F1 2026: Cosa stanno testando davvero Ferrari e Mercedes? 

Vito Defonseca
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F1 2026 test pirelli ferrari budapest

F1 2026 Gli scatti che stanno circolando in rete dalla pista di Abu Dhabi, con le “mule” Ferrari e Mercedes in azione, mostrano i primi tentativi di correlazione dati per la grandiosa rivoluzione dell’Aerodinamica Attiva. Se oggi siamo abituati all’attuale DRS, tra due anni tutto cambierà con l’introduzione di due concetti chiave: Z-Mode e X-Mode.

Grazie alle intuizioni di esperti di aerodinamica che hanno parlato in esclusiva con Newsf1.it, analizziamo cosa si cela dietro questi test e come gli stili di guida dovranno adattarsi.

“Le vetture avranno meno carico aerodinamico in curva e saranno più difficili da gestire,” avvertono gli addetti ai lavori. “È probabile che curve come Eau Rouge non saranno più a tutto gas. Questo vuol dire che si allargherà il gap tra i piloti, solo i migliori riusciranno a portare al limite queste monoposto.”

Ferrari ala ricostruzione foto credits Media Pirelli
Ferrari ala ricostruzione foto credits Media PirelliBeganovic of Sweden driving the (38) Scuderia Ferrari SF-25 drives on track during F1 Testing at Yas Marina Circuit on December 09, 2025 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Una F1 più dura, più spettacolare?

L’obiettivo di Liberty Media e della FIA sembra chiaro: togliere quella “perfezione” ingegneristica che rende le attuali monoposto “sui binari” e reintrodurre la variabilità.
Se oggi un pilota “standard” può fidarsi ciecamente della vettura nelle curve ad alta velocità, domani dovrà gestire una “bestia” che “vola” sui rettilinei grazie all’X-Mode ma che richiederà sensibilità e coraggio in fase di frenata e ingresso curva.

Le “monoposto mostruose” viste ad Abu Dhabi appaiono sgraziate e preliminari, ma nascondono il segreto di una Formula 1 dove il pilota potrà, finalmente, tornare a fare la differenza.

F1 2026 Z X Mode
F1 2026 Z X Mode

Z-Mode e X-Mode: Come funziona l’aerodinamica attiva

Il regolamento 2026 eliminerà il DRS come lo conosciamo oggi per introdurre un sistema di gestione dell’aria molto più complesso.

  • Z-Mode (Standard): È la configurazione “chiusa”. Entrambe le ali (anteriore e posteriore) sono settate per generare il massimo carico aerodinamico. È la modalità che i piloti useranno in curva e nelle fasi guidate.
  • X-Mode (Low Drag): È la modalità “aperta” per i rettilinei. Qui sta la rivoluzione: non si aprirà solo l’ala posteriore, ma si muoveranno anche i flap dell’ala anteriore per ridurre drasticamente la resistenza all’avanzamento.

Perché i test di Abu Dhabi sono fondamentali?

Quello che i team come Ferrari e Mercedes stanno cercando di capire con questi test “ibridi” (ali nuove su macchine vecchie) è come gestire il bilanciamento.
Attivare l’X-Mode significa togliere carico improvvisamente. Se questo non avviene in modo perfettamente sincronizzato tra anteriore e posteriore, la vettura diventa instabile. I team stanno raccogliendo dati per evitare che nel 2026 le macchine diventino inguidabili durante la transizione tra le due modalità.

L’impatto sui piloti: “Tornerà a contare il manico”

La parte più interessante dell’analisi di Mangioni riguarda però lo stile di guida. Oggi le vetture di F1 hanno così tanto carico che curve leggendarie come l’Eau Rouge – Raidillon a Spa vengono percorse in pieno (senza alzare il piede) da tutti i piloti, con qualsiasi macchina.

F1 2026 Ali flessibili
F1 2026 Ali flessibili

Una F1 più difficile e spettacolare?

L’obiettivo di Liberty Media e della FIA sembra chiaro: togliere la “perfezione” ingegneristica che rende le auto attuali dei binari e restituire variabilità.
Se oggi un pilota “normale” può fidarsi ciecamente della macchina in curve veloci, domani dovrà gestire un mezzo più scorbutico, che “veleggia” in rettilineo grazie all’X-Mode ma che richiede sensibilità e coraggio in staccata e inserimento.

I “mostri” visti ad Abu Dhabi sono sgraziati e preliminari, ma nascondono il segreto per una Formula 1 dove il pilota potrebbe, finalmente, tornare a fare la differenza.

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