L’imminente Gran Premio del Giappone, che potrebbe, tra le altre cose, consegnare il titolo di campione del mondo a Max Verstappen, vede una Ferrari in lieve crescita e certamente votata all’attacco, ma con un grosso punto di domanda riguardante la gestione delle gomme.

La Ferrari si prepara alla trasferta giapponese con la consapevolezza di non avere più nulla da perdere. Le incoraggianti performance fatte vedere durante il Gran Premio di Singapore, considerata anche una Red Bull che sembra ormai aver mollato il colpo dato l’immenso vantaggio accumulato in classifica, lasciano presagire ad un assalto alla vittoria da parte del Cavallino, orfano del successo dal Gran Premio d’Austria.

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato però la Ferrari stessa, che, tramite Carlos Galbally, responsabile dell’area pneumatici, ha evidenziato le potenziali criticità del circuito giapponese:

“La pista è caratterizzata da tratti ad alta velocità con cambi di direzione, quindi l’energia generata nel pneumatico è tanta. Si tratta di un circuito anomalo per la distribuzione dello sforzo. Di tutto il calendario è il più equilibrato e simmetrico: ciò significa che l’energia prodotta dalle curve a destra è la stessa di quella prodotta dalle curve a sinistra. Proprio per queste ragioni la Pirelli porterà le tre mescole più dure della loro gamma (C1, C2 e C3), cosa che si verifica molto di rado durante l’anno. L’usura delle gomme è molto elevata a causa dei curvoni ad alta velocità e soprattutto a causa del livello di abrasività dell’asfalto, classificato come medio-alto. Tutti questi fattori, insieme ad un meteo spesso imprevedibile, rendono Suzuka una pista particolarmente probante per quanto concerne la gestione degli pneumatici.”

Quello che si augurano in Ferrari è che naturalmente tutto ciò non vada a favorire ancor di più la Red Bull, da qualche gara a questa parte la vettura nettamente più a suo agio nella gestione gomme.

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