Il Gran Premio d’Europa regala al mondo una delle prestazioni più incredibili di Ayrton Senna sulla pista di Donington Park. La McLaren #8 rifila un giro al rivale Alain Prost sulla dominante Williams.

L’11 aprile di 27 anni or sono, nella domenica di Pasqua del 1993, Ayrton Senna dava una delle più grandi lezioni di guida della sua carriera sul tracciato di Donington Park. In quella stagione, la Williams Renault di Alain Prost e del compagno di squadra Damon Hill era la monoposto da battere grazie alle sospensioni attive, che già nel 1992 regalarono il titolo a Nigel Mansell. Dopo alcuni anni di dominio, la McLaren Honda aveva iniziato il proprio declino, passando ai propulsori Ford nel ’93.

Il potenziale delle due monoposto britanniche è ben diverso a favore del team di Sir Frank, ma il talento di Magic regalerà alcune perle incredibili nonostante l’inferiorità del proprio mezzo. Il campionato del mondo inizia il 14 marzo in Sudafrica, e come previsto, il rientrante Prost ( che veniva da un anno sabbatico) fa segnare la pole e vince la corsa. Secondo è proprio Senna, attardato di un minuto e venti secondi dal grande rivale. Il mondiale sembra già ben indirizzato, ma Ayrton fornisce una prestazione eccellente due settimane più tardi in Brasile, a casa sua, dove trionfa per la seconda volta grazie alle condizioni di bagnato. Prost si ritira e così ”Magic” sale in testa alla classifica piloti.

La terza prova è prevista proprio a Donington, dove si disputa il Gran Premio d’Europa. Le qualifiche si disputano sull’asciutto, con le Williams che sono imprendibili come al solito. Prost fa registrare la terza pole consecutiva, precedendo Hill. Il terzo tempo è della Benetton Ford di Michael Schumacher che si prende un secondo e mezzo dal battistrada. Senna è solo quarto. Sulla griglia di partenza c’è un segnale positivo per Ayrton: la pioggia. La McLaren #8 parte male e viene scavalcata dalla Sauber di Karl Wendlinger, ma subito dopo arriva una reazione impressionante del tre volte campione del mondo. In un solo giro, Senna sopravanza l’austriaco, Schumacher, Hill ed infine Prost, trovandosi al comando delle operazioni a due curve dal termine della prima tornata.

Il ritmo imposto da Senna sul tracciato di Donington è impressionante, con un vantaggio sugli inseguitori che aumenta continuamente. La gara è caratterizzata da un clima mutevole, con acquazzoni violenti che si alternano continuamente. Il brasiliano è perfetto nell’interpretare alla perfezione ogni cambiamento del tempo, mentre le Williams vanno in confusione e si ritrovano lontanissime dal leader. Hill riesce ad avere ragione di un Prost irriconoscibile, chiudendo in seconda posizione con un minuto e ventitre secondi di ritardo dal campione paulista. Il ”professore” è solo terzo e si ritrova doppiato, con un distacco che nella classifica iridata sale a ben 12 punti dal suo rivale. Nel proseguimento di quel campionato, il francese ritroverà competitività andando agevolmente a vincere il quarto titolo della sua carriera, ritirandosi a fine stagione e cedendo il volante della Williams proprio a Senna.

Nel 1993 la McLaren era troppo inferiore per permettere ad Ayrton di competere per il mondiale, ma giornate come quella del GP d’Europa sono diventate delle vere e proprie pagine di storia firmate dall’asso classe 1960. Purtroppo, di lì a poco più di un anno, il sogno brasiliano si interromperà contro il muretto del Tamburello ad Imola, ponendo fine alla carriera di un pilota che avrebbe potuto dare ancora molto. Eppure, quello che ci ha lasciato resta un’eredità quasi impossibile da raccogliere, nonostante in molti abbiano vinto più di lui non riuscendo però ad eguagliarne il calore umano e sportivo.

 

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