Tra le scuderie F1 2026 che hanno saputo distinguersi, Audi ha indubbiamente catturato l’attenzione, presentando una monoposto con un design sorprendentemente originale, specialmente nella zona delle pance.
Un Carattere Inatteso: Le Pance “Personali” di Audi
Mentre molte squadre sembrano seguire tendenze aerodinamiche consolidate, Audi ha scelto una strada tutta sua. Come evidenziato dall’ingegner Riccardo Romanelli, il design delle pance di Audi è emerso come il più significativamente diverso rispetto a quanto visto finora, mostrando finalmente un “carattere” distintivo che mancava nei primi concept.
Durante lo shakedown iniziale, la vettura aveva presentato forme più “canoniche”. Tuttavia, i test in Bahrain hanno rivelato la versione definitiva, frutto di un ribaltamento concettuale, che ha lasciato tutti a bocca aperta per la sua audacia.

Verticale contro Orizzontale: La Rivoluzione delle Prese Radiatori
Due aspetti in particolare spiccano nel design Audi:
- Orientazione delle Prese dei Radiatori: A differenza della gran parte delle altre squadre, che hanno sviluppato le prese dei radiatori in senso trasversale e sulla parte più alta, Audi ha optato per uno sviluppo in verticale. Questa scelta, unita ai solchi e alle concavità evidenti sulla parte superiore delle pance, suggerisce un approccio innovativo all’alimentazione del flusso.
- Forma Discendente e Larghezza delle Pance: La pancia di Audi si presenta con una forma estremamente discendente in vista laterale e una notevole larghezza nella zona posteriore. Nonostante la larghezza, l’ingegner Romanelli non rileva criticità in termini di separazioni del flusso che potrebbero impattare negativamente sul drag alle alte velocità.

Un Flusso “Dall’Alto”: La Filosofia Aerodinamica di Audi
Il concept di Audi sembra concentrarsi sull’alimentazione della fondamentale zona posteriore della vettura (quella all’interno delle due ruote posteriori) prevalentemente dal flusso che scorre dalla parte alta della pancia alla parte sopra l’estrattore. In questo modo, si divide il lavoro di ciò che avviene nella parte alta del telaio attorno all’air scoop e agli attacchi dell’ala posteriore.
Questo approccio si pone agli antipodi rispetto a quello adottato da Aston Martin, per esempio, che estremizza la gestione dei flussi sotto le pance per massimizzare l’outwash della scia delle ruote anteriori. Audi, invece, sembra puntare a una diversa separazione del corpo vettura rispetto alla ruota anteriore e alla generazione delle aree di pressione davanti all’imbocco dei radiatori.

Confronto Estremo: Chi avrà Ragione nel 2026?
L’audacia di Audi, che ha scelto di deviare dalle tendenze più consolidate, rende il confronto con i rivali ancora più affascinante. Con approcci così marcatamente diversi, è chiaro che una delle due direzioni aerodoniche si rivelerà, nel tempo, più efficace dell’altra.
Gli ingegneri si stanno “sbizzarrendo”, e solo la pista e lo sviluppo futuro ci diranno quale di queste soluzioni estreme saprà dominare la Formula 1 del 2026. L’unica certezza è che Audi ha mostrato un carattere e una visione chiara, e questo è già un ottimo punto di partenza.
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Fonte
NEWSF1 RACE TECH
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