La stagione F1 2026 si annuncia come una delle più rivoluzionarie e controverse dell’era moderna. Undici costruttori, quattro motoristi e un nuovo regolamento tecnico hanno già acceso una durissima battaglia politica, con Mercedes finita nel mirino di Honda, Audi e Ferrari. Al centro del contendere, il rapporto di compressione del motore termico e i metodi di verifica adottati dalla FIA.
F1 2026: una stagione già decisiva
Undici costruttori si sfideranno su 24 circuiti dall’8 marzo al 6 dicembre 2026. I motoristi coinvolti saranno quattro: Mercedes, Honda, Ferrari, Red Bull Powertrains/Ford e Audi. Migliaia di tecnici sono già al lavoro per preparare quella che Liberty Media ha voluto come la stagione più rivoluzionaria della Formula 1 moderna.
Dal 2017, con il passaggio di proprietà a Liberty Media, la categoria ha cambiato pelle: più spettacolo, maggiore visibilità globale, nuovi target generazionali. Ma, al netto della trasformazione in show, lo spirito competitivo e l’estremizzazione tecnica restano intatti.
Tecnica e politica: un binomio inscindibile
Lontano dalle telecamere di Netflix, ingegneri e progettisti cercano soluzioni estreme per ottenere un vantaggio competitivo. Tuttavia, come spesso accade in Formula 1, alla tecnica si affianca un altro elemento mai scomparso: la politica.
I rapporti tra FIA, Formula 1, team principal, sponsor e costruttori hanno storicamente inciso sugli equilibri sportivi, influenzando gare e stagioni intere. Anche il 2026 non fa eccezione.
Il nodo del rapporto di compressione
La disputa attuale coinvolge direttamente Mercedes. Secondo quanto emerso, il costruttore tedesco avrebbe sviluppato un propulsore capace, grazie all’uso di leghe speciali su alcune componenti, di modificare a caldo il rapporto di compressione massimo imposto dal regolamento, fissato a 16:1.
Il punto critico risiede nei controlli: l’unica modalità ispettiva prevista dalla FIA avverrebbe a motore fermo e a temperatura ambiente, condizione nella quale il rapporto risulterebbe perfettamente conforme alle norme.
Le carte in gioco tra i motoristi
Mercedes ha inizialmente ribadito la piena legalità del proprio motore, sostenendo che il progetto sia stato avallato dalla FIA stessa in fase di sviluppo. Successivamente, il costruttore di Brackley ha provocato apertamente i rivali, accusandoli di protestare per incapacità tecnica.
Di contro, Audi, Honda e Ferrari chiedono il rispetto rigoroso del regolamento, sostenendo che il rapporto di compressione debba rimanere invariato in ogni condizione di funzionamento. I tre motoristi minacciano reclami ufficiali, ma al tempo stesso lavorano a soluzioni alternative, temendo un immobilismo federale.
Durante l’ultimo di tre incontri con la FIA, è stata proposta una nuova metodologia di verifica del rapporto di compressione a caldo, seppur in condizioni statiche. Una soluzione che implicherebbe però una modifica regolamentare, approvabile solo con il consenso di almeno quattro motoristi, di Liberty Media e della FIA.

Red Bull Powertrains ago della bilancia
In questo scenario complesso, Red Bull Powertrains/Ford assume un ruolo chiave. Inizialmente neutrale, il nuovo motorista sembrerebbe ora favorevole alla proposta avanzata da Ferrari, Audi e Honda.
Una posizione che metterebbe Mercedes in minoranza e che ha già spinto il team tedesco a ventilare l’ipotesi di ricorsi legali, qualora il regolamento venisse modificato in corsa.
Liberty Media e lo spettacolo della polemica
Con il 2026 già al centro di polemiche prima ancora dei test, Liberty Media appare come il grande beneficiario della situazione. Il clima di tensione accende il dibattito tra gli appassionati e contribuisce a mascherare sessioni di test poco indicative, aumentando attesa e frenesia.
L’obiettivo sembra chiaro: evitare il ripetersi di una supremazia prolungata come quella Mercedes post-2014, percepita nel tempo come penalizzante per lo spettacolo e l’interesse globale.
L’esito prima di Melbourne
Dopo la fine dell’era Todt, Ferrari ha progressivamente perso peso politico, rimanendo spesso silenziosa o penalizzata, come nel caso del motore 2019. Se i tifosi sono ormai abituati a una Ferrari inseguitrice, cresce invece la stanchezza verso una percepita egemonia Mercedes guidata da Toto Wolff.
L’eventuale fronte comune dei motoristi potrebbe rappresentare un argine alle strategie di Brackley. Red Bull Powertrains, inoltre, non avrebbe interesse a favorire un contesto che possa spingere Max Verstappen verso Mercedes.
In Formula 1, però, le variabili restano molteplici e l’equilibrio può cambiare rapidamente.
Analisi finale
La battaglia sui motori 2026 conferma come la Formula 1 resti un terreno di scontro tecnico e politico di altissimo livello. La gestione del caso Mercedes da parte della FIA sarà determinante non solo per l’equità sportiva, ma anche per la credibilità del nuovo ciclo regolamentare. Il rischio è che la stagione inizi sotto il segno della polemica, ma è proprio da questi equilibri instabili che spesso nascono i campionati più combattuti.
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