Prese d’aria F1 2026: Perché la soluzione Ferrari è più efficiente della Aston Martin?

Vito Defonseca
5 Min Read
ferrari SF 26 F1 2026 Prese d'aria

F1 2026 – Uno dei segreti meglio custoditi (e più visibili) delle nuove monoposto di Formula 1 riguarda la gestione del raffreddamento e della resistenza all’avanzamento. Nel recente confronto tra le immagini della Ferrari SF-26 e della Aston Martin AMR26, è emersa una differenza macroscopica nell’orientamento delle prese d’aria laterali.

Mentre molti si fermano all’estetica, la fisica dei flussi ci racconta una storia molto diversa: quella di una Ferrari che cerca l’efficienza naturale contro una Aston Martin che sembra costretta a “forzare” la mano.

Il concetto di “Muro Virtuale” aerodinamico

Per capire queste scelte, dobbiamo partire da un principio base: l’aria non può entrare tutta e subito nei radiatori. Una volta che il sistema di raffreddamento è “saturo”, l’aria in eccesso tende a sbattere contro la presa d’aria.

Se la bocca d’ingresso è verticale (come visto su alcune soluzioni meno evolute, ad esempio in parte sulla Williams), si crea una sorta di muro virtuale. Questo genera una sovrapressione enorme davanti alla pancia, aumentando drasticamente la resistenza all’avanzamento (il drag) e rallentando la vettura in rettilineo.

ferrari SF 26 F1 2026 Prese d'aria
ferrari SF 26 F1 2026 Prese d’aria

Ferrari: La rampa verso l’alta pressione

La Ferrari ha adottato una presa d’aria obliqua rivolta verso il basso. Perché questa scelta è geniale?

  • Zona di Alta Pressione: L’imboccatura si trova in un’area dove l’aria spinge naturalmente verso l’interno del corpo vettura. Questo garantisce un afflusso d’aria costante ai radiatori senza sforzo.
  • Via di fuga: L’inclinazione verso il basso crea una “rampa” naturale per l’aria in eccesso. Invece di sbattere e creare turbolenza, l’aria che non entra viene indirizzata fluidamente verso il canale laterale e il retrotreno.

Il risultato è un sistema di raffreddamento che “respira” meglio e una vettura che scivola nell’aria con meno resistenza.

Aston Martin: La sfida della depressione

Al contrario, l’Aston Martin ha scelto prese d’aria oblique ma rivolte verso l’alto. Questa superficie inclinata verso il cielo crea una dinamica opposta a quella Ferrari:

  • Zona di Depressione: Quando l’aria scavalca la pancia verso l’alto, crea una depressione localizzata proprio davanti alla bocca d’ingresso. L’aria, in pratica, “fatica” a entrare perché non è spinta dalla pressione.
  • Il problema del “Risucchio”: Per ovviare a questa carenza di aria interna, l’Aston Martin è stata costretta a disegnare enormi bocche di scarico nella parte posteriore delle pance. Queste servono a creare un effetto risucchio: l’aria calda viene tirata fuori dal retro per costringere l’aria fresca ad entrare dal davanti.
F1 2026 Aston AMR26 Alonso Test
F1 2026 Aston AMR26 Alonso Test

Conseguenze sull’aerodinamica posteriore

Questa differenza si traduce in un retrotreno molto diverso. La Ferrari può permettersi una carrozzeria posteriore estremamente affusolata e “snella”, perché il calore viene evacuato in modo naturale. L’Aston Martin, invece, presenta ingombri maggiori e flussi più disturbati a causa delle grandi aperture necessarie per far sfogare il calore.

In Formula 1, la pulizia dei flussi che arrivano all’ala posteriore e al diffusore è tutto. In questo senso, la “semplicità” della gestione termica Ferrari sembra essere un vantaggio competitivo enorme rispetto alla soluzione più “forzata” vista sulla vettura di Silverstone.

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