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La Formula 1 si prepara a una votazione cruciale per modificare a metà stagione le regole sulla misurazione del rapporto di compressione del motore. Al centro del dibattito il progetto Mercedes HPP e la possibile verifica a caldo a 130°C.
Il caso Mercedes HPP e il rapporto di compressione in Formula 1
La Formula 1 è pronta a esprimersi su un potenziale cambiamento regolamentare che potrebbe avere un impatto significativo sugli equilibri tecnici del campionato. Al centro della questione c’è il motore sviluppato da Mercedes High Performance Powertrains (HPP), che secondo quanto emerso durante l’inverno sarebbe in grado, a caldo, di raggiungere un rapporto di compressione pari a 18:1, oltre il limite regolamentare fissato a 16:1.
L’attuale normativa prevede che la misurazione del rapporto di compressione venga effettuata a temperatura ambiente. In tali condizioni il propulsore Mercedes risulterebbe conforme. Tuttavia, grazie all’impiego di metalli termoespandenti, una volta in temperatura operativa il valore potrebbe teoricamente salire fino a 18:1.
Secondo le stime circolate nel paddock, questo vantaggio tecnico potrebbe tradursi in circa 0,3 secondi al giro su un tracciato come Albert Park Circuit, un margine tutt’altro che trascurabile in un contesto di competitività così elevata.
La riunione del PUAC in Bahrain
Mercoledì, in occasione del secondo test prestagionale in Bahrain, si è riunito il Power Unit Advisory Committee (PUAC), organismo che riunisce i costruttori di power unit – Mercedes-AMG F1, Red Bull Powertrains, Ferrari, Audi e Honda – oltre alla FIA e alla Formula One Management (FOM).
Per modificare il regolamento tecnico in questa fase della stagione sarebbe necessaria una maggioranza qualificata di quattro costruttori, oltre all’approvazione di FIA e FOM.
Secondo le informazioni emerse, Red Bull Powertrains, Ferrari, Audi e Honda sarebbero favorevoli alla modifica, mentre Mercedes si opporrebbe. In questo scenario, il peso decisionale finale potrebbe ricadere proprio su FIA e FOM, che al momento non hanno ancora espresso una posizione ufficiale.
La proposta: misurazione anche a 130°C
Nel corso della riunione è stata presentata una proposta concreta: a partire dal 1° agosto 2026, la conformità alle normative sul rapporto di compressione dovrebbe essere dimostrata non solo a temperatura ambiente, ma anche a una “temperatura di esercizio rappresentativa di 130°C”.
La votazione è stata trasmessa alle Power Unit Manufacturers (PUM) e l’esito è atteso entro i prossimi dieci giorni. Qualora la proposta venisse approvata, sarebbe comunque necessaria la ratifica formale del World Motor Sport Council (WMSC).
Analisi finale
Il tema va oltre il semplice valore numerico del rapporto di compressione. La questione tocca un principio fondamentale della regolamentazione tecnica: garantire che i controlli riflettano le reali condizioni operative della power unit in pista.
Se la modifica dovesse essere approvata, la F1 stabilirebbe un precedente importante in materia di verifiche tecniche a stagione in corso. In caso contrario, il rischio è quello di alimentare ulteriori polemiche in un’era regolamentare in cui ogni dettaglio ingegneristico può fare la differenza. La decisione dei prossimi giorni potrebbe dunque incidere non solo sulle prestazioni 2026, ma anche sull’equilibrio politico tra costruttori e federazione.
Fonte:
Riunione Power Unit Advisory Committee – informazioni paddock Bahrain test 2026
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