Nella giornata di ieri la Ferrari ha presentato il suo nuovo team, mostrando diversi cambiamenti tra le gerarchie: si tratta del terzo “rimpasto” in appena otto mesi

La Scuderia Ferrari ha rivoluzionato ancora il suo team: si tratta della terza riorganizzazione tra le gerarchie in appena otto mesi. Le nuove direttive tecniche stanno modificando rapidamente le priorità di tutti i team, i quali, ora, si concentrano sullo sviluppo delle vetture 2022. In Ferrari questa sfida è stata particolarmente complicata, data la non competitività del suo propulsore 2020. Svilupparlo al meglio era di vitale importanza dato che le opportunità per ulteriori modifiche da ora in poi sono limitate.

Sulla scia delle modifiche dello scorso anno per propulsore e telaio, introdotto con breve preavviso causa pandemia, la Ferrari ha potenziato il reparto Performance Development. A dirigerla c’era l’ex capo dell’aeronautica Enrico Cardile, che faceva capo ai ‘capi’ delle divisioni power unit, Gualtieri, telai, Resta e sportiva, Mekies. La riorganizzazione non ha comportato licenziamenti ed è stata fatta, come l’ha definita all’epoca Mattia Binotto, “per velocizzare la progettazione e lo sviluppo sul fronte delle prestazioni della vettura”, dando più chiare linee di responsabilità.

Ma con il rinvio dei nuovi regolamenti di un anno, i limiti aerodinamici della SF1000 sono diventati improvvisamente molto più ‘pressanti’ poiché hanno avuto un forte impatto anche su questa stagione. Il team ha già compiuto enormi sforzi per sviluppare un propulsore più adatto a soddisfare i requisiti delle direttive tecniche. Il depotenziamento dell’anno scorso ha tolto al propulsore Ferrari circa 65 CV, proprio mentre Mercedes stava trovando circa 25 CV nei suoi propulsori.

Binotto: “La riorganizzazione è orientata al 2022”

Sviluppato il nuovo motore e la SF21, ora la priorità è quella di concentrarsi sui regolamenti 2022, incentrati su telaio ed aerodinamica. La nuova struttura tecnica, quindi, è proiettata verso questi nuovi obiettivi. “Credo sempre che un’organizzazione debba essere dinamica, un’organizzazione debba adattarsi a quelle che sono le sfide“, ha detto Binotto a The Race, a proposito della riorganizzazione del team.

E certamente oggi affrontiamo sempre nuove sfide, l’anno prossimo nel 2022 un nuovo progetto, il budget cap. Quindi, riteniamo che fosse necessario rendere la struttura più semplice e chiara. Ora abbiamo anche più chiarezza sulle responsabilità”.

Cardile ora è a capo di un Chassis Group, con al suo interno un Performance Group. Il Performance Group lavora insieme al Car Concept (guidato da David Sanchez) ed al Project Engineering (guidato da Fabio Montecchi).

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A proposito dell'autore

Cresciuto nel mito di Schumacher e della "rossa", appassionato di F1 e di motori, Copywriter e Marketer. Follow me: Linkedin: @Michele Cozzola

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