F1 2026 Mentre gli altri cercano il guizzo aerodinamico, la Mercedes macina chilometri senza sosta. L’analisi dell’Ingegner Romanelli sulla solidità della W17: “Problemi zero, ecco cosa nasconde questo approccio”.
Se l’Aston Martin ha scioccato per le forme e la Ferrari ha incuriosito per le soluzioni interne, la Mercedes ha impressionato per un dato meno visibile ma molto più concreto: la resistenza. Nello shakedown a porte chiuse di Barcellona, la vettura di Brackley si è dimostrata una vera “macchina da guerra”, mettendo insieme numeri che hanno fatto rizzare le antenne ai rivali.

180 giri di pura solidità
In una singola giornata di test, la scuderia guidata da Toto Wolff è riuscita a completare circa 180 giri dividendo il lavoro tra i due piloti. Per dare una proporzione, si tratta di quasi tre Gran Premi completati in poche ore, il tutto senza che la vettura dovesse mai rientrare ai box per problemi meccanici o affidabilità della Power Unit.
“Non sono particolarmente impressionato dalle rotture mancanti, perché oggi i tool di simulazione sono avanzatissimi”, ha commentato l’Ing. Riccardo Romanelli ai microfoni di Race Tech, “ma quando metti insieme 180 giri in un giorno significa che grossi problemi non ne hai. È un approccio estremamente solido.”
Oltre il cronometro: a cosa servono tutti questi chilometri?
Perché la Mercedes spinge così tanto sulla distanza invece di cercare il “tempone” che farebbe felici i titolisti? La risposta risiede nella cultura aziendale della Stella. Fare chilometri significa accumulare una mole di dati enorme su:
- Validazione termica: Verificare che il raffreddamento funzioni come previsto dai simulatori.
- Aspetti vibrazionali: Assicurarsi che nessuna componente soffra le sollecitazioni del asfalto reale.
- Mappe di lavoro: Testare la Power Unit in ogni condizione possibile, dal regime minimo al massimo carico.
“Accumulare tutti questi giri è un enorme bagaglio di esperienza che ti porti dietro”, spiega Romanelli. “È la loro cultura: utilizzare lo shakedown per validare tutto quello che è stato fatto al banco dinamico in fabbrica. Solo dopo aver messo in sicurezza l’affidabilità inizieranno a pensare ai tempi cronometrici.”

Mercedes è tornata al vertice?
È ancora presto per dire se la Mercedes sarà la vettura da battere, ma la sensazione nel paddock di Barcellona è che la scuderia tedesca abbia ritrovato quella serenità progettuale che era mancata all’inizio dell’era dei motori ibridi. Mentre alcuni team lottano con l’integrazione dei nuovi componenti 2026, la “Freccia d’Argento” sembra aver già digerito il cambio regolamentare.
La Mercedes non cerca il colpo di teatro, ma costruisce una base granitica. E nella Formula 1 moderna, spesso, vince chi non si ferma mai.
Cosa ne pensate della strategia Mercedes? Meglio nascondersi e macinare chilometri o mostrare subito i muscoli con tempi record? Ditecelo nei commenti sotto i nostri post social!
Per restare aggiornato sulle ultime analisi tecniche, approfondimenti e video dedicati alla Formula 1, visita newsf1.it e iscriviti al canale YouTube ufficiale NEWSf1IT.
