F1 2026, Ferrari SF26 sfida l’Aston di Newey: segreti tecnici e l’attesa per la EVO

Vito Defonseca
4 Min Read
F1 2026 Ferrari VS Aston

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La nuova era della F1 2026 è ufficialmente iniziata. Con la conclusione dei primi shakedown, il paddock si sposta ora in Bahrain per i primi test collettivi dell’11 febbraio. Ma cosa abbiamo imparato dalle prime uscite in pista? In questa puntata di Race Tech, l’ingegner Riccardo Romanelli analizza le differenze macroscopiche tra la Ferrari SF26 e la sofisticatissima Aston Martin firmata da Adrian Newey.

Guarda l’analisi tecnica completa nel video di Race Tech:

La guerra delle ali: Mercedes e Aston Martin controcorrente

Uno dei dettagli più interessanti emersi dalle immagini in pista riguarda l’ala anteriore. Mentre la maggior parte dei team, Ferrari in testa, ha adottato una configurazione a tre flap, Mercedes e Aston Martin hanno sorpreso tutti con soli due main flap.

“È una scelta radicale,” spiega l’Ing. Romanelli. “Mercedes e Aston Martin sembrano aver ottimizzato la modalità low-drag lavorando solo sull’ultima appendice. Questo suggerisce una distribuzione del carico aerodinamico completamente diversa rispetto alla Ferrari, che invece movimenta entrambi i flap anteriori per bilanciare la vettura.”

Il tocco di Adrian Newey: il “bulbo” sotto il musetto

L’Aston Martin 2026 non è passata inosservata per la complessità delle sue forme. In particolare, è stato notato un particolare “bulbo” o rigonfiamento nella parte inferiore del muso, una soluzione che richiama il DNA Red Bull di Newey.

Questo elemento serve a gestire i flussi d’aria che passano sotto la vettura, accelerando le velocità locali per neutralizzare le spinte nocive. Accanto a questo, spiccano sospensioni estremizzate sia all’anteriore che al posteriore, progettate per liberare i canali d’aria verso il diffusore.

f1 2026 Ferrari Sf26 Mercedes W17 Airbox
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Ferrari SF26: semplicità o raffinatezza invisibile?

A differenza dell’Aston Martin, la Ferrari SF26 di Loic Serra appare, a un primo sguardo, molto più lineare e “semplice”. Tuttavia, l’analisi rivela un lavoro di micro-aerodinamica enorme:

  • Air-scoop rastremato: Una gestione dei flussi interni molto più compatta rispetto ai competitor (come Racing Bulls).
  • Pance e sottosquadri: Una fluidodinamica interna ottimizzata per massimizzare il raffreddamento senza penalizzare il drag.

Ma la vera notizia è l’attesa per la EVO. Come dichiarato da Fred Vasseur, la vettura che vedremo in Bahrain potrebbe presentare evoluzioni sostanziali su ali, fondo e imbocco delle pance, portando in pista la vera veste prestazionale della rossa.

Tra i rumors tecnici più caldi del momento c’è la possibilità che Ferrari stia utilizzando una testata motore in lega d’acciaio anziché in alluminio.
“Se così fosse, non sarebbe necessariamente un deficit di peso,” chiarisce Romanelli. “L’acciaio offre una rigidezza e una resistenza termica superiori. Questo permetterebbe di assottigliare altre componenti strutturali della Power Unit, mantenendo il peso complessivo entro i limiti ma guadagnando in affidabilità e prestazioni termiche.”

Cosa aspettarsi dai test in Bahrain?

Mercoledì 11 febbraio scatterà il semaforo verde in Bahrain. I team smetteranno di “nascondersi” dietro i filming day e inizieranno a spingere sulle mappature della nuova Power Unit ibrida da 1000 CV. Vedremo finalmente le vere forme delle vetture che daranno vita alla stagione più incerta degli ultimi anni.

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