F1 2026, Mazzola: “Power Unit? Disastro annunciato”

Vito Defonseca
6 Min Read
formula 1 2026 Mercedes Motori

Luigi Mazzola analizza le Power Unit F1 2026: 50/50 ibrido, fine ERS, costi carburante e ruolo del pilota. Tutti i rischi del nuovo regolamento.

Il regolamento tecnico della Formula 1 2026 sulle Power Unit divide il paddock. Nell’intervista esclusiva rilasciata a NewsF1, l’ingegner Luigi Mazzola parla di “problemi annunciati” e analizza criticità tecniche, costi e impatto sul ruolo del pilota.

f1 2026 Ferrari Mazzola
f1 2026 Ferrari Mazzola

Power Unit 2026: un equilibrio 50/50 che preoccupa

Il nuovo regolamento tecnico della Formula 1 entrerà in vigore nel 2026 con una filosofia radicalmente diversa rispetto all’attuale generazione di Power Unit. Il principio chiave è la ripartizione 50/50 tra componente termica ed elettrica, un equilibrio pensato per rafforzare la componente sostenibile e ridurre l’impatto ambientale.

Secondo Luigi Mazzola, però, la base concettuale del progetto nasce senza una visione realmente prospettica. L’ibrido spinto all’estremo, combinato con l’eliminazione di alcuni sistemi di recupero energetico oggi fondamentali, rischia di creare più problemi che vantaggi in un contesto di competizione estrema.

Formula 1 power unit newsf1.it
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Addio ERS e gestione degli 8.5 MJ a giro

Uno dei punti più discussi è l’eliminazione dell’MGU-H, sistema che nelle attuali Power Unit consente di recuperare energia dai gas di scarico e di eliminare quasi totalmente il turbo lag.

Nel 2026 i team dovranno gestire un quantitativo massimo di 8.5 MJ di energia elettrica per giro. La criticità, evidenziata da Mazzola, è chiara: se l’energia disponibile non viene utilizzata integralmente nel corso della tornata, la monoposto perde potenza in modo significativo.

La gestione dello “State of Charge” (SOC) della batteria diventa quindi centrale. Le fasi di ricarica avvengono principalmente in frenata o attraverso strategie di lift and coast. Tuttavia, per generare energia elettrica è necessario comunque bruciare carburante, creando un evidente paradosso tecnico ed economico.

f1 2026 Ferrari Bio Fuel
f1 2026 Ferrari Bio Fuel

Carburanti sostenibili: costi fuori controllo?

Altro nodo cruciale riguarda l’introduzione dei carburanti sintetici non minerali. La transizione verso combustibili sostenibili rappresenta un passaggio strategico per la Formula 1, ma secondo le stime circolate nel paddock i costi per litro sarebbero estremamente elevati.

Mazzola parla apertamente di cifre che, se confermate, porterebbero il budget carburante a livelli milionari su base stagionale. In un’epoca dominata dal budget cap, l’aumento dei costi energetici rischia di generare nuove tensioni regolamentari e differenze competitive.

Turbo lag e scelte progettuali

L’assenza dell’MGU-H riporta in primo piano il tema del turbo lag. Senza il supporto elettrico diretto sull’albero turbina-compressore, i costruttori dovranno trovare compromessi meccanici differenti.

Alcuni team sembrerebbero orientati verso turbine più compatte per ridurre il ritardo di risposta, mentre altre filosofie potrebbero privilegiare soluzioni diverse con vantaggi sul picco di potenza. Ogni scelta incide sulla gestione energetica complessiva e sulla mappatura software, rendendo l’integrazione power unit-telaio ancora più complessa.

ferrari hamilton F1 2026
ferrari hamilton F1 2026

Il ruolo del pilota: meno centrale?

Uno degli aspetti più delicati sollevati da Mazzola riguarda il peso specifico del pilota nella prestazione finale. Con strategie energetiche sempre più vincolate da algoritmi e software di gestione, il margine decisionale umano tende a ridursi.

Se la priorità diventa ottimizzare la distribuzione degli 8.5 MJ e mantenere il corretto stato di carica della batteria, il pilota potrebbe trovarsi sempre più “guidato” dai sistemi di controllo. Un’evoluzione che modifica la natura stessa della Formula 1, storicamente fondata sull’equilibrio tra uomo e macchina.

Una rivoluzione necessaria o un rischio sistemico?

Il regolamento 2026 nasce con obiettivi chiari: sostenibilità, innovazione e attrattività per nuovi costruttori. Tuttavia, come sottolineato da Mazzola, alcune criticità erano prevedibili già in fase di definizione normativa.

La vera incognita sarà la pista. Solo nei primi Gran Premi del 2026 sarà possibile valutare se le nuove Power Unit garantiranno spettacolo e competitività o se le problematiche evidenziate si tradurranno in limiti strutturali difficili da correggere.

Nel frattempo, il dibattito tecnico resta aperto e rappresenta uno dei temi più sensibili dell’evoluzione regolamentare moderna della Formula 1.

Analisi finale
Le Power Unit 2026 rappresentano una delle trasformazioni più profonde dell’era ibrida. L’equilibrio 50/50 tra motore termico ed elettrico, l’eliminazione dell’MGU-H e l’introduzione di carburanti sostenibili impongono compromessi tecnici complessi. Le osservazioni di Luigi Mazzola evidenziano criticità concrete nella gestione energetica, nei costi e nell’impatto sul ruolo del pilota. La stagione 2026 sarà un banco di prova decisivo per capire se la direzione intrapresa rafforzerà la Formula 1 o ne cambierà profondamente l’identità competitiva.

Guarda l’intervista completa sul nostro canale YouTube per scoprire l’analisi tecnica approfondita e tutti i dettagli discussi con l’ingegner Luigi Mazzola.

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