Il primo Gran Premio della nuova era regolamentare della Formula 1 2026 si è concluso con una doppietta Mercedes: George Russell ha preceduto il compagno di squadra Kimi Antonelli, mentre Charles Leclerc ha portato la Ferrari sul terzo gradino del podio davanti all’altra Rossa di Lewis Hamilton. Quinta posizione per Lando Norris, mentre Max Verstappen, autore di una rimonta spettacolare dalla ventesima posizione in griglia, ha chiuso sesto con la Red Bull.
- Qualifica dominata Mercedes, ma la gara racconta altro
- La partenza Ferrari e il duello Leclerc–Russell
- La strategia e la Virtual Safety Car
- Il possibile vantaggio Ferrari nei transitori
- Velocità di punta: il motore Mercedes non è dominante come sembra
- La vera differenza: la gestione energetica
- Il vantaggio software dei team ufficiali
- Efficienza del pacchetto Mercedes
- È davvero iniziata una nuova era Mercedes?
Un risultato che, almeno sulla carta, potrebbe far pensare a un ritorno dello strapotere Mercedes simile a quello visto all’inizio dell’era ibrida nel 2014. Tuttavia, osservando attentamente l’andamento della gara, il quadro appare più complesso e meno sbilanciato di quanto suggerito dalle qualifiche.
Qualifica dominata Mercedes, ma la gara racconta altro
Nella sessione di qualifica del sabato Mercedes aveva inflitto otto-nove decimi di distacco al resto del gruppo, un margine enorme che aveva immediatamente evocato i fantasmi del dominio visto all’inizio dell’era turbo-ibrida.
La gara, però, ha ridimensionato questa percezione.
Ferrari, ad esempio, in qualifica aveva mostrato evidenti difficoltà nella gestione dell’energia del sistema ibrido, tanto che la SF-26 non era riuscita neppure a superare i 320 km/h, segno evidente di un problema nella strategia di deployment elettrico. In gara questo limite sembra essere stato risolto, con prestazioni velocistiche molto più vicine a quelle Mercedes.

La partenza Ferrari e il duello Leclerc–Russell
La gara si è accesa subito allo start, con una partenza particolarmente efficace delle Ferrari. In particolare Leclerc, scattato dalla seconda fila, è riuscito a portarsi immediatamente in testa alla corsa.
Da lì è nato uno dei momenti più interessanti della gara: un duello molto intenso tra Leclerc e Russell, caratterizzato da diversi sorpassi e controsorpassi.
Gran parte delle manovre sono state rese possibili dall’introduzione dell’OVT Mode, una delle novità del regolamento 2026, che ha sostituito il tradizionale DRS come principale strumento di sorpasso.
Per diversi giri Ferrari è riuscita quindi a difendersi efficacemente dalla pressione Mercedes.
La strategia e la Virtual Safety Car
La situazione si è poi ribaltata a causa della strategia.
Ferrari ha scelto di allungare il primo stint, mentre Mercedes ha sfruttato una Virtual Safety Car per effettuare la sosta anticipata. Questa decisione ha permesso alle due vetture della Stella di guadagnare la leadership della gara.
Da quel momento in poi Ferrari ha provato a ricucire il distacco, ma il gap si è stabilizzato attorno ai 10 secondi, pur con il sospetto che Russell stesse gestendo il ritmo e la vettura.
Un distacco significativo, ma comunque molto inferiore rispetto al vantaggio mostrato in qualifica.
Il possibile vantaggio Ferrari nei transitori
Uno degli aspetti tecnici più discussi riguarda la scelta Ferrari di utilizzare una turbina di dimensioni più ridotte rispetto alla concorrenza.
Una soluzione che potrebbe offrire vantaggi soprattutto:
- in partenza
- nei transitori di accelerazione
- con vettura molto carica di carburante
Ridurre la dimensione della turbina, tuttavia, non è l’unica soluzione per limitare il turbo-lag. Altre ottimizzazioni all’interno del motore possono contribuire a migliorare la risposta del sistema di sovralimentazione.
In gara la Ferrari è sembrata particolarmente efficace proprio nelle fasi di accelerazione iniziale, un elemento che potrebbe confermare questa direzione progettuale.

Velocità di punta: il motore Mercedes non è dominante come sembra
Se si analizzano i dati del rettilineo che porta a curva 9, la differenza di velocità tra Russell e Leclerc nei giri più veloci di gara è stata di circa 2 km/h.
Un margine minimo, molto lontano dal gap apparso in qualifica.
Questo suggerisce che il vero vantaggio Mercedes non sia tanto nella potenza pura del motore, quanto piuttosto nella gestione dell’energia dell’intero sistema ibrido.
La vera differenza: la gestione energetica
Il punto chiave della gara sembra essere proprio la strategia di utilizzo dell’energia elettrica.
Ferrari ha utilizzato il motore elettrico in modo piuttosto aggressivo, soprattutto:
- sul rettilineo principale
- nel tratto tra curva 8 e curva 9
Questo però comportava un limite: arrivando verso il rettilineo che precede curva 11, la batteria risultava spesso scarica, impedendo un ulteriore utilizzo della componente elettrica.
Mercedes ha adottato invece una filosofia opposta.
In diverse fasi del giro Russell parzializzava l’acceleratore, talvolta anche in uscita di curva, per consentire alla power unit di ricaricare la batteria. L’energia accumulata veniva poi utilizzata sul rettilineo finale, generando un vantaggio progressivo.
In altre parole, Mercedes ha preferito rinunciare a potenza immediata in alcune fasi del giro per averne di più nei punti chiave.

Il vantaggio software dei team ufficiali
Questo aspetto è legato anche alla struttura della gestione motore.
I team clienti ricevono infatti il software della power unit come una sorta di “scatola chiusa”: possono modificare alcuni parametri operativi, ma non hanno accesso al codice sorgente.
Il costruttore ufficiale, invece, ha la possibilità di intervenire direttamente sulla logica di gestione del sistema.
In un regolamento dove la prestazione dipende fortemente dall’ottimizzazione energetica giro per giro, questo può rappresentare un vantaggio significativo.
Efficienza del pacchetto Mercedes
Non si tratta però soltanto di motore.
La Mercedes ha mostrato anche un eccellente bilanciamento della vettura.
Un segnale importante arriva dalla gestione delle gomme: mentre diversi competitor, tra cui McLaren e Red Bull, sono stati costretti a effettuare una seconda sosta a causa del degrado, Mercedes è riuscita a completare la gara con una sola sosta senza perdere prestazione.
Questo indica:
- ottimo grip meccanico
- bilanciamento aerodinamico molto efficace
- buona efficienza complessiva del pacchetto
Particolarmente interessante considerando che Melbourne richiede un compromesso difficile: ali relativamente scariche per limitare il drag sui rettilinei, ma allo stesso tempo una vettura stabile nelle sezioni guidate.
Nonostante il basso carico alare, Mercedes sembra riuscire a generare buon carico aerodinamico dal fondo, mantenendo quindi elevati livelli di grip.
È davvero iniziata una nuova era Mercedes?
Dopo il primo appuntamento stagionale è ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive.
La Mercedes ha certamente mostrato un pacchetto estremamente competitivo, ma il passo gara Ferrari è apparso molto più vicino rispetto a quanto visto in qualifica.
La prossima tappa sarà già tra una settimana in Cina, un circuito con caratteristiche molto diverse. Proprio lì si potrà capire se il vantaggio Mercedes dipende da una superiorità strutturale oppure da fattori più legati alle caratteristiche del tracciato e alla gestione energetica.
Come spesso accade all’inizio di un nuovo ciclo regolamentare, serviranno alcune gare per delineare con precisione i reali rapporti di forza.
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