dopo la competenza, e loro non hanno nessuna delle due qualità sopracitate. Binotto non è un team principal ma un tecnico, per cui è bene che anche lui torni sui propri passi.

La certezza è che al momento a nessuno interessa della Gestione Sportiva, si avverte continuamente il silenzio della dirigenza di fronte a figure barbine che vengono collezionate ogni fine settimana. E non ce la si può riprendere con i piloti che sono portati a commettere errori per rimediare al potenziale imbarazzante della vettura. Serve cambiare, in maniera netta, con l’ingresso di figure chiave e che portino potere politico. Cosa che oggi, la rossa non ha ed anche da parecchi anni. Il tifoso del Cavallino, che segue appassionatamente la propria squadra nonostante le figuracce che colleziona, è ormai al limite della sopportazione. Per colpa della scellerata gestione a Maranello, in molti si stanno allontanando dalla passione per la Formula 1, esplosa in molti giovani anni fa grazie ai successi di sua maestà Michael Schumacher. Tempi che ora appaiono davvero remoti, visto che oggi è impensabile anche solo arrivare tra i primi cinque in condizioni normali.

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