Nei test invernali in Bahrain la Ferrari F1 2026 ha mostrato segnali incoraggianti. Secondo l’ingegnere Luigi Mazzola, la Rossa non è risultata nervosa come ipotizzato e avrebbe già evidenziato solidità tecnica e coerenza progettuale nel nuovo scenario regolamentare della Formula 1.
Ferrari 2026: una monoposto più solida del previsto
Il nuovo regolamento tecnico 2026 ha introdotto monoposto con circa il 30% in meno di carico aerodinamico rispetto alla generazione precedente. Le prime indicazioni parlavano di vetture più difficili da guidare, con maggiore instabilità al posteriore e bilanciamenti delicati.
Eppure, nei test in Bahrain, la Ferrari ha mostrato un comportamento differente rispetto alle aspettative più pessimistiche. Secondo Luigi Mazzola, la Rossa non è apparsa più nervosa delle rivali e ha evidenziato una piattaforma tecnica coerente.
La stabilità nei long run e la capacità di accumulare chilometri senza intoppi rappresentano segnali importanti in una fase in cui l’affidabilità è cruciale per comprendere appieno il potenziale della monoposto.

Affidabilità e chilometraggio: un segnale chiaro
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dai test è la continuità di lavoro. La Ferrari ha completato numerosi giri senza problemi evidenti, consolidando dati fondamentali per lo sviluppo.
In una fase di transizione regolamentare così profonda, girare tanto significa validare simulazioni, correlare i dati di galleria del vento e verificare il comportamento della nuova power unit in condizioni variabili.
Per Mazzola, questo è un indicatore di maturità progettuale: prima ancora della pura prestazione, conta la solidità della base tecnica.
Simulazioni di qualifica: non solo tempi, ma verifica sistemi
Un tema centrale dei test 2026 riguarda l’utilità delle simulazioni di qualifica. A differenza del passato, spingere la monoposto al limite con poca benzina ha un significato tecnico molto più profondo.
Con la nuova gestione energetica e le complessità software legate alla power unit ibrida, è fondamentale verificare che tutti i parametri – erogazione, gestione della carica, integrazione telaio-motore – funzionino correttamente sotto stress.
Non si tratta di cercare il “tempo da copertina”, ma di controllare che l’intero sistema lavori in armonia nelle condizioni più estreme.

Ferrari nel gruppo di testa?
Stabilire gerarchie definitive dopo i test è sempre rischioso. Tuttavia, secondo l’analisi di Mazzola, la Ferrari può essere inserita nel gruppo di vertice insieme a Mercedes-AMG Petronas Formula One Team e McLaren Formula 1 Team, mentre la situazione di Red Bull Racing resta più difficile da interpretare.
La Rossa avrebbe quindi replicato uno scenario competitivo simile alla stagione precedente, ma in un contesto tecnico completamente rinnovato.
Potenziale reale e incognite regolamentari
Il vero valore della Ferrari 2026 emergerà solo nei primi Gran Premi, quando le squadre mostreranno mappe motore complete e configurazioni aerodinamiche definitive.
Per ora, le indicazioni raccolte in Bahrain raccontano di una monoposto equilibrata, affidabile e capace di reagire positivamente a un regolamento che ha messo in difficoltà molti team.
Analisi finale
La Ferrari ha affrontato i test 2026 con un approccio metodico e orientato alla solidità tecnica. Le parole di Luigi Mazzola evidenziano una vettura meno problematica del previsto, con una base progettuale coerente e un potenziale ancora da esprimere pienamente. In un contesto regolamentare complesso e in evoluzione, partire con stabilità e affidabilità rappresenta un vantaggio competitivo significativo.
Guarda l’intervista completa con Luigi Mazzola sul nostro canale YouTube per approfondire ogni dettaglio tecnico dell’analisi.

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