Eccoci finalmente a Montecarlo,alla vigilia del gp più glamour dell’anno, che come da tradizione,aprirà le danze già da giovedì con le prime prove libere.

Unica, atipica e insidiosa. Con questi aggettivi si potrebbe descrivere il tracciato cittadino del Principato, sede del sesto appuntamento del mondiale di Formula 1 2018.

Eravamo rimasti a quanto successo in Spagna, dove tra la polemica gomme Pirelli e l’abolizione, da parte della FIA, di alcune componenti aerodinamiche utilizzate da Ferrari (vedasi specchietti che da questo gp dovranno essere modificati),  a dominare la scena sono state le due Mercedes di Hamilton, il quale sembra aver ritrovato “sé stesso” e Bottas.

Una grande prova di forza quella messa in campo da Mercedes, la quale con le gomme dal battistrada ridotto utilizzate a Barcellona (non presenti a Monaco), è riuscita a far funzionare la propria monoposto al meglio, non soffrendo i particolari problemi di overheating patiti a Baku. Lo stesso Toto Wolff, però, ha cercato di smorzare gli entusiasmi sulla possibilità di vedere una Mercedes dominante anche a Monaco, poichè ritiene che una serie di fattori positivi ha favorito lo strapotere in Spagna e per le stradine del Principato non è chiaro quanto potranno essere competitivi.

Chi invece potrebbe avere una buona occasione per vincere a Monte Carlo sono Ferrari e Red Bull. La Rossa, nel weekend spagnolo, ha incontrato le prime vere difficoltà del 2018: un set-up non ottimizzato e i problemi avuti alle 2 PU di Raikkonen (incluso il suo ritiro in gara) non hanno permesso di massimizzare il risultato. Dopo le decise polemiche sul cambiamento degli pneumatici, nei test post gp Vettel ha dichiarato che Ferrari doveva lavorare al meglio per risolvere i problemi avuti a Barcellona e che con le gomme usate sino a Baku, la situazione durante il Gp spagnolo sarebbe stata anche peggiore, scagionando Pirelli da qualsiasi favoritismo a favore di Mercedes.

Chi potrebbe sorprendere è la Red Bull, la quale possiede una monoposto a passo corto e ha dimostrato fino ad ora, di godere di un ottimo telaio e di un ottima meccanica: fondamentali parametri per compiere al meglio un giro per le stradine del Principato. Tra i due litiganti (Mercedes e Ferrari) il terzo (Red Bull) gode?

Un giro a Monte Carlo: come si affronta la pista più corta del mondiale?

Il circuito cittadino di Monte Carlo, con i suoi 3 337 m, è il tracciato più corto del mondiale. Nonostante la sua brevità e storicità, è uno dei circuiti più difficili da affrontare nel mondiale: manto stradale sconnesso (dossi e presenza di tombini), carreggiata molto stretta come nei tornantini  Grand Hotel Hairpin e  Rascasse oltre che all’ultima curva Antony Noghes. Inoltre, oltre alla difficoltà di percorrenza, durante il giro il pilota deve effettuare un numero di cambi marcia impressionati, superiore a qualsiasi altra gara nel calendario e ogni pilota che ha affrontato questo tracciato può dire con certezza che ogni errore che si commette tra le 19 curve del Principato…si paga a caro prezzo.

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Ogni curva che si affronta a Monte Carlo racconta una storia e per quanto molte persone sostengano come questo circuito cittadino sia “noioso” perchè non crea molto spettacolo durante la gara e il numero di sorpassi è sempre ridottissimo, questo è il luogo che ha consacrato molte leggende della Formula uno come Ayrton Senna o Michael Shumacher. Per questo motivo Monte Carlo non è solo una pista…ma un libro di ricordi e storie che vanno solo visti e ascoltati.

Per affrontare il circuito monegasco è fondamentale avere una vettura agile, reattiva sull’anteriore per affrontare i numerosi cambi di direzione, inoltre, vista la poca abrasività del manto stradale, è fondamentale portare alla giusta temperatura di esercizio gli pneumatici poiché, in questo tracciato, affrontare tutte quelle curve in successione a gomme fredde è molto rischioso. Servirà avere anche una buona trazione meccanica e un motore molto “soft” in accelerazione, sopratutto all’uscita dai tornantini, per evitare anomali pattinamenti e qualche effetto indesiderato (incidenti). La velocità sprigionata dalla PU non avrà molto peso, vista la presenza di soli due punti (rettifilo principale e il tunnel) dove sprigionare la potenza del propulsore.

A Monaco conta più che mai la qualifica vista la difficoltà di poter compiere sorpassi, anche se nelle ultime edizioni si è invertita questa tentenza visto che chi è partito dalla pole position non ha vinto il gp.

Ferrari e Monte Carlo : tra la storia e qualche annedoto

E’ l’anti-circuito per eccellenza, il nemico dei sorpassi, la negazione dell’efficienza (non del carico!) aerodinamico. Ma è anche carico di storia, tradizione, fascino. L’unico modo per apprezzare davvero il Gran Premio di Monaco – parliamo della gara automobilistica e non del contorno glamour – è trovarsi, almeno per un giorno, al lato della pista e godersi la vertiginosa sproporzione tra la larghezza del tracciato e la velocità delle monoposto.

I ricordi, gli aneddoti di questa gara sono migliaia e tanti riguardano la Ferrari. Dalla prima vittoria nell’edizione 1952, che non era titolata per la F.1 ma di corse con vetture Sport, al “tuffo” di Ascari, al dramma di Bandini nel ‘67, passando per l’impresa di Villeneuve targata 1981, gli anni magici di Michael Schumacher, fino alla doppietta Vettel-Raikkonen dell’anno passato.

E’ la pista dove, si dice, può succedere di tutto, anche se tante volte, almeno in gara, non succede un bel niente. L’unico tracciato la cui distanza è inferiore ai 305 Km “regolamentari”. Una trasferta vicina, ma pur sempre un rompicapo logistico, anche se i nuovi box inaugurati nel 2004 hanno semplificato il compito dei team. E quest’anno ci saranno altre novità nelle infrastrutture.

Le gomme scelte da Pirelli per Monaco

Pirelli, per il gp monegasco, ha deciso di portare la gamma di mescole più soft : SuperSoft, UltraSoft e HyperSoft.

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Vista la poca abrasività dell’asfalto, i team si sono proiettati a favore dell’utilizzo della nuova mescola Hypersoft, che farà il suo debutto proprio qui nel Principato.

Facendo un rapido escursus, tra i top team, è stata la Red Bull ad essere la più aggressiva nel scelta degli pneumatici, con ben 11 set di Hypersoft (su 13 set di gomme a disposizione) mentre Ferrari (10) e Mercedes (9) hanno fatto scelte più equilibrate. Per quanto riguarda le altre tipologie di gomme, scelta identica per i due alfieri della Ferrari con 2 Ultrasoft e 1 supersoft; scelte diversificate in casa Mercedes con Hamilton che ha scelto di avere 2 Supersoft e 2 Ultrasoft, mentre il compagno Bottas ha scelto una viola(3) in più a scapito di una gomma rossa (1). Per i due Red Bull un solo set di gomme di entrambe le mescole per entrambi i piloti.

Cosa accadde nel 2017?

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Edizione del 2017 che ha visto, dopo le qualifiche del sabato, una prima fila tutta rossa, con Kimi Raikkonen che di un soffio è riuscito a prendersi una meritata pole position che gli mancava da tantissime stagioni. Ha preceduto i compagno Sebastian Vettel di solo 43 millesimi e con Valtteri Bottas a completare la top 3,mentre Lewis Hamilton fu escluso dalla q3 a causa di un incidente alla chicane delle piscine da parte di Vandoorne mentre era nel suo giro veloce che fu costretto ad abortire.Fu un weekend dominato dalle due rosse che poi, a piloti invertiti, si è concluso con una bellisima doppietta, che a Monte Carlo mancava da più di un decennio.

Al via del gp, partenza pulita per entrambi gli alfieri della rossa che mantengono invariate le proprie posizioni, scambiandosi a più riprese i giri veloci in gara. Gara che procede normale fino al 25esimo giro, quando i primi doppiati fanno rallentare il ritmo alle due rosse, con Bottas e le due Red Bull che ne approfittarono per riavvicinarsi ai leader. Al 32esimo giro Verstappen inizia il valzer dei pit stop, tentando un undercut su Bottas, ma i meccanici Mercedes si riveleranno più rapidi e quindi Bottas, una volta effettuato il proprio cambio gomme, riuscì a rimanere davanti all’olandese. Due giri dopo, si fermò per il suo pit stop Raikkonen mentre Vettel proseguì per qualche giro: fu questa la chiave del successo del tedesco, perché Raikkonen ebbe bisogno di qualche giro per scaldare le gomme mentre Vettel approfittò della situazione per inanellare giri veloci che gli permisero, una volta effettuato il pit, di rimanere in prima posizione davanti al finlandese. Kimi si lamentò via radio per il fatto che avrebbe potuto fare qualche giro in più e non si spiegava il perché il compagno fosse riuscito a sopravanzarlo: a fine gara mostrò tutta la sua delusione.

La stessa sorte di Raikkonen toccò a Verstappen, poiché nel valzer dei pit stop oltre a Vettel fu anche Ricciardo a ritardare il proprio cambio gomme e con una serie di rapite tornate, riuscì a sopravanzare ai box sia il compagno di squadra sia Bottas, aggiudicandosi il podio. Non si è fatta attendere la reazione dell’olandese che sbottò con tantissimi “beep” alla radio…

Hamilton concluse la sua gara con un incolore settimo posto, non facilitato dal recupero visto che in un circuito come Monte Carlo superare è molto arduo. Ma ciò non giustificò il fatto che l’inglese ebbe uno dei suoi peggiori weekend del 2017.

Il podio dell’edizione 2017 del gp di Monaco con Vettel, Raikkonen e Ricciardo nel ordine

Ora la parola passa alla pista. Sarà l’ennesima edizione dove il vincitore non sarà il poleman del sabato? Domenica pomeriggio ne sapremo di più.

Di Giuly Bellani

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