F1 2026 motori o “motorini”? Il caso dei 500 CV che scuote il paddock: la verità tecnica dietro lo sfogo di Binotto

Vito Defonseca
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F1 2026 – Le nuove Power Unit della Formula 1 finiscono nel mirino: hanno davvero meno cavalli termici di una Formula 2? L’analisi dell’Ingegner Riccardo Romanelli sul futuro della categoria e le provocatorie parole dell’ex Team Principal Ferrari.

Il mondo della Formula 1 è in fermento, ma questa volta non sono le ali flessibili o i fondi piatti a far discutere, bensì il “cuore” delle monoposto. Un commento diventato virale sotto l’ultima puntata di Race Tech ha sollevato un polverone tecnico: i motori termici della Formula 1 attuale sono diventati dei “motorini”?

Formula 1 power unit newsf1.it
Formula 1 power unit newsf1.it

Il paradosso: F1 vs Formula 2

Il dato di partenza è quasi scioccante per un appassionato: la parte termica (ICE) degli attuali propulsori 1.6 turbo di F1 eroga circa 500 cavalli. Se confrontiamo questo numero con i 620 cavalli espressi dal motore termico di una Formula 2, il corto circuito mediatico è servito. Com’è possibile che la massima categoria del motorsport abbia “meno motore” della sua serie cadetta?

A rincarare la dose ci ha pensato Mattia Binotto. In una recente intervista, l’ex CEO di Audi F1 ed ex motorista Ferrari ha usato parole taglienti, definendo queste unità dei “motorini”. Secondo Binotto, il problema risiede nel nuovo ciclo regolamentare: con l’energia elettrica utilizzabile quasi esclusivamente in uscita di curva e per pochi secondi, il resto dei lunghi rettilinei graverà tutto su un propulsore termico dalla cilindrata ridotta.

L’analisi tecnica dell’Ing. Riccardo Romanelli

Intervenuto a NewsF1, l’ingegner Riccardo Romanelli ( di Walf Racing Cars) ha cercato di fare chiarezza, nobilitando una tecnologia che, sebbene meno “romantica” dei V12 anni ’90, resta un miracolo di ingegneria.

“Non si può negare che la cilindrata 1600 sia piccola”, spiega Romanelli. “Ma dobbiamo guardare la Power Unit nel suo insieme. Oggi parliamo di unità che pesano oltre 100 kg includendo turbo, batterie e sistemi ibridi. Nel 1992, un 12 cilindri da 3.500cc pesava meno di 100 kg. La densità di potenza specifica è altissima, ma è la filosofia a essere cambiata.”

Secondo l’esperto, ciò che rende questi “motorini” dei capolavori è l’efficienza e l’affidabilità:

  1. Chilometraggio estremo: Le unità odierne coprono distanze impensabili trent’anni fa con un decadimento prestazionale minimo.
  2. Gestione dell’energia: La sfida non è più solo la potenza bruta, ma come questa viene distribuita tra parte termica ed elettrica per minimizzare il drag (resistenza all’avanzamento).

Cosa aspettarsi in pista?

Le preoccupazioni di Binotto e dei tifosi riguardano la dinamica di guida. Con le nuove regole, vedremo macchine che accelerano fortissimo grazie all’ibrido, ma che potrebbero “sedersi” a metà rettilineo quando la spinta elettrica si esaurisce.

“Sarà interessante verificare le velocità minime di percorrenza in curva”, aggiunge Romanelli. “Il nuovo ciclo regolamentare punta su vetture ‘low drag’ (a bassa resistenza), il che compenserà in parte la natura ridotta del motore termico, ma il feeling sonoro e prestazionale puro resterà un tema caldo per i puristi.”

Guarda la puntata completa di Race Tech

F1 2026 Aston Ferrari
F1 2026 Aston Ferrari

Conclusione: Evoluzione o involuzione?

La Formula 1 sta attraversando una crisi d’identità tecnica. Se da un lato l’efficienza è ai massimi storici, dall’altro il rischio “declassamento” numerico rispetto ad altre categorie è reale. Tuttavia, definire queste Power Unit dei semplici “motorini” è forse ingeneroso: sono sistemi complessi dove il motore termico è solo un ingranaggio di una macchina energetica molto più vasta.

E voi cosa ne pensate? La F1 ha preso la strada giusta o dovrebbe tornare a far ruggire i motori termici senza limiti elettrici? Scrivetelo nei commenti!


Per approfondire tutte le analisi tecniche sui test di Barcellona e scoprire i segreti della nuova Aston Martin di Adrian Newey, non perdete l’ultima puntata di Race Tech sul nostro canale YouTube.

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