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Cosa è emerso dal primo test della F1 2026 a Barcellona? Analizziamo le prime informazioni su team, piloti, Power Unit e tempi sul giro.
Si è conclusa ieri la prima sessione di test della F1 2026, organizzata dalle scuderie al Circuit de Barcelona-Catalunya in preparazione alla nuova stagione della categoria regina. Dopo cinque giorni di attività, le scuderie hanno azzerato i timori di rivivere una situazione simile al 2014, quando l’introduzione delle Power Unit ibride aveva messo in grossa difficoltà tutti i competitor. Nonostante qualche prevedibile problema di gioventù, i nuovi propulsori spinti da carburanti 100% sostenibili e caratterizzati da un contributo quasi paritario della parte elettrica e di quella a combustione interna hanno dimostrato un livello di affidabilità nettamente superiore alle previsioni, anche se ancora sarà da verificare la loro tenuta quando i team andranno a cercare la performance. Per il momento, la grande sconfitta del primo test è la Williams, che non ha partecipato allo shakedown per ritardi nella produzione di componenti e nell’assemblaggio della FW48.
Totale giri per team nello shakedown F1 2026:
1) Mercedes 500 (149 + 183 + 168)
2) Ferrari 440 (123 + 172 + 145)
3) Haas 386 (154 + 42 + 190)
4) Alpine 349 (60 + 125 + 164)
5) Racing Bulls 319 (88 + 120 + 111)
6) Red Bull 294 (107 + 69 + 118)
7) McLaren 290 (76 + 48 + 166)
8) Audi 240 (27 + 68 + 145)
9) Cadillac 164 (44 + 66 + 54)
10) Aston Martin 66 (5 + 61)
11) Williams 0

Per quanto riguarda gli altri team, invece, c’è chi può sorridere per il chilometraggio accumulato dalla nuova monoposto, mentre alcune scuderie hanno fatto più fatica a girare con costanza a causa di frequenti problemi di gioventù. I dati di chilometraggio team per team premiano la grande favorita della vigilia, Mercedes, che ha anche lasciato Barcellona con un giorno di anticipo dopo aver completato 500 giri, e la Ferrari, che ha accumulato 440 tornate nell’arco delle tre giornate concesse, tra cui una (la prima in cui la Rossa è scesa in pista) pesantemente condizionata dal maltempo.
I più in difficoltà sono i nuovi arrivati, Cadillac e Audi, anche se quest’ultima ha accumulato molti giri nella terza giornata dopo i problemi tecnici delle uscite precedenti. Il team americano, invece, ha effettuato molti run interrotti l’uno tra l’altro da qualche inconveniente tecnico, ma c’è da sottolineare che la vettura non si è mai fermata in pista. Test solido anche per Haas, Alpine e Racing Bulls, nonostante piccoli problema di affidabilità che hanno causato interruzioni all’attività in pista per Bearman, Colapinto, Lindblad e Lawson. Stesso discorso vale per McLaren, scesa in pista solo al mercoledì, che ha perso tutto il secondo pomeriggio di lavoro con Piastri per un sospetto problema al sistema di alimentazione della MCL40.

Come Ferrari, anche Red Bull è stata limitata dal maltempo di martedì, ma la scuderia anglo-austriaca ha anche pagato il pesante incidente di Hadjar, che ha obbligato il team a far arrivare dall’Inghilterra alcuni pezzi di ricambio e a tornare in pista solo al venerdì. Il mistero dello shakedown è la prima Aston Martin targata Adrian Newey e spinta dal motore Honda: la vettura ha debuttato solo nel tardo pomeriggio di giovedì, fermandosi in pista dopo appena cinque giri, ma il suo design aggressivo ha attirato l’attenzione di tutti. In testa all’articolo l’analisi degli ingegneri di Newsf1.it sull’impressionante lavoro svolto dal team con sede a Silverstone.
In termini di Power Unit, nessun team ha pubblicamente dichiarato di aver subito rotture di particolare rilievo, anche se non è dato sapere in quale modalità i propulsori sono stati testati. Chilometraggio più che soddisfacente per Mercedes e Ferrari, mentre sorprende l’affidabilità del nuovo motore Red Bull Powertrains-Ford. Si sono verificati, invece, i prevedibili difetti di gioventù sulla Power Unit Audi già preannunciati da Mattia Binotto prima del test. I pochissimi giri inanellati dalla AMR26, invece, rendono impossibile un giudizio sulla prima uscita del nuovo motore Honda.
Totale giri per Power Unit nello shakedown F1 2026:
1) Mercedes 1139
2) Ferrari 990
3) RBPT-Ford 613
4) Audi 240
5) Honda 66



Anche i piloti hanno guadagnato importanti chilometri ed esperienza al volante delle nuove monoposto F1 2026, con la classifica dominata, anche in questo caso, dagli alfieri della Stella d’Argento, tra i quali si è inserito un raggiante Esteban Ocon. Di fianco a ciascun pilota è riportato il miglior tempo fatto registrare nell’arco dei cinque giorni, con la miglior prestazione dei test siglata da Lewis Hamilton nell’ultima sessione. Come di consueto in un test non ufficiale, è d’obbligo sottolineare che i tempi sul giro sono di scarsissima rilevanza, dato che i carichi di benzina, la mescola delle gomme, le condizioni del tracciato, le modalità della Power Unit e molti altri fattori sono sconosciuti.
Totale giri per pilota e miglior tempo nello shakedown F1 2026
1) Russell 263 (93 + 92 + 78) –1:16.445 (2°)
2) Ocon 239 (154 + 85) – 1:18.393 (10°)
3) Antonelli 237 (56 + 91 + 90) – 1:17.081 (5°)
4) Leclerc 233 (66 + 89 + 78) – 1:16.653 (4°)
5) Gasly 231 (67 + 164) – 1:17.707 (8°)
6) Hamilton 207 (57 + 83 + 67) –1:16.348 (1°)
7) Lindblad 167 (120 + 47) – 1:18.451 (12°)
8) Norris 162 (76 + 86) – 1:16.594 (3°)
9) Lawson 152 (88 + 64) – 1:18.840 (13°)
10) Hadjar 149 (107 + 42) –1:18.159 (9°)
11) Bearman 147 (42 + 107) – 1:18.423 (11°)
12) Hulkenberg 146 (68 + 78) – 1:19.870 (15°)
13) Verstappen 145 (27 + 118) – 1:17.586 (7°)
14) Piastri 128 (48 + 80) – 1:17.446 (6°)
15) Colapinto 118 (60 + 58) – 1:19.150 (14°)
16) Bortoleto 94 (27 + 67) – 1:20.179 (16°)
17) Bottas 87 (33 + 54) – 1:20.920 (18°)
18) Pérez 77 (11 + 66) – 1:21.024 (19°)
19) Alonso 61 – 1:20.795 (17°)
20) Stroll 5 – 1:46.404 (20°)
21) Sainz 0 – n.a.
22) Albon 0 – n.a.
