Tutto è cominciato nel 2009 con l’introduzione del KERS (un sistema che recupera l’energia cinetica dispersa in frenata riutilizzandola sotto forma di energia elettrica), a cosa si voleva arrivare da parte della FIA? Una maggiore efficienza del motore termico sicuramente, ma da quale bisogno è nata l’introduzione di un tale sistema sulle vetture di Formula Uno? Si potrebbe rispondere che quella potenza extra, erogabile per un massimo di 6,6 secondi a giro e pari a circa 80 cv, avrebbe favorito i sorpassi oltre che far compiere un passo avanti nella direzione di produrre veicoli a maggior efficienza energetica. La Federazione Internazionale allora si è arrogata il compito di dare l’indicazione su quale strada seguire ai fabbricanti di automobili, è vero che molti costruttori hanno investito ingenti somme negli ultimi anni nella realizzazione di veicoli ibridi ed elettrici, e questa corsa non si sta fermando, anzi sempre più modelli vengono sfornati dalle case automobilistiche però i dati delle vendite non sono così positivi, soprattutto in alcuni mercati, come quello Italiano, il cliente evidentemente fatica a comprendere un prodotto che necessita di colonnine di ricarica introvabili, ha un prezzo d’acquisto molto alto e soffre i classici problemi di una nuova tecnologia. Il bisogno di produrre ed inserire sul mercato vetture ibride od elettriche potrebbe forse nascere dal bisogno di staccarsi dalla dipendenza al petrolio, motivazione non accettabile visto che le riserve di petrolio saranno sufficienti a ’sfamare’ il globo per i prossimi 70 anni (fonte Servizio geologico degli Stati Uniti, Usgs), sono esclusi da questa stima paesi come quelli arabi che non diffondono notizie certe sulle riserve e le nuove tecniche di estrazione degli idrocarburi non convenzionali grazie ai quali probabilmente gli USA diventeranno nel 2015 i primi produttori mondiali. E’ forse la volontà ed il bisogno di inquinare meno che spinge la ricerca verso le tecnologie che saranno usate quest’anno in F1 che sarà una vera e propria ’palestra’ per tali ambiziosi progetti ’green’, la domanda vera è se veramente c’era bisogno di rivoluzionare la massima formula in questo modo; sicuramente bisognava cambiare perché i motori congelati e il dominio di una sola Scuderia per 4 anni stavano facendo scendere l’interesse per il circus, ma la strada da intraprendere poteva essere molto diversa, la F1 deve rimanere la massima espressione dello sport automobilistico e questo si ottiene anche regalando fascino alla competizione non solo garantendole la massima espressione tecnica ma anche una continuità col passato, ridurre la cilindrata e il numero dei cilindri di queste vetture quando poi le più belle ’dreamcar’ del mondo arrivano anche a 7000 cc non ha molto senso, tale compito poteva essere ’svolto’ dalle case automobilistiche che corrono in altre serie, oppure si potevano imporre sistemi di recupero energia a differenti architetture motoristiche; oltretutto se lo sviluppo verrà congelato, dopo un certo tempo si tornerà a privilegiare livelli di efficienza aerodinamica più che propulsiva; c’è da considerare, inoltre, come alcuni di questi apparati difficilmente li vedremo montati su vetture di serie, motori di 1000 cc sovralimentati con recupero energia, pacchi batteria, sistemi di raffreddamento altamente sofisticati renderanno questi veicoli costosi e il risparmio in termini di consumo risibile rispetto a motorizzazioni simili alimentate ad esempio a gasolio (in Europa ormai al 50% delle vendite), la realtà è che le automobili moderne sono troppo pesanti, hanno una miriade di accessori che aumentano notevolmente la massa e quindi inevitabilmente consumano molto carburante, se poi l’energia elettrica necessaria per ricaricare un veicolo è prodotta con energie non rinnovabili tutto questo ha poco senso.

Per quanto tempo ancora non sentiremo il pauroso rombo di un 12 cilindri in F1 ? Io credo francamente mai più, la direzione è stata scelta dai vertici della Federazione Internazionale e tornare indietro sarebbe l’ammissione implicita di aver fatto scelte sbagliate. Nonostante questo c’è una forte curiosità ed eccitazione nell’assistere ad un nuovo campionato con nuove regole e sfide tecnologiche importanti, come sempre accade quando si cambia radicalmente, ci si augura che questo interesse ci sia anche fra 2-3 anni, quando, sembra, che l’unica concessione potrebbe essere quella di adottare turbine a geometria variabile, non una novità per le vetture normalmente circolanti sulle strade…

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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