In Bahrain inizia la prima doppia trasferta del mondiale 2018.

A distanza di 15 giorni dalla gara inaugurale a Melbourne vinta da Sebastian Vettel, è tempo di volare verso la seconda tappa del mondiale. Questa sarà la prima gara in notturna del 2018, tra la sabbia e il caldo del Bahrain.

La Scuderia Ferrari uscita galvanizzata dalla tappa australiana grazie alla vittoria e al doppio podio, ora cerca nuove risposte nel back to back che ci sia appresta ad affrontare in queste due settimane, con il gp del Bahrain prima e il gp cinese la prossima settimana.

Due settimane in cui potremmo vedere già i primi aggiornamenti importanti sulle monoposto, sopratutto sulla rossa di Maranello, la quale dovrà porre rimedio alla difficoltà di messa a punto del set up e cercare il giusto equilibrio tra carico aerodinamico anteriore e quello posteriore, problemi riscontrati a Melbourne al quale la squadra ha dovuto porre e tutt’ora dovrà porvi  rimedio. Infatti, la vittoria di Melbourne non deve trarre in inganno, poiché è necessario ancora molto lavoro sulla monoposto e gli stessi Vettel e Raikkonen ne sono consapevoli.Solo una cosa potrà dare alla Ferrari le giuste risposte…la pista.

Per quanto concerne la scelta degli pneumatici da utilizzare in questo weekend nel deserto arabo, farà il suo debutto la mescola Medium a banda bianca accompagnata dalle mescole Soft a banda gialla e le mescole Supersoft a banda rossa. Più nel dettaglio, sia Vettel che Raikkonen hanno optato per le stesse scelte, con 2 treni di gomme Medium, 4 di Soft e 7 di Supersoft (stesse scelte anche per Red Bull e Hamilton).

Non resta dunque, che attendere le prime libere di venerdì, con particolare attenzione alle PL2, che si disputerano nelle stesse condizioni (orario,temperature dell’asfalto e atmosferiche) di qualifica e gara.

Come nacque il circuito di Sakhir

Due uomini in dishdasha, il tradizionale costume arabo, inginocchiati nella polvere, attivano il detonatore di una carica esplosiva. La storia del Bahrain International Circuit comincia così. Quando si dice deserto tutti pensano alla sabbia, ma nella piccola isola-regno affacciata sul Golfo Persico il paesaggio è prevalentemente roccioso e l’esplosivo serviva ad aprirsi la strada per realizzare il tracciato. Dal 2004 il Gran Premio è stabilmente in calendario, tranne che per l’edizione 2011 cancellata per disordini interni. A volte ha aperto la stagione, stavolta inaugura la prima trasferta “back to back” del lunghissimo campionato 2018. Due gare consecutive (dopo Sakhir si vola a Shanghai) che costituiscono un impegno supplementare per la squadra corse e il supporto logistico. Le avanguardie della Scuderia Ferrari sono arrivate nel Golfo già durante il weekend pasquale.

Gp Bahrain: Il racconto del tracciato 

La pista di Sakhir non è lontana dalla capitale Manama (e del resto l’isola è lunga poco più di 50 Km), ci si arriva percorrendo l’autostrada e poi viali larghissimi fiancheggiati da bandiere. Anche la pista è molto larga, in alcuni punti più di venti metri, per incoraggiare gli incroci di traiettoria. Il disegno del circuito è abbastanza completo come tipologia di curve, ma in generale caratterizzato da forti frenate. Nel 2010 si utilizzò il tracciato lungo, di 6,3 chilometri, non particolarmente apprezzato dai piloti. Ma il segno distintivo, oltre alla grande torre conica vetrata, sono i riflettori che illuminano l’asfalto per qualifiche e gara, da quando, nel 2014, il Gp è diventato notturno.

La città non ha lo sfarzo delle capitali degli Emirati, ma vive comunque il contrasto fra il vecchio quartiere del mercato e i moderni edifici d’affari. Quanto al clima, non si aspetta un weekend del tutto soleggiato, anche se le temperature massime dovrebbero mantenersi sopra i 30 gradi. E non crediate che nel deserto sul Golfo non piova mai: è successo anche la domenica della prima edizione…

Infine Sebastian Vettel ci spiega come affrontare il tracciato di Sakhir, dove dal 2014 si corre in notturna.

Di Giuly Bellani

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