Ferrari e Top Team ok, Ma gli altri dove sono?

Andrea Bortolotti
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Siamo ormai prossimi al via della rivoluzionaria stagione 2026 di Formula 1. Parole su Ferrari, Mercedes, McLaren e Red Bull si sono sprecate, dei loro test sappiamo tante cose, ma gli altri team dove sono? Cosa possiamo aspettarci nella rincorsa al ruolo di “primo degli altri?”

Oggi andremo ad analizzare le performance delle squadre di seconda fascia, per capire la preparazione del resto della griglia di fronte al nuovo cambio regolamentare.

Archiviate le tre sessioni di Test prestagionali previste per questo inizio di 2026, dopo aver debuttato in Spagna a Barcellona ed essersi poi spostati in Bahrain, i team di Formula 1 hanno ora qualche giorno di preparazione e studio dei dati raccolti per presentarsi il più preparati possibile per il Gran Premio inaugurale in Australia a Melbourne.

Esclusi i quattro top team che si sono già confermati come nelle scorse stagioni, i riferimenti in lotta per la parte alta della classifica, va posta l’attenzione anche sui diretti inseguitori.

Quest’anno più che nel 2025 è sembrato esserci un ampio gap tra i primi della classe e gli altri, ma non solo, anche tra quest’ultimi è sembrata esserci una divisione interna in termini di prestazioni. 

Alcune squadre hanno messo in pista monoposto maggiormente preparate rispetto ad altre e saranno le prime di cui parleremo di seguito. 

I primi degli altri

Tra le scuderie che si sono distinte nella parte centrale della classifica, senza dubbio spicca la Haas.

La squadra americana, che a Melbourne celebrerà il decimo anniversario dal suo debutto, ha confermato la sua formazione di piloti, Esteban Ocon e Oliver Bearman, potendo così concentrarsi sul completo sviluppo della nuova VF-26.

La monoposto si è dimostrata tra le più solide in griglia e grazie all’affidabilità del propulsore Ferrari, così come ammirato sulla SF-26 della casa madre, ha percorso tanti chilometri permettendo agli ingegneri di rilevare dati utili da studiare in fabbrica.

Così come per Ferrari inoltre la Power Unit italiana sulla Haas ha dimostrato di consentire un impressionante scatto nelle simulazioni di partenza effettuate durante i Test.

Oltre ad Haas, anche altre monoposto di metà classifica si sono rivelate vicine e possibili pretendenti per il ruolo non ufficiale di “primi degli altri”.

La Alpine è una delle squadre di metà classifica che è parsa molto solida e probabilmente vicina alla Haas. Il team francese da questa stagione non adotta più il motore nostrano, ma diventa cliente Mercedes, Il propulsore della casa della stella a tre punte si è dimostrato uno dei migliori nei test invernali e pare che molto del potenziale sia rimasto ancora bloccato. Questa notizia per Alpine è molto importante e seppur la prova della competitività spetterà come sempre alla pista, qualche conferma è già trapelata dalle parole del consulente d’eccellenza Flavio Briatore. La squadra transalpina si è peraltro distinta come primo team a introdurre una soluzione alternativa nell’ambito dell’aerodinamica attiva, introducendo un’apertura dell’ala posteriore diversa, prima che Ferrari portasse la propria innovazione.

La Racing Bulls è senza dubbio tra i team di metà classifica, potendo contare sul nuovo motore Ford che montato sul team principale Red Bull si è dimostrato subito pronto ed affidabile, con diverso margine di evoluzione. Diversamente da Haas e Alpine, la squadra di Faenza ha cambiato uno di due piloti, ingaggiando Arvid Lindblad al posto di Isack Hadjar promosso nel team austriaco. Il cambio di guida potrebbe almeno inizialmente limitare la squadra nella lotta della classifica costruttori rispetto ai diretti concorrenti.

Rimanendo nel gruppo centrale, una delle sorprese positive per quanto visto fino ad ora è Audi, il team è all’esordio dal punto di vista del marchio, ma non della struttura. Risulta fondamentale sottolineare l’aspetto appena citato, in quanto successivamente parleremo di Cadillac facendo le dovute distinzioni. In Audi vengono confermati i piloti, Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto che fino allo scorso anno correvano per il team Kick Sauber e oltre a loro rimangono i medesimi membri anche in altri ruoli di rilievo come il direttore tecnico Mattia Binotto a dimostrare continuità. Proprio questa solidità nei ruoli si è rivelata in questa preparazione prestagionale fondamentale per Audi che ha mostrato un importante affidabilità non scontata e una buona preparazione generale. 

La classifichiamo nel gruppo centrale proprio per le caratteristiche sopra citate e nonostante dal punto di vista prestazionale la monoposto potrebbe non risultare almeno inizialmente tra le prime inseguitrici dei top team, l’inizio rimane incoraggiante. Una nota di cui tener conto per la stagione alle porte, è lo sviluppo delle monoposto che durerà per tutto il 2026. Molti team nel corso delle tre sessioni di test hanno già portato molti aggiornamenti, Audi su tutti ha cambiato completamente il disegno dei sidepods (pance) tra Spagna e Bahrain.

f1 2026 Rake
f1 2026 Rake foto credits media Pirelli

Le più arretrate e le sorprese negative

Passando alla parte più bassa della classifica, bisogna fare un’importante premessa per partire con l’analisi dei team mancanti.

Cadillac infatti è una new entry completamente nuova per la classe regina del motorsport, per questo motivo si è senza dubbio dimostrata più arretrata di altri team, ma nel complesso abbastanza solida e preparata. La inseriamo tra le ultime squadre, ma non rientra nella categoria “sorprese negative”, anzi per adesso viene sospesa dal giudizio in attesa che possa ambientarsi e mostrare le sue carte. Ultimo punto da analizzare in merito alla compagine Americana è che il marchio corre già da diverse stagioni in altre categorie del motorsport, non è pertanto completamente impreparato all’avventura F1 e per poter concentrarsi sullo sviluppo di questa si è affidata a due veterani della categoria quali Valtteri Bottas e Sergio Perèz.

Concludiamo l’analisi odierna con le vere delusioni dei test. Parliamo di due team che nelle attese, per motivi diversi, ci si sarebbe aspettato di vederli maggiormente preparati.

Williams aveva concluso bene la stagione passata, nonostante nelle parole dei piloti Alexander Albon e Carlos Sainz e del Team Principal James Vowles, il 2025 era stato dedicato completamente al nuovo cambiamento regolamentare.

Il 2026 è iniziato con il team inglese impossibilitato a presentarsi alla prima settimana di Shakedown in Spagna a causa del fallimento dei crash test obbligatori di prassi e dal ritardo nell’arrivo delle componenti fondamentali per assemblare la FW48. IL team ha ufficialmente debuttato a Shakir con ritardo rispetto agli altri e con un altro importante problema legato al sovrappeso della vettura.

Volendo trovare tuttavia degli aspetti positivi per l’inizio di questa nuova era, la monoposto potrà contare sulla potente e solida Power Unit Mercedes che si è dimostrata la favorita e inoltre gli sviluppi coinvolgeranno tutti i team per tutto l’arco dell’annata come già accennato in precedenza e dunque tempo per riassestarsi e risalire la china ce ne sarà senza dubbio.

Infine c’è lei, la Aston Martin, una delle monoposto più attese della griglia sia dagli appassionati che dagli stessi addetti ai lavori. La creazione di Adrian Newey uno dei progettisti più quotati e di successo degli ultimi 30 anni, mossa nel 2026 non più da motore Mercedes, ma da quello Honda che con Red Bull aveva dominato gran parte della passata era ad effetto suolo. La grande attesa tuttavia ha portato per ora ad una grande delusione da parte di molti, su tutti i piloti, Lance Stroll e soprattutto Fernando Alonso che ora vive l’incubo di un altro 2015. 

IL team britannico si è prima presentato in ritardo in Spagna percorrendo pochi chilometri ed ha poi debuttato con la nuova livrea in Bahrain, non riuscendo comunque a completare tutti i programmi e chilometri previsti

Le innovazioni ammirate sulla AMR26, come ad esempio l’attacco dei braccetti posteriori allo scarico, non sembrano per ora rivelarsi vincenti, non tanto per la bontà delle stesse, quanto per i molteplici problemi di affidabilità patiti nel corso dei test. Alonso, anche complice il periodo della carriera che per cause anagrafiche lo porta ad avere fretta, è sembrato tra i più sconsolati. Tanti gli stop in pista per i due piloti a Shakir e nei pochi chilometri di attività la monoposto è sembrata scorbutica, instabile e addirittura impossibilità a recuperare l’energia a causa di difficoltà nel raggiungimento del limite minimo di 250kW previsto dal regolamento, un problema importante considerando la centralità di questo tema nel 2026. Newey aveva predicato tempo e di attendere qualche gara prima di vedere la verdona competitiva, ma i nodi da sciogliere sembrano molti e di ardua risoluzione.

Abbiamo dunque appreso il comportamento dei team che puntano ad avvicinarsi ai fantastici quattro e abbiamo cercato di stabilire un ordine di preparazione di questi, tuttavia non possiamo sbilanciarci ne tantomeno lanciarci in pronostici su chi tra questi prevarrà. Le motivazioni risiedono nel fatto che diverse squadre porteranno in pista nuovi pezzi dalla fabbrica, pronti per essere montati in Australia dove tra meno di due settimane prenderà il via il Mondiale.

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Grande appassionato di Motori e in particolare di Formula1, cerco di trasmettere le emozioni che questo mondo mi regala attraverso la scrittura. Studio Scienze della comunicazione e ho scritto per due blog e per una testata online di Torino.
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