F1 2026: Il ritorno del Rake è un falso mito. Ecco perché lo avevamo già spiegato (mentre altri arrivano oggi)

Vito Defonseca
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f1 2026 rake

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Mentre il mondo della Formula 1 si interroga sul futuro regolamento del 2026, assistiamo con un sorriso a chi, solo oggi, pubblica “approfondimenti tecnici” sulla fine dell’era dell’assetto picchiato. Peccato che su News F1, grazie al contributo di un ingegnere esperto con anni di attività nel cuore del paddock della Formula 1, queste risposte le avessimo già fornite oltre due mesi fa.

Se oggi leggete in giro che “l’effetto rake stile Newey è tecnicamente improbabile”, sappiate che non è una novità: è semplicemente l’eco di quanto emerso nella nostra intervista esclusiva, diventata evidentemente la fonte d’ispirazione (non dichiarata) per molti “esperti” dell’ultima ora.

Mercedes
Mercedes

Perché il Rake non tornerà nel 2026: La verità tecnica

Molti appassionati, vedendo il ritorno a un fondo più piatto nel 2026, hanno ipotizzato un ritorno alle monoposto “alte dietro” che hanno fatto la fortuna della Red Bull fino al 2021. Ma la realtà tecnica, discussa nei nostri studi già settimane fa, è ben diversa.

f1 2026 diffusore
f1 2026 diffusore

1. Il diffusore rimane “generoso”
Nonostante il cambio di volumi, il diffusore delle vetture 2026 non tornerà a essere il piccolo estrattore degli anni ’90. Come spiegato dal nostro ingegnere ospite, la geometria del fondo 2026 permetterà ancora un’espansione del flusso talmente efficiente da rendere più vantaggioso correre con la vettura bassa e piatta. Alzare il retrotreno significherebbe perdere quel “sigillo” che, con le limitazioni aerodinamiche future, sarà ancora più difficile da gestire rispetto al passato.

2. Aerodinamica Attiva: X-Mode e Z-Mode
Il vero game changer del 2026 non sarà l’inclinazione della vettura, ma l’aerodinamica attiva. Con l’introduzione dell’ala anteriore mobile (che lavorerà insieme al DRS posteriore), il bilanciamento della vettura cambierà drasticamente tra rettilineo e curva. In un contesto dove il carico viene “tagliato” artificialmente in rettilineo per ridurre il drag, cercare un’espansione extra tramite il rake è una complicazione meccanica che i team non vogliono (e non possono) permettersi.

3. Il fattore Newey e la “scia” dei media
È facile oggi fare il nome di Adrian Newey e collegarlo al rake per attirare clic. Ma la progettazione moderna, come sottolineato nella nostra analisi di due mesi fa, parte da modelli parametrici e simulazioni CFD che hanno già ampiamente dimostrato che la strada del rake estremo è un vicolo cieco per le regole 2026.

La differenza tra chi studia e chi copia

In Formula 1 il tempismo è tutto, non solo in pista ma anche nell’informazione. Analizzare i flussi d’aria e le zone grigie del regolamento richiede competenza ed esperienza diretta nei reparti corse.

C’è chi aspetta che un’intervista tecnica faccia il giro del web per poi rielaborarla e spacciarla per propria “analisi approfondita”, e c’è chi, come noi, vi porta direttamente la voce di chi le macchine le progetta davvero.

Volete la fonte originale? Andate a riguardare la nostra video-intervista di due mesi fa: troverete esattamente le stesse spiegazioni che oggi qualcuno cerca di vendervi come “nuove scoperte”.

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