Mi accingo a scrivere con la speranza di fare cosa gradita agli appassionati di formula 1 cercando, di essere il più “fluido” possibile senza esprimere concetti astrusi e di difficile comprensione, proprio per essere accessibile anche a coloro che seguono questo sport per passione e vogliono “rilassarsi” nel comprendere di più di questa Formula 1 che sta diventando ogni giorno più complessa.

In questo mio primo articolo, volevo fare il punto della situazione, per alcune scuderie, analizzando un pò quello che si è visto nei primi test invernali; forse qualcuno dirà che arrivo in ritardo e questo è vero, però io volevo farlo uscendo dai classici canoni giornalistici, che impongono di riportare la notizia nuda e cruda e volevo analizzare le prestazioni, avanzando anche delle ipotesi su quello che potremmo aspettarci nel prossimo futuro.

Detto questo in questo primo articolo volevo cominciare ad analizzare quella che è risultata la grande assente in questi primi test invernali: la Red Bull Racing: Abbiamo visto tutti le eloquenti immagini di una scuderia in difficoltà con problemi di surriscaldamento ed a mio modesto avviso chi ha individuato il problema è stato Fabiano Vandone in questo suo video:

Sicuramente è una bella rappresentazione grafica, tuttavia agli occhi di chi osserva, soprattutto di chi è un pò a digiuno della materia, più che chiarire i motivi della debacle della Red Bull può sembrare solo una spiegazione di come funzionano le nuove power unit, in realtà non è così, perchè Vandone ha giustamente posto l’accento sul problema principale che è quello del raffreddamento delle singole unità ed è qui che secondo il mio modesto avviso stanno i guai Red Bull, che a dispetto di ciò che vogliono far trasparire, non sono certo di facile risoluzione, perchè se da un lato il problema generale è quello del surriscaldamento, di fatto ciò implica una rivisitazione completa di tutta la vettura a partire dalla progettazione, in altre parole tutto il flusso alla prova pratica, si è rivelato insufficiente e ciò non si risolve certo con una semplice fessurina sulla carrozzeria, quindi credo che mai come stavolta, il fatto di fare tutto in casa, sia stato un vantaggio consistente ed a tal proposito mi vengono in mente tutte quelle pseudo prove con una Laferrari di cui si parlava prima dei test, chissà che non ci sia un fondo di verità.

Naturalmente, non dico che la Red Bull non venga a capo di questo problema,ma certamente, per loro le prove cominceranno piuttosto in ritardo, perchè non credo proprio che siano riusciti a risolvere tutto in poco più di due settimane ed in ogni caso hanno perso tutta una sessione di prove e sarà dura per loro raggiungere gli avversari. Clicca Sotto per ingrandire


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C’è chi poi, non ha potuto fare a meno di associare la debacle Red Bull al presunto famigerato controllo di trazione “legale” dello scorso campionato, che sfrutterebbe il kers, certo la cosa potrebbe avere un fondo di verità, ma non dobbiamo dimenticare che quest’anno la dislocazione di alcuni componenti, è prefissata dal regolamento
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e lo stesso Newey ha candidamente ammesso che nel 2013, avere la possibilità di dislocare le batterie ai lati per la Red Bull era un vantaggio, avendo la possibilità di bilanciare meglio i pesi, per cui determinate soluzioni che prima potevano essere fattibili ora potrebbero non esserlo più, tra l’altro già nel 2013, pur avendo cambiato il fornitore degli alternatori, sembra che non abbiano risolto i loro problemi di affidabilità, infatti sono molti, forse troppi i problemi correlati al kers ed all’alternatore occorsi a Webber, per cui un cambiamento anche minimo potrebbe inficiare talune soluzioni….. Già, a proposito, credo che saranno in molti a domandarsi come mai certi problemi si sono verificati solo per l’australiano, io credo che tutto dipenda dal fatto che Vettel ha quasi sempre corso davanti senza l’influenza della scia di chi lo precedeva ed ha potuto gestire meglio la vettura, ma certamente restiamo nel campo delle ipotesi, fatto sta che Newey non si smentisce mai ed ha sempre realizzato delle vetture al limite e soprattutto all’inizio di un “ciclo” le sue creature sono state sempre poco affidabili, in ogni caso, sarò malpensante, ma piuttosto che credere ad una correlazione con il kers ed il traction control, la questione della distribuzione dei pesi mi fa pensare piuttosto alla deroga concessa ai motorizzati Renault di poter utilizzare serbatoi di liquidi in più ed alla polemica sui vasi comunicanti.

Dalla presentazione Lotus, in molti credevano che i problemi della Red Bull fossero stati superati, ma dopo il deludente “filming day” della Toro Rosso, sono in tanti quelli che non hanno potuto fare a meno di notare che i maggiori problemi fra i motorizzati Renault sono stati accusati dalle sole due scuderie consorelle, per cui fare un po le somme e giungere ad una conclusione non è stato per niente difficile, infatti gli anni passati la Toro Rosso usava propulsori Ferrari, quest’anno, invece, con i motori Renault, è diventata praticamente una seconda Red Bull, quindi non c’è da stupirsi della deifallance della casa Faentina, sicuramente uno scambio di informazioni c’è stato e non mi stupirei se la prova in pista sia stata in qualche modo “commissionata”,.

Ora cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi test??

Per come la vedo io mentre le altre scuderie che hanno regolarmente testato a Jerez potranno dedicarsi anche a ricercare la prestazione, in Red Bull dovranno “comprimere” il lavoro, effettuando anche quei test sull’affidabilità che sono mancati in precedenza, certo è che le parole del 4 volte campione del mondo Sebastian Vettel lasciano intendere che forse, quello che ho scritto non si allontana molto dalla verità:

“Di sicuro Jerez non è stata una buona sessione per noi. Gli altri team hanno fatto molti più chilometri, cosa importante perché sulle monoposto è tutto nuovo. Ma è meglio avere i guai ora nei test invernali, piuttosto che più avanti in gara. Sia la Red Bull Racing, sia la Renault dovremmo aver risolto i problemi che ci hanno bloccato a Jerez, ma non abbiamo la sicurezza che non possano insorgere grane di altro tipo in Bahrein. Mi auguro che non debba prendere solo le misure alla macchina, ma che si possa finalmente anche tirare”.

Leonardo Fiorentino

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