F1 2026: Il Caso Mercedes & la Power Unit! LA VERITA’ RACE TECH 131
La Formula 1 non è solo velocità, strategia e piloti eccezionali; è anche un campo di battaglia intellettuale dove ingegneri e legali dei team cercano costantemente di massimizzare le prestazioni, spesso navigando al limite del regolamento. Il caso delle presunte innovazioni nella Power Unit Mercedes per il F1 2026 riapre il dibattito su un confine sottile: quello tra l’interpretazione creativa delle norme e la ricerca di vere e proprie “scappatoie furbe”.

F1 2026 Il Regolamento: Spirito vs. Lettera
“Il regolamento tecnico di Formula 1 è pubblico,” ricorda l’ingegner Riccardo Romanelli durante la puntata di Race tech. “Ciascuno di noi va sul sito FIA.com, lo scarica e quello che trova ovviamente è tutto il regolamento nella sua interezza.” Ma la lettura di un testo normativo, specialmente uno così complesso e tecnico, lascia sempre spazio a diverse interpretazioni.
Qui entra in gioco l’abilità dei design team: prendere l’interpretazione che sembra essere quella “voluta” nello scrivere la regola, oppure “cercare delle interpretazioni sempre più borderline”. La sfida è proprio questa: aderire letteralmente a ciò che è scritto, pur provando a violare lo “spirito della regola” per ottenere un vantaggio.
Il Dialogo Costante con la FIA
Ogni team ha un canale costantemente aperto con la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA). Questo permette di chiedere chiarimenti su paragrafi ambigui o addirittura di sottoporre idee e soluzioni innovative per avere un parere sulla loro legalità.
“Tu potresti anche dire io sulla base di questo regolamento che pone questi vincoli ho pensato a questa soluzione che ritengo essere conforme al regolamento e voglio avere un parere di legalità di questo aspetto,” spiega Romanelli. Tuttavia, questa pratica non è esente da rischi. Chiedere alla FIA se un’interpretazione borderline è accettabile, espone il team al rischio di un “no” categorico, bloccando lo sviluppo.
Il Precedente del DAS e la Sottomissione delle Idee
Un esempio lampante di questa dinamica fu il sistema DAS (Dual Axis Steering) introdotto da Mercedes anni fa. Non era una semplice richiesta di chiarimento sul testo, ma la presentazione di una soluzione ingegnosa basata su un’interpretazione specifica del regolamento sullo sterzo.
Queste interlocuzioni private, dove un team sottopone un’idea a FIA, non diventano di dominio pubblico. Il motivo è chiaro: divulgare il design di una squadra avvantaggerebbe le concorrenti. “È chiaro che questo non diventa di dominio pubblico perché vorrebbe dire altrimenti fare un disclosure di un design di una squadra a vantaggio delle altre squadre,” chiarisce Romanelli.
Il Rischio e la Necessità di Chiarimento
Per un motorista, soprattutto nell’era moderna della F1 dove le Power Unit sono fornite anche ad altri team, il rischio di una non conformità al regolamento è enorme. Una squalifica o una non omologazione al primo Gran Premio avrebbe ripercussioni disastrose.
“Qualunque cosa un motorista possa aver trovato a livello migliorativo di performance borderline sulla regola, se è una cosa molto spinta, diciamo un’interpretazione molto furba del regolamento, è chiaro che non può non aver chiesto un parere a FIA,” conclude Romanelli.
Il caso della Power Unit F1 2026 di Mercedes, quindi, è un promemoria che l’ingegno tecnico e l’interpretazione regolamentare sono componenti inscindibili della Formula 1. Resta da vedere se ciò che è stato trovato si rivelerà un “uovo di colombo” geniale e legale, o un’interpretazione che la FIA deciderà di limitare per le stagioni future, come già accaduto in passato.
Qual è il vostro pensiero su queste “zone grigie” del regolamento in F1? Credete che le scappatoie facciano parte del gioco o dovrebbero essere eliminate? Dite la vostra nei commenti!
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